Pa, no assunzioni, transitare dipendenti - QdS

Pa, no assunzioni, transitare dipendenti

Carlo Alberto Tregua

Pa, no assunzioni, transitare dipendenti

mercoledì 30 Novembre 2022 - 08:14

Rafforzare la Guardia di Finanza

I sindaci si lamentano che nel proprio organico non hanno dipendenti con le competenze necessarie per attuare i loro programmi, ma nessuno di essi rappresenta la realtà numerica degli stessi dipendenti, che è sovrabbondante.
Dal che si deduce, con estrema chiarezza, la responsabilità di tutti i sindaci precedenti, che – quando potevano – hanno assunto dipendenti a prescindere dalle esigenze dell’Ente, per soddisfare un sistema clientelare di raccolta del consenso che è contrario al bene comune, il quale funziona solo se supportato da decisioni impopolari.

In generale, quanto più impopolari sono le decisioni del Governo, delle Giunte regionali e comunali, tanto più esse sono buone ed efficaci. Ma pochi governanti sono dotati di attributi mentali (e non solo) per governare in questo modo, a prescindere dal consenso di questo o quell’altro gruppo.
Sul punto, lo stato dei fatti sembra senza soluzione, che invece c’è, l’abbiamo scritta più volte.

Si tratta di bandire concorsi interni, non vietati, affinché volontariamente i dipendenti dell’Ente possano trasferirsi negli uffici che ne avessero bisogno, soprattutto quelli tecnici e informatici, mediante un processo di formazione interna ed esami. Ovviamente bisognerebbe invogliare il personale volenteroso dando indennità supplementari a chi si sottoponesse a formazioni, esami e andasse negli uffici ove vi è bisogno.

La soluzione prospettata vale ovviamente anche per i dipendenti dello Stato e quelli delle Regioni.
è penoso sentire i presidenti delle stesse che continuano a lamentarsi di non avere personale quando, per esempio in Sicilia, vi sono oltre undicimila dipendenti. Un concorso interno del tipo indicato troverebbe quasi certamente alcune centinaia di tali dipendenti disposti a seguire il percorso di formazione ed esami, per andare a rimpolpare, appunto, gli Uffici tecnici e quelli della digitalizzazione.
È chiaro che questa soluzione troverebbe dissenzienti i sindacati, i quali tendono a livellare al basso le prestazioni di tutti i dipendenti. Ma un Presidente energico e capace dovrebbe avere la forza morale di imporre la soluzione prospettata.

L’evasione fiscale e contributiva viene stimata da più parti in oltre cento miliardi e molti rappresentanti delle istituzioni e dei diversi partiti continuano a prospettare la copertura delle loro proposte legislative con gli incassi dell’evasione.

Si tratta delle solite vuote parole perché non indicano i mezzi per potere stanare tali cattivi cittadini. I mezzi, per esempio, riguardano il potenziamento della Polizia economico-finanziaria, della Guardia di Finanza, il cui numero di ufficiali e sottufficiali potrebbe raddoppiare ed i cui stipendi dovrebbero aumentare congruamente. Non si capisce perché i Governi li tengano contingentati in circa settantamila uomini e donne quando invece ve ne sarebbe bisogno del doppio.

Anche in questo caso la soluzione prospettata prima andrebbe bene: ripetiamo, concorsi interni preceduti da percorsi di formazione, riservati agli stessi dipendenti dello Stato che volessero trasferirsi nella GdF, anche attratti da stipendi più elevati.

Vi è un altro modo per stanare gli evasori. Per esempio agire sulla chiave di qualunque attività di lavoro autonomo, cioè l’iscrizione alla Camera di Commercio. Tale iscrizione non dovrebbe essere più un atto formale e automatico, bensì conseguente alla dimostrazione di correttezza fiscale. Insomma, un attestato che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe rilasciare per ottenere, appunto, tale iscrizione.
Il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) è, nel caso del settore della previdenza, l’attestato analogo che certifica la correttezza contributiva del professionista o imprenditore.

Da quanto precede, si desume con chiarezza che i Governi – centrale, regionali e locali – devono poggiare la loro attività su regole etiche che non siano solo costituzionali (proporzionalità e ragionevolezza), ma anche effettive, come obiettività e fermezza, trascurando le minacce dei privilegiati, i quali vogliono continuare a comportarsi da parassiti sulle spalle di cittadini indifesi.

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