Regione, Musumeci, inutile il settanta per cento dei dipendenti - QdS

Regione, Musumeci, inutile il settanta per cento dei dipendenti

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Regione, Musumeci, inutile il settanta per cento dei dipendenti

giovedì 15 Ottobre 2020 - 18:02
Regione, Musumeci, inutile il settanta per cento dei dipendenti

"Non è gente digitalizzata", ma parte un coro di sfottò. Lupo (Pd), "il suo sport preferito è lo scaricabarile". Di Caro (M5s), "si metta d'accordo con sé stesso". Barone (Uil), "Colpa delle cavallette". Fleres, "non paghi i premi ai dirigenti"

“Avevo detto che l’ottanta per cento dei dipendenti regionali è assolutamente inutile alle funzioni programmatiche della Regione. Lo ripeto. Anche se siamo passati al settanta per cento grazie al cielo. Il mio obiettivo è di arrivare almeno al cinquanta per cento”.

Anche se ha rivisto la cifra, dopo le dichiarazioni di metà luglio che provocarono una valanga di reazioni, il governatore della Sicilia Nello Musumeci, parlando per l’Innovation Day del Sole 24 Ore, dedicato in questa tappa a Sicilia e Sardegna, è tornato ad attaccare il personale della Regione siciliana.

“La Regione – ha affermato – non era fatta per risolvere i problemi, era fatta per diventare un ammortizzatore sociale. La Regione è stata la più grande industria per settant’anni; si poteva entrare anche senza concorsi, con un biglietto da visita, con una telefonata questa è stata la Regione siciliana. E non avere il coraggio di dirlo è davvero criminale. Io ho il coraggio di dirlo. Avevamo diciannovemila dipendenti: cinquemila sono andati in pensione, ne abbiamo tredicimila e il cinquanta per cento appartiene alla fascia A e B, assolutamente non funzionali a rendere efficiente la macchina regionale”.

“Qui – ha aggiunto – non si fa un concorso dal 1991. Il più giovane ha 58 anni. Non è gente digitalizzata, non è gente abituata a lavorare in un contesto assolutamente diverso, competitivo, come richiede oggi la pubblica amministrazione. Ed è con questa macchina che io devo fare i compiti giorno dopo giorno. E se richiamo un dirigente l’indomani ho lo stato di agitazione di tutte le sigle sindacali”.

Un coro di sfottò

Se in luglio le reazioni alle dichiarazioni di Musumeci erano state dure, stavolta, dopo il terribile flop del click-day per il BonuSicilia, evocato dallo stesso Musumeci con il riferimento ai dipendenti “non digitalizzati”, il coro è stato di sfottò.

Lupo, ama lo scaricabarile, non l’ippica

Il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo ha dichiarato: “Musumeci aveva detto che il fallimento del Click day era dovuto a ‘problemi di linea del gestore telefonico’, adesso invece se la prende con i suoi dirigenti regionali. E torna anche a puntare il dito contro i dipendenti regionali, probabilmente dirà che è colpa loro se non è stato ancora speso un solo euro dei 75 milioni stanziati in finanziaria regionale per il settore del Turismo. Perché per Musumeci le colpe sono sempre degli altri”.

“Dopo la Fiera del Cavallo di Ambelia – ha aggiunto – pensavamo che lo sport preferito di Musumeci fosse l’ippica, invece prendiamo atto che resta ancora lo scaricabarile: in questa disciplina resta un campione”.

Di Caro (M5s), si metta d’accordo con sé stesso

“Musumeci si metta d’accordo con se stesso – ha detto il deputato del M5s all’Ars, Giovanni Di Caro – perché se è vero quanto dice, allora ci dovrebbe spiegare perché il suo Governo sta preparando la promozione in massa dei dirigenti”.
“Il Governatore – ha aggiunto – è l’emblema delle contraddizioni. Spieghi, non tanto a noi quanto ai siciliani, come si conciliano le sue finte dichiarazioni di guerra per procacciarsi facili consensi tra la gente, con la riforma che l’assessorato alla Funzione pubblica sta portando avanti, che prevede la promozione in massa di gran parte delle centinaia di dirigenti regionali dalla terza alla seconda fascia e alcuni addirittura in prima”.

Barone, accuserà anche le cavallette

“Forse Musumeci – gli fa eco Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia -, quando offende i dipendenti regionali, dovrebbe ricordarsi di essere, lui, il presidente della Regione siciliana. I problemi dell’Amministrazione sono evidenti, quello che non è chiaro, e che il presidente non dice, è come pensa di risolverli”.

“Già da tempo – ha aggiunto Barone – chiediamo la riqualificazione del personale in organico con idonei percorsi formativi insieme all’assunzione dall’esterno delle professionalità necessarie. La digitalizzazione della Regione, questione centrale, non può essere affidata al caso e all’improvvisazione. Occorre un progetto, la cui responsabilità faccia capo a un assessorato competete che la guidi”.

Barone ha ribadito che “l’attuale e caotica gestione delle procedure informatiche ha portato al flop, prevedibile, dei click days” e ha aggiunto: “Musumeci ha detto che la colpa è di Tim, dei dirigenti, dei sindacati, delle cavallette e comunque della sorte avversa”.

“Noi – ha concluso – non diciamo che è solo colpa sua ma gli chiediamo ancora una volta di smetterla con dichiarazioni a effetto per acchiappare like. Presidente, cominci a fare qualcosa davvero, magari confrontandosi anche con il sindacato”.

Fleres, populismo elettorale

Per l’esponente autonomista Salvo Fleres (Unità Siciliana – Le api) invece, il problema di Musumeci “non è quello di acchiappare click, visto che ancora gli brucia il flop del click-day, ma qualche manciata di voti per i ballottaggi delle Comunali, per cui si lancia in un populismo elettorale di stampo salviniano”.

“Ma se volesse essere conseguente – ha sottolineato Fleres -, poiché, anche se a volte lo dimentica, è ancora il presidente della Regione Siciliana, gli basterebbe sospendere il pagamento dei premi ai dirigenti di quell’apparato regionale, che, a suo stesso dire, non fanno nulla e sono obsoleti”.

Fleres, attento conoscitore dell’apparato amministrativo regionale, rivela inoltre che in Sicilia “Almeno cinquemila dipendenti svolgono funzioni che in altre Rregioni sono affidate allo Stato o ad altri enti, e questo in virtù delle maggiori competenze assegnateci dallo Statuto autonomistico”.

“Senza contare, poi – ha concluso – che il Veneto fa pagare gli stipendi di 16.000 dipendenti della Sanità non medici allo Stato. Magari Musumeci potrebbe chiederne conto ai suoi alleati della Lega Nord”.

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