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Rifiuti, Fava, Musumeci riveda le autorizzazioni per Oikos

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Rifiuti, Fava, Musumeci riveda le autorizzazioni per Oikos

mercoledì 08 Gennaio 2020 - 16:30
Rifiuti, Fava, Musumeci riveda le autorizzazioni per Oikos

Il presidente dell'Antimafia siciliana parla della concessione per la discarica in contrata Valanghe d'inverno. E, in un'interpellanza, chiede perché, dopo la "devastante" sentenza del Tribunale di Palermo sull'azienda, il governo regionale continui a tacere

“Leggendo le motivazioni della sentenza sul caso Oikos, l’intero processo di autorizzazione della Regione dovrebbe essere rivisto. Il governo non può far finta di nulla”.

Così il deputato regionale, Claudio Fava, che ha depositato una interpellanza con risposta scritta per sapere se il governo regionale guidato da Nello Musumeci “non ritenga di dovere sospendere con effetto immediato il decreto col quale l’assessorato dell’Energia ha rilasciato l’autorizzazione” per dieci anni alla discarica per i rifiuti non pericolosi in contrada Valanghe d’inverno.

In conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, Fava ha sostenuto che le motivazioni della sentenza, emessa dal Tribunale di Palermo lo scorso 18 luglio, “mettono in discussione ab origine l’intero processo autorizzativo” per l’accertamento di “un solido percorso corruttivo che ha visto insieme il padrone della società Domenico Proto e il funzionario della Regione Gianfranco Cannova nell’oliare i meccanismi, aprire e spalancare porte e finestre affinché Oikos ottenesse tutti i semafori verdi”.

“Stiamo parlando – ha detto Fava – di un impianto di discarica da 2,2 milioni di metri cubi che serve cento Comuni. A fronte della condanna di luglio, appena una mese dopo la Regione ha rinnovato senza aspettare le motivazioni della sentenza: per quale ragione? E come sia possibile che il governo della Regione taccia?”

“Tra le pene accessorie – ha concluso – c’è l’interdizione dei condannati, quindi l’Amministrazione non puo’ avere rapporti economici ma invece li ha poiché il governo ha autorizzato gli impianti per dieci anni”.

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