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Regno Unito, da oggi stop a Green Pass, via smart working e mascherine

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Regno Unito, da oggi stop a Green Pass, via smart working e mascherine

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giovedì 20 Gennaio 2022 - 06:01

Johnson ha citato un calo di contagi grazie al record di terze dosi booster dei vaccini ma la mossa appare anche un modo per accattivarsi la pancia del gruppo Tory da parte del premier

Basta restrizioni extra anti Covid in Inghilterra: lo ha annunciato Boris Johnson alla Camera dei Comuni, dopo il Question Time, formalizzando da oggi la decisione di revocare la raccomandazione del lavoro da casa, il mini Green Pass vaccinale britannico e l’obbligo di mascherine ovunque fra le misure del ‘piano B’ adottato contro Omicron.

Johnson, “Calo drastico dei contagi e record terze dosi”

Johnson ha citato un calo di contagi grazie al record di terze dosi booster dei vaccini; ma la mossa appare anche un modo per accattivarsi la pancia del gruppo Tory da parte del premier, minacciato da un voto di sfiducia interno al partito sulla sua leadership in seguito allo scandalo Partygate.

Il premier Johnson, dal piano A al piano B: alla ricerca di consensi

Johnson ha evocato “il ritorno al piano A”, sostenendo che l’emergenza Covid sta “entrando in una fase endemica” nel Regno Unito dopo oltre un anno e mezzo di pandemia e richiamandosi alla valutazione di consulenti scientifici secondo cui il Paese appare aver superato “il picco” dei contagi Omicron a livello nazionale.

Cancellate le restrizioni in anticipo, mossa giusta contro il Covid?

La revoca delle restrizione arriva prima della scadenza fissata del 26 gennaio, e ha indotto il leader dell’opposizione laburista Keir Starmer a chiedere al premier a rendere pubblici il parere scientifico evocato a sostegno dell’accelerazione, per sgomberare il campo dal sospetto che si tratti di una manovra mirante a “salvare” la poltrona del premier prima che “a garantire la sicurezza” dei cittadini britannici. Ma il capo del governo ha rivendicato questa decisione come frutto delle politiche del suo gabinetto, che – pur “non senza errori”, condivisi a suo dire con chiunque nel mondo abbia dovuto affrontare la più grave emergenza sanitaria globale da decenni – ha difeso complessivamente come “giuste” sulle questioni fondamentali della pandemia.

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