Rifiuti, Musumeci, "tempo nemico tanto quanto la mafia" - QdS

Rifiuti, Musumeci, “tempo nemico tanto quanto la mafia”

redazione web

Rifiuti, Musumeci, “tempo nemico tanto quanto la mafia”

sabato 11 Gennaio 2020 - 18:30
Rifiuti, Musumeci, “tempo nemico tanto quanto la mafia”

Il Governatore, "Sei anni per un impianto pubblico, procedure estenuanti". No a discariche vicino alle città e nessun pregiudizio sui termovalorizzatori. "Impedire l'oligopolio". Fava lo attacca, "dissociato". A rispondere è Razza

“Il tempo è un nemico, tanto quanto la mafia”.

Una frase forte quella pronunciata dal governatore della Sicilia, Nello Musumeci, parlando nella sede della Regione a Catania sugli iter burocratici per la realizzazione di nuovi impianti pubblici per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti.

“Stiamo agendo con procedure ordinarie – ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa – e non ci vorranno sei anni come già avvenuto, pensiamo di realizzarli in tre anni. Ma le procedure sono estenuanti nelle attese”.

Superare quello che è stato fatto per fare fronte l’emergenza rifiuti “perché in suo nome si è consentito tutto e il contrario di tutto”, completare e attivare gli impianti pubblici previsti dal precedente governo e nuovi impianti con l’ampliamento della settimana vasca di Bellolampo.

Sono questi i risultati “significativi” rivendicati dal presidente Nello Musumeci in due anni dal suo governo.

Musumeci ha reso noti gli obiettivi raggiunti e i nuovi traguardi, affrontando anche il “nodo Oikos”, l’impianto privato per il trattamento e la gestione dei rifiuti a ridosso dei centri abitati di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia.

Lavori fatti e da fare

Tra le operazioni già eseguite il governatore ha ricordato la sesta vasca di Bellolampo a Palermo e i due impianti già aperti a Gela e Enna e ha annunciato che sarà attivo anche quello di Melilli dopo il superamento del problema legato alla compatibilità con Piano paesaggistico.

Tra i lavori annunciati, finanziati con 147 milioni di euro, Musumeci ha citato la settima vasca di Bellolampo, con una capienza di 700mila metri cubi, e nuovi impianti a Castellana Sicula, Vittoria, Castel Termini, Trapani Nord e Sud, Ravanusa, Sciacca, Castelvetrano e Calatafimi Segesta. (ANSA).

“Impedire il monopolio, il pubblico salirà al 60%”

Nel sistema dei rifiuti in Sicilia “dobbiamo impedire il monopolio, l’oligopolio”, ha poi detto Musumeci sottolineando di “avere rispetto per l’imprenditoria privata, quando resiste alle pressioni esterne ed è impermeabile”.

Ma ha aggiunto che l’obiettivo della Regione nel settore impianti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti è di “arrivare al 60% al pubblico e al 40% ai privati, che adesso tratta il 70% dei rifiuti nell’Isola”.

Con gli interventi attuati, ricorda, la “differenziata è passata dal 16% a oltre il 40%, nonostante a Catania e Palermo sia intorno al 16-17%”.

“Questo – ha aggiunto il Governatore – significa che negli impianti privati arrivano meno rifiuti, grazie all’azione dei sindaci e a ordinanze restrittive emesse dalla Regione. Fermo restando che i nostri compito sono vigilanza e pianificazione, mentre spettano ai Comuni la raccolta e lo smaltimento”.

“Abbiamo commissariato la Società servizi rifiuti della Sicilia orientale – ha ricordato il presidente della Regione – e stiamo trovando collaborazione. Stiamo lavorando per i Centri comunali di raccolta che saranno finanziati con 25 milioni di euro”. Intanto, rivendica Musumeci, il suo governo regionale ha “evitato di mandare all’estero un solo chilogrammo di spazzatura, come previsto dal piano del governo nazionale nel dicembre 2017, i cui costi sarebbero stati pagati dai cittadini”. E sottolinea come “Roma, governata dal M5s, manda fuori regione 200mila tonnellate di rifiuti l’anno, ma la città rimane sommersa dalla spazzatura”.

