Porti, in Sicilia programmare il futuro senza l’alibi coronavirus - QdS

Porti, in Sicilia programmare il futuro senza l’alibi coronavirus

Chiara Borzi

Porti, in Sicilia programmare il futuro senza l’alibi coronavirus

martedì 03 Novembre 2020 - 00:04

L'AdSP del Mare di Sicilia Orientale, Andrea Annunziata, pronto a fare squadra sul nuovo asse Siracusa, Pozzallo, Gela, Licata. “L’economia rallenta, ma non ci sono problemi irrecuperabili. Occasione per migliorare e responsabilizzarci”

CATANIA – La pandemia non è alibi per uno stop ai processi di miglioramento infrastrutturale e crescita delle strategie di comunicazione che permettono ai porti siciliani di mantenere o incrementare la propria posizione commerciale e turistica nel Mediterraneo.

Con questa consapevolezza l’Autorità Portuale della Sicilia Orientale ha approvato lo scorso mese ed iniziato a programmare sul Documento di Pianificazione Strategica di Sistema. Un atto preliminare che attende l’ok della Regione Sicilia e del Ministero dei Trasporti, ma a cui hanno già dato il loro benestare le autorità cittadine dei territori coinvolti e la gestione dei porti di Catania, Augusta, Priolo con il coinvolgimento degli scali di Pozzallo, Siracusa, Gela e Licata.

La nuova dottrina sulle strategie dei trasporti dei sistemi portuali, introdotta dalla riscritta legge 84/94 (istitutiva della Autorità Portuali) – spiega l’AdSP del Mare della Sicilia Orientale, Andrea Annunziata – ha previsto, in una logica di sviluppo integrato, coerente e temporale, la predisposizione di un documento preliminare al Piano Regolatore Portuale, denominato DPSS (Documento di Pianificazione Strategica di Sistema). Il DPSS è uno strumento di coordinamento con finalità di pianificazione strategica, ovvero, contiene l’inquadramento del Sistema Portuale di riferimento nel contesto socio-economico nazionale ed internazionale, al fine d’inquadrare correttamente il posizionamento dell’offerta infrastrutturale e logistica nel panorama dei mercati globali. Un’industria della logistica moderna, rispettosa dell’ambiente per una scelta strategica al centro del Mediterraneo.

Quando approvato, il piano rinnoverà quello del 1978 e pone come obiettivo prioritario il rilancio del Sistema Portuale nel breve-medio termine in ambito prevalentemente nazionale e nel medio-lungo periodo in ambito internazionale. Lo farà attuando due diverse strategie: concentrando l’attenzione principale sulla differenziazione complementare delle funzioni dei singoli Porti all’interno del Sistema Portuale e sfruttando la sinergia con la Zona Economica Speciale e gli Enti e le infrastrutture a diverso titolo coinvolte nella propria Area Logistica Integrata, in una logica di incremento dei traffici e delle merci specifiche dei settori ad oggi in essere, l’inserimento dei porti di Siracusa, Pozzallo, Gela, Licata ed altri nel Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale.

“Abbiamo approvato un lavoro già adottato come Comitato di Gestione – spiega il presidente dell’Autorità Portuale del Mare della Sicilia Orientale – dunque i prossimi step sono l’approvazione in Regione e poi al Ministero dei Trasporti. Lavoreremo su questo piano strategico già avallato dai Comuni coinvolti e a dall’Autorità portuale come traccia importantissima per pianificare il futuro, lo si capisce anche dal raggio di azione che coinvolge ben due terzi del territorio siciliano”.

Il Covid-19 impone cambi di strategia?
“Il futuro è sempre sconosciuto, ma stavolta è ancora più incerto perché non concede elementi precisi su cui fare riferimento. Per questo il nostro obiettivo sarà ancora investire sulla migliore logistica possibile guardando ai mercati del Centro e Nord Africa e il Medio Oriente, attraverso due strumenti: il piano strategico e le Zes (zone economiche speciali) da poco approvate. Vogliamo garantire il rispetto delle presenze attuali nel mercato tenendo conto degli imprenditori che hanno lavorato in condizioni difficili, ma è chiaro che chi vuole investire con serie intenzioni nella nostra area economica è bene accetto”.

È previsto uno sviluppo dei singoli porti, come avverrà?
“Sempre passano dalle infrastrutture e in loro funzione. Saranno moderne e rispettose dei criteri di sicurezza e ambiente. I ritardi di Sud e Isole possono diventare un trampolino di lancio, perché, se colmati, affiancheranno le posizioni di vantaggio già raggiunte da altri territori all’avanguardia. Se c’è consapevolezza faremo passi da gigante e ognuno potrà interpretare bene il ruolo che il mercato gli offre. Le Zes sono un altro canale di sviluppo, ne esistono 4 mila nel mondo che contribuiscono al 3% di pil all’anno, e c’è spazio per l’agroalimentare. La Sicilia ha fornito mezza Italia durante il lockdown. Serve logistica che colleghi porti e strade in maniera agevole per la crescita dell’agricoltura”.

La pandemia sarà un’ostacolo?
“In questi mesi abbiamo lavorato sotto il coordinamento delle prefetture e in sicurezza. Non credevamo alla seconda ondata ma è arrivata, ed è evidente che l’economia rallenta, ma non ci sono problemi irrecuperabili. Sono momenti che ci consentono di migliorare, questa consapevolezza deve responsabilizzarci. Non è una fase semplice, ma nella storia ce ne sono state tante, dunque non ci non alibi per bloccarci. Utilizziamo questa apparente quiete per lavorare di più. Tutti hanno compreso l’importanza di una burocrazia utile alla gente, questa è un’occasione unica per dimostrarlo”.

Nel frattempo nel versante occidentale della Sicilia, il Mit ha annunciato un investimento di quasi 54 milioni per riqualificare il porto di Palermo e potenziarne le vocazioni turistica, commerciale ed anche industriale. “Gli interventi presentati dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale vanno nella direzione strategica indicata dal Ministero con il piano Italia Veloce – ammette la ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli – . Le merci che viaggeranno via mare nei prossimi anni sono destinate ad aumentare nel Mediterraneo, si stima fino a un volume di 450 miliardi di euro. Dobbiamo farci trovare pronti perché la valorizzazione dei nostri porti sarà una delle chiavi per l’uscita dalla crisi economica causata dalla pandemia. Mi complimento con con l’AdSP del mare di Sicilia occidentale e con il presidente Pasqualino Monti”.

Twitter: @ChiaraBorzi

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