Regione, la parità di genere fa acqua da tutte le parti - QdS

Regione, la parità di genere fa acqua da tutte le parti

Raffaella Pessina

Regione, la parità di genere fa acqua da tutte le parti

venerdì 26 Febbraio 2021 - 00:00
Regione, la parità di genere fa acqua da tutte le parti

Sinistra delle idee sulla nuova assessora Baglieri: “Quote rosa da superare, pensano di accontentarci”. Legge Ars su donne in Cda enti, Mancini (Confcooperative): “Non è proprio così”. La replica di Caronia: "Questo primo risultato è parte di un processo che da qualche parte deve pur cominciare".

PALERMO – La parità di genere continua a far discutere. In una nota Gaetano Mancini, Confcooperative Sicilia e Filippo Parrino, Legacoop Sicilia protestano perché è stata data troppa importanza alla approvazione del ddl 893 che comprende anche la norma sulla parità di genere nei CdA degli enti e delle società della Regione.

“La norma votata (in verità con qualche contestazione) – viene scritto in una nota congiunta – riguarda solo il CdA dell’Ircac e non, in generale, gli ‘Enti e società della Regione’. Ma soprattutto, ed è questa la parte più significativa, la norma approvata non impegna assolutamente il Governo a designare componenti di genere nel Cda dell’Istituto mentre, invece, paradossalmente, impone alle sole parti imprenditoriali la rappresentanza di genere, con una doppia designazione, uomo e donna, riservando al Governo la facoltà di scelta dell’uno o dell’altra. Quindi non solo il Governo impegna parti terze nella designazione della componente di genere senza impegnare se stesso, ma addirittura si riserva il diritto di scelta della (o delle) donne da nominare”.
Mancini e Parrino riferiscono di avere contestato questo criterio con una nota formale il 29 dicembre scorso.

Nella nota veniva anche proposto “insieme all’intero movimento artigiano, che si attribuisse una quota di genere alle parti private, ma con diretta designazione, ed una al Governo – hanno spiegato Mancini e Parrino -. Quindi avevamo proposto una quota del 40% di genere, ovverosia doppia rispetto alla previsione di legge che si ferma al 20%. Siamo rimasti ovviamente inascoltati e per questo motivo ritireremo, per dare un preciso segnale, i nostri delegati nell’attuale CdA dell’Ircac. Li ritireremo nonostante essi abbiamo svolto (da soli) molto bene il loro compito, dando all’Istituto l’assetto indispensabile per il suo funzionamento, adottando il 118 e mettendo l’Istituto nelle condizioni di superare le criticità ereditate, facendo quello che altri analoghi enti non hanno fatto. Poi staremo a guardare”.

Marianna Caronia (Fi) è stata una delle promotrici della legge Ars “incriminata”. Il Quotidiano di Sicilia l’ha interpellata sulle perplessità sollevate da Mancini: “è un primo passo nella giusta direzione, che non può restare isolato – ci spiega – Comprendo le perplessità dei rappresentanti delle Cooperative, ma li invito a vedere ‘il bicchiere mezzo pieno’ e considerare questo primo risultato come parte di un processo che da qualche parte deve pur cominciare”.

Le quote rosa fanno discutere anche in merito alla nomina ad assessore regionale di Daniela Baglieri al posto di Alberto Pierobon.
In una nota le donne Siciliane hanno voluto ribadire che “non basta una sola nomina, non bastano le quote rosa, ci vogliono strumenti e azioni che allarghino concretamente la rappresentanza delle donne nei luoghi decisionali, come la doppia preferenza di genere, l’ennesima questione su cui la Regione Siciliana è in ritardo. La Sicilia è ancora molto indietro rispetto a tante altre regioni d’Italia. È necessario cambiare il modo di concepire la politica, pensata, declinata e agita tutta al maschile, perché lo sguardo delle donne è fondamentale per trattare i temi dell’occupazione femminile, dei servizi e delle infrastrutture sociali, ritardi di cui a pagare il prezzo e’ l’intera regione”.

Di contentino parla Mary Critelli, componente della Segreteria Nazionale di Sinistra delle idee, che auspica il superamento delle quote rosa che considera il vero retaggio di una società civile. “Le donne – ha detto Critelli – continuano ad essere del tutto sottorappresentate ai vertici della politica, della finanza e delle istituzioni”.

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