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mercoledì 23 Giugno 2021 - 17:13

L’apertura dell’incubatore di impresa a Termini Imerese, affidato alla rete di imprese Polo Meccatronica Valley, rappresenta un coraggioso e controcorrente apporto di idee

L’apertura dell’incubatore di impresa a Termini Imerese,
affidato alla rete di imprese Polo Meccatronica Valley, rappresenta quel
coraggioso e controcorrente apporto di idee, gambe, perché le idee camminano
sulle gambe di chi ci mette spalle e faccia, competenze e anima delle imprese
siciliane.

Non era affatto scontato che, dopo due pesantissime crisi
finanziarie, una terribile pandemia globale, le imprese siciliane accettassero
una sfida di queste proporzioni dopo la disastrosa storia del post Fiat a
Termini Imerese.

Una storia di testardaggine, orgoglio e intuizioni che ha
fatto di questo gruppo di imprenditori che come i salmoni vogliono risalire il
fiume di una crisi che per la Sicilia rischia di essere irreversibile.

Questa sfida rappresenta la risposta siciliana al PNRR
nazionale che vede la Sicilia come una cenerentola, povera e non considerata da
sorellastre regionali ben più forti e rappresentate nel governo nazionale.

È venuto il momento di scelte precise per far partire la
Next Generation Ue in Sicilia. Scelte che puntino su competenze, giovani
laureati siciliani, rapporto vero e non sterile con le nostre Università. Scelte
che puntino su Digital community e su ecologia sostenibile.

Il Polo Meccatronica nasce in raccordo con la visione di una
industria dal senso comunitario, infatti si configura in forma di rete, che ci
ricorda il capitalismo dal volto umano portato avanti ad Ivrea da Adriano
Olivetti.

Questa storia è fatta da uomini che hanno fatto chilometri,
consumato ram e MB di telefonia mobile, si sono scoraggiati davanti alla
burocrazia o ad un destino siciliano non favorente le imprese e le forme di
aggregazione, in una terra in cui l’individualismo è fortissimo e frenante.

È fatta dall’ostinazione di Antonello Mineo, ingegnere
atipico e di Daniele Vecchio, giurista atipico pure lui

È soprattutto fatta da tanti che hanno capito che uomini,
imprese, Enti Locali si devono necessariamente mettere a sistema, perché si
cresce solo insieme, e solo insieme si danno risposte ai figli di questa isola
che non siano l’emigrazione o la raccomandazione.

La resilienza senza esempi è parola sterile che riempe oggi
le bocche ma non riempe il vuoto delle nostre case e delle nostre tavole.

Oggi questa iniziativa è exempla traunt.

Giovanni Pizzo

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