Resto al Sud, i siciliani che ce l'hanno fatta, 1513 idee divenute realtà - QdS

Resto al Sud, i siciliani che ce l’hanno fatta, 1513 idee divenute realtà

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Resto al Sud, i siciliani che ce l’hanno fatta, 1513 idee divenute realtà

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lunedì 18 Ottobre 2021 - 18:48

Dall’avvio della misura approvate 1.513 domande per complessivi 104 milioni di euro e con 5.652 persone occupate. Il professore Faraci e UniCt accanto ai neo imprenditori.

Nell’inchiesta pubblicata dal nostro giornale nei giorni scorsi, lo abbiamo detto: La Sicilia è sempre più vecchia, si spopola con una velocità allarmante.

Gli ultimi dati Istat parlano chiaro: in soli dieci anni l’Isola ha visto diminuire la propria popolazione di ben 310.219 residenti. Oltre 31 mila siciliani ogni anno, e a destare maggiore preoccupazione è il fatto che lo spopolamento non riguarda più solamente le aree interne, ma anche le città metropolitane.

Per contrastare questo fenomeno, sono state portate avanti diverse azioni, una delle più efficaci si sta dimostrando sicuramente Resto al Sud promossa da Invitalia.

Cosa è Resto al Sud

Resto al Sud è l’incentivo che prevede una copertura finanziaria pari al 100% dei costi di avvio delle nuove iniziative promosse dagli under 56 residenti nel Mezzogiorno e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia, a cui stanno per aggiungersi le isole minori del Centro-Nord.

I fondi disponibili ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro.

I progetti di Resto al Sud approvati nell’ultimo mese

Con oltre 440 progetti approvati a settembre 2021, l’incentivo ha stabilito il record mensile dalla sua partenza nel gennaio 2018. Questo exploit porta a circa 10.000 il totale delle iniziative ammesse ai finanziamenti in poco più di tre anni e mezzo. Gli investimenti attivati sono complessivamente pari a 690 milioni di euro, a fronte di 400 milioni di finanziamenti già erogati, per una ricaduta occupazionale che sfiora i 37.000 nuovi posti di lavoro.

Le domande di Resto al Sud approvate in Sicilia

E in Sicilia? Che risposta sta avendo questa misura da parte dei neo imprenditori siciliani (e perché no, dagli investitori di altre regioni o stranieri)?

Secondo i dati di Invitalia, dall’avvio della misura, sono state approvate 1.513 domande per complessivi 104 milioni di euro e con 5.652 persone occupate. Dei 104 milioni attivati sono stati erogati quasi 63,5 milioni (quindi oltre il 50% del totale). La provincia siciliana più attiva è stata Palermo (con 574 domande approvate) seguita da Catania (243) e Messina (232).

Rosario Faraci referente UniCT per il progetto Resto al Sud

Per parlare dell’opportunità di resto al Sud abbiamo sentito Rosario Faraci, professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese, nonché delegato del Rettore dell’Università di Catania all’Incubatore di Ateneo, Spin Off e Start Up. Rosario Faraci è anche il referente di UniCt (uno degli Enti accreditati a dare assistenza) per la misura Resto al Sud.

Il professor Rosario Faraci

Un incubatore per sostenere le spin off

“L’Università di Catania – ci dice il professore Faraci – ha in programma di avviare quanto prima, auspicabilmente entro la fine dell’anno, un incubatore per sostenere le spin off promosse da docenti e ricercatori e le start up avviate da studenti e laureati.

Sarà una sorta di “casa delle imprese” per stimolare, attraverso il co-working e iniziative di formazione continua, l’imprenditorialità accademica e studentesca, come avviene già per molti altri atenei in Italia.

I laureati catanesi primi in Sicilia per numero di imprese create

Il dato di partenza è confortante: nel periodo 2014-2018, secondo una ricerca di Almalaurea, i laureati catanesi che hanno fondato un’impresa sono stati 7.188 su un totale di 85.285, pari all’8,4%, una percentuale ben più alta rispetto alla media nazionale (7,1%) e che vede il nostro ateneo primeggiare in Sicilia alla luce dei dati degli atenei di Messina (7,9%) e di Palermo (5,7%).

Si tratta quindi di assecondare questa vocazione alla nuova imprenditorialità che, in Sicilia, tuttavia rimane per molti giovani una condizione di necessità e non ancora di opportunità: si vuole fare impresa perché non si trova agevolmente lavoro.

Lo sportello Resto al Sud di UniCt

In quest’ottica lo sportello Resto al Sud, accreditato da Invitalia dal 2018, è un servizio che l’Università di Catania rende ai suoi studenti e laureati, ma anche all’intero territorio, nella prospettiva di stimolare ulteriormente l’imprenditorialità. Trattandosi di un servizio prevalentemente di natura informativa offre agli interessanti le informazioni sulle modalità di fruizione della misura Resto al Sud; allo stesso modo, permette attraverso un colloquio con i funzionari esperti del Trasferimento Tecnologico, di pre-valutare la fattibilità, il potenziale di mercato, la sostenibilità rispetto alla concorrenza e la redditività delle idee imprenditoriali, avviandole a diventare progetti e quindi start up di nuova costituzione. Lo sportello – precisa il professore Faraci – non ha orari precisi. In genere riceviamo le telefonate e poi fissiamo un appuntamento successivo.

Chi vuole andare avanti trova poi nel territorio i servizi di assistenza specialistica resi dalle associazioni non profit, dai consulenti e dai dottori commercialisti prima di predisporre la documentazione necessaria per Invitalia e contestualmente per la banca.

Ad oggi – conclude il professore – abbiamo avuto circa 104 incontri registrati su apposite schede. Purtroppo, molti dei contatti telefonici che abbiamo avuto l’anno scorso, durante il lockdown, non sono stati registrati”.

Invitalia, da noi interpellata ci ha dato ulteriori chiarimenti su chi e come può usufruire della misura. (CONTINUA A LEGGERE)

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