Santa Croce Camerina, clima teso in Consiglio comunale - QdS

Santa Croce Camerina, clima teso in Consiglio comunale

Stefania Zaccaria

Santa Croce Camerina, clima teso in Consiglio comunale

venerdì 30 Settembre 2022 - 08:54

Alcuni consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’Aula: “Maggioranza irrispettosa, ci ignora”. Al centro dello scontro la mancanza di collaborazione e la scarsa programmazione in sinergia

SANTA CROCE CAMERINA (RG) – Mancato coinvolgimento, poca efficienza, tanti problemi non affrontati. Sono questi i motivi che hanno portato alcuni consiglieri comunali di Santa Croce ad abbandonare il Consiglio comunale.

“In queste settimane concesse all’Amministrazione comunale, affinché potesse lavorare e occuparsi finalmente dei problemi di Santa Croce – hanno sottolineato i consiglieri comunali di ‘Insieme per Santa Croce’, Gaetano Riva, Alessio Mandarà, Eva Fidone e Piero Mandarà – non abbiamo notato alcun passo avanti sotto il profilo della programmazione e dell’azione. Ma solo un atteggiamento lesivo nei confronti della dignità del Consiglio comunale, delle opposizioni e di tutti i cittadini che da esse si sentono rappresentate”.

I consiglieri in questione, qualche giorno fa, prima di entrare nella trattazione dei punti all’ordine del giorno, hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. Diversi i motivi.

“L’Amministrazione e la maggioranza, dopo aver ignorato platealmente e con giustificazioni imbarazzanti le proposte e le sollecitazioni giunte dalla minoranza, a partire dalle mozioni utili alla collettività – hanno aggiunto i consiglieri – negli ultimi tempi sono passati alla ‘fase due’: il mancato coinvolgimento dei sottoscritti in tutti gli atti di pertinenza del Consiglio comunale. Il maggiore responsabile di questa deriva antidemocratica è senz’altro il presidente del civico consesso, Luca Agnello, che non sembra avere alcuna intenzione di assolvere ai propri compiti di garante super partes e, piuttosto, appare impegnato in un’operazione di screditamento politico. Ricordiamo ad Agnello, sempre così attento alla forma – hanno aggiunto Riva, Mandarà. Fidone e Mandarà – che spetta al presidente del Consiglio il coinvolgimento di tutti i consiglieri e la tutela delle singole posizioni politiche, comprese quelle a lui sgradite. Al contrario, ignorando i buoni propositi mostrati nel giorno dell’insediamento, il presidente ha già calpestato le prerogative della minoranza”.

Tanta la rabbia degli esponenti dell’opposizione per essere stati ignorati e per non essere stati interpellati neanche per la conferenza dei capigruppo.

“Da parte di un sindaco e di una squadra assessoriale costituita per buona parte da neofiti – hanno aggiunto – ci saremmo aspettati, almeno, un briciolo di sensibilità istituzionale e apertura al dialogo. Ma siamo rimasti fortemente delusi. In una delle esternazioni più recenti, i rappresentanti di ‘Cambia Verso’ hanno chiesto più rispetto per l’esito elettorale del 12 giugno scorso. Hanno perfettamente ragione, ma dovrebbero essere i primi a rispettare l’esito di una consultazione elettorale che, a fronte della percentuale ottenuta dal sindaco Dimartino, parla di una frammentazione politica evidente, con il voto ‘disperso’ tra cinque diversi candidati. La decisione di abbandonare l’aula ci ferisce e ci mortifica. Ma è l’unico modo, di fronte all’opinione pubblica, per denunciare un vulnus democratico grave e reiterato”.

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