“Una follia autorizzare discariche vicino alle città”

“E’ stata una follia autorizzare un impianto vicino a due centri abitati anche se all’epoca la legge non imponeva vincoli” ha detto Musumeci parlando delle discariche dell’Oikos di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. E ha poi ricostruito il percorso che ha portato l’estate scorsa alla proroga per la gestione dell’impianto per altri dieci anni, fino al 2024, senza l’aumento della cubatura e soltanto per il rifiuto secco.

“Abbiamo costituito – ha dichiarato – un gruppo ristretto per approfondire il tema Oikos che si è insediato il 16 agosto e che è arrivato a due conclusioni. La prima è la necessità di rivolgerci all’Anac per verificare la condotta illecita accertata dalla magistratura che comporta misure straordinarie nella gestione se c’è un rischio corruttivo. La seconda conclusione è che al di là dei pareri tecnici e dirigenziali, la distanza ravvicinata dai centri abitati non può tollerare un ulteriore utilizzo dell’impianto”.

Il Governatore ha annunciato che “in autotutela è stato avviato un procedimento di revisione della Valutazione di impatto ambientale e un monitoraggio da parte dell’Arpa sulle misure olfattometriche che sarà concluso entro febbraio”.

“Nessun pregiudizio su termovalorizzatori, Pm garanzia per tutti”

“Sui termovalorizzatori – ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti – non ho pregiudizio alcuno, ne sono previsti due nelle osservazioni del ministero dell’Ambiente, se ce li chiedono li prevederemo”.

“Gli approfondimenti della magistratura – ha detto, in risposta a un’altra domanda – sono garanzia per tutti, anche per il presidente della regione e per il governo, ma il coinvolgimento è cosa diversa. L’assessore Alberto Pierobon gode della mia incondizionata fiducia politica. Arata non ha ottenuto alcunché da questo governo, nonostante i suoi propositi iniziali e questa è la migliore delle garanzie”.

Fava, “Musumeci? personalità politica dissociata”

“Nello Musumeci è un esempio scolastico di dissociazione della personalità politica. Da una parte nella qualità di presidente della Regione il 9 agosto proroga per dieci anni l’autorizzazione alla Oikos, dall’altra, il suo avatar il 16 agosto costituisce ‘un gruppo ristretto’ per valutare il caso Oikos”.

Lo ha dichiarato il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, commentando la conferenza stampa di oggi del Presidente della Regione.

“Oggi – ha detto Fava – lo stesso presidente Musumeci decide di rivolgersi all’Arpa per verificare se vi siano le condizioni minime di salubrità degli impianti di Proto rispetto ai centri abitati limitrofi, ma fino a ieri taceva ad ogni nostra sollecitazione affinché il suo governo rivedesse le autorizzazioni per manifesta incompatibilità ambientale”.

Per Fava, “Come Ciampa ne “Il Berretto a sonagli”, Musumeci è assai lesto a cambiare opinione e a dimenticarsi quella precedente”.

Razza, “Con Musumeci investimenti in impianti pubblici”

Come sempre la risposta non è venuta direttamente da Musumeci ma dall’assessore regionale Ruggero Razza: “Mi spiace contraddire Fava – ha detto – ma adesso è il caso di precisare alcune inconfutabili verità. Egli prima ha reiteratamente affermato che la Regione nulla ha fatto per dotarsi di un Piano rifiuti, mentre è stato portato a Vas in 12 mesi dall’approvazione in giunta; poi ha riferito di uno strumentale mantenimento di condizioni emergenziali per favorire interessi privati, quando da un anno (e per la prima volta dal 1999) il presidente della Regione Siciliana non firma più ordinanze contingenti e urgenti in materia di rifiuti”.

“E ancora – ha aggiunto – , ha evidenziato che nulla si è fatto per bloccare il monopolio dei privati. Ma al contrario, solo dall’insediamento del governo Musumeci, sono già 11 gli impianti pubblici per i quali è stato previsto un investimento di circa 150 milioni di euro e altri ne individuerà il commissario straordinario che, per la prima volta dalla attuazione della legge 9, sostituisce tutte le Srr inadempienti”.

“Anche uno studente di giurisprudenza – ha concluso – conosce la differenza tra gli atti gestionali e quelli di indirizzo, che attengono a livello di responsabilità che sono autonomi e che non possono essere confusi. Insomma, se il presidente della Regione avesse partecipato e/o condizionato un atto gestionale, avrebbe commesso un reato”.

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