Porto, San Vito lo Capo ora punta ad rilancio in grande stile - QdS

Porto, San Vito lo Capo ora punta ad rilancio in grande stile

Vito Manca

Porto, San Vito lo Capo ora punta ad rilancio in grande stile

sabato 17 Settembre 2022 - 09:22

Approvate le linee d’indirizzo per il Piano regolatore per salvare la spiaggia. Ma il Consiglio comunale punta il dito contro il sindaco Peraino: "Progetto non condiviso, non c’è stato il confronto"

SAN VITO LO CAPO (TP) – Prima la sostanza, poi le polemiche. E la sostanza dice che il consiglio comunale di San Vito Lo Capo ha approvato, a maggioranza, le linee guida per la redazione del Piano regolare del porto. Dice anche che il progetto che verrà, ha a disposizione un milione e 300 mila euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza per definirlo, per gli incarichi e per ottenere tutte le necessarie autorizzazioni.

Il Comune ha una priorità, ormai un’emergenza, che il sindaco Giuseppe Peraino è tornato a spiegare nel dibattito consiliare. “La spiaggia del centro urbano del paese soffre delle conseguenze erosive di un’errata realizzazione delle opere foranee del porto ed in particolare del braccio sopraflutto. Azione che non riesce più ad essere adeguatamente mitigata dalle opere di ripascimento effettuate nel tempo”.

Bisogna salvare la spiaggia di San Vito lo Capo

Con i soldi del Comune, ha aggiunto il primo cittadino, ed in sostituzione della Regione. Nota a margine: il Prg portuale uscirà dagli uffici dell’amministrazione comunale perché Palermo ha concesso la delega. Andando al sodo, c’è da salvare la spiaggia, motore della ricchezza del territorio. L’erosione da una parte e l’interramento dall’altra possono fare sfracelli. Hanno già colpito duro. È dunque necessario “modificare – si legge nella delibera – la configurazione delle opere foranee”. C’è di più: “Tale modifica dovrà ricalcare il millenario schema di funzionamento naturale della pocket beach di San Vito Lo Capo”. Come dire, la natura ha sempre ragione e l’uomo spesso fa soltanto danni. Ora sarà necessaria “una diversa imboccatura portuale rivolta in direzione opposta all’attuale”.

Ma non finisce qui, perché le linee guida dell’amministrazione puntano anche ad un rilancio in grande stile dell’area portuale che passerà dal diporto di qualità, dalla tutela della marineria locale, che dovrà avere “spazi sicuri e qualitativamente comodi”, e da ormeggi e servizi per i mezzi di trasporto dei passeggeri. In questo caso si tratta del via libera a minicrociere, escursioni, metropolitane del mare, taxi marittimi ed idrovolanti. Un porto così non potrà che avere anche un’area per la cantieristica navale e per le opere di alaggio e di varo delle imbarcazioni.

Non ci sarà nuova cementificazione

Il sindaco Peraino, sotto la pressione delle critiche, ha scelto di alzare l’asticella del confronto: “Avere un porto dotato di un Piano Regolatore garantisce questo territorio da possibili incursioni ed assalti di soggetti imprenditoriali che ritengano di esercitare, in loco, attività d’impresa per il soddisfacimento di interessi privatistici”. Ed ha aggiunto, a scanso di equivoci, che non ci sarà nuova cementificazione. La risposta, in particolare dell’opposizione, ma non solo, è stata, non puoi fare come ti pare! Lui ha provato a rassicurare i suoi interlocutori: “Non è il progetto, ma sono solo le linee guida che sono state condivise in una riunione pubblica lo scorso mese di marzo”.

Le contestazioni dell’opposizione

Anche dalla minoranza, ha voluto sottolineare, ma non è riuscito a fermare la polemica, le polemiche. E non è riuscito a fermare le contestazioni dell’opposizione. “Assenza di un vero confronto”, oppure “mancanza di una reale partecipazione”. C’è poi chi, come il consigliere Gaspare Scola, ha fatto un passo avanti mettendo in discussione alcuni interventi indicati nelle linee guida perché ritenuti “sovradimensionati rispetto all’effettiva esigenza del territorio”. Il dibattito consiliare, prima del disco verde alla delibera, ha registrato anche una mossa politica dell’opposizione con la richiesta di ritiro dell’atto. Proposta messa ai voti e bocciata dall’aula.

Ma il dibattito non è soltanto consiliare, sta infatti coinvolgendo l’intero paese con un prima linea il Comitato “No Marine Resort”. Altra nota a margine: il Comitato ha una sua storia. È nato per bloccare un altro progetto, quello di una società trapanese, “Marina Bay”, che aveva chiesto la concessione demaniale per realizzare un approdo turistico con un resort. In quella occasione, dopo diverse fasi e qualche scontro, San Vito Lo Capo ha detto no in massa all’iniziativa, che ha progressivamente perso la sua forza. Il Comitato è preoccupato, non condivide le linee guida. Invita il sindaco a dirla tutta. In una nota ha sottolineato che nel corso della seduta consiliare “il sindaco ha ritenuto di raccontare la sua mezza verità, leggendo la parte ammaliante della delibera”.

Dose rincarata su un altro aspetto: “Ha parlato tanto di sostenibilità, integrità del patrimonio economico e naturalistico, di ricchezza e futuro, guardandosi bene, però, dal chiarire come questi concetti possano coesistere con le funzioni del realizzando porto dichiarate nell’atto d’indirizzo; ovvero quelle di aprire l’infrastruttura al potenziale sovraccarico di traffico marittimo in termini di idrovolanti, metropolitane del mare, taxi marittimi e natanti di grandi dimensioni. Previsioni che nel 2022 appaiono completamente scollate dai tempi e dalla realtà di delicato equilibrio ambientale del territorio”.

Anche il Comitato contesta l’iter procedurale che ha portato all’approvazione della delibera e rimarca “la totale assenza di concertazione con le parti politiche, sociali ed economiche”. Ha voluto dire la sua pure la CNA trapanese con il suo segretario Francesco Cicala: “Non si possono approvare le linee d’indirizzo per il Piano regolatore del porto di San Vito Lo Capo senza consultarci, senza coinvolgerci nel confronto. Noi rappresentiamo tante imprese che dovranno poi essere protagoniste dell’attuazione del Piano”. Ed il porto sanvitese naviga a vista.

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