Scuola parentale, in crescita le famiglie che la scelgono - QdS

Scuola parentale, in crescita le famiglie che la scelgono

Liliana Rosano

Scuola parentale, in crescita le famiglie che la scelgono

mercoledì 07 Ottobre 2020 - 00:00
Scuola parentale, in crescita le famiglie che la scelgono

Il Covid ha spinto molti a iniziare questo percorso previsto dalla Costituzione. Istruzione tra le mura di casa, tanti i vantaggi per genitori e studenti

CATANIA – Anche in Sicilia, sempre più genitori scelgono l’educazione parentale dove alcune famiglie stanno facendo rete intorno a questo percorso, che è molto di più di una semplice alternativa al classico sistema scolastico istituzionale, sia pubblico che privato.

L’educazione parentale, quella che in inglese si chiama “Homeschooling”, esiste in Italia già da venti anni e trova la sua legittimazione negli articoli 30 e 34 della Costituzione italiana. In particolare, per l’articolo 30 “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli” (…).

Si tratta quindi di istruire i propri figli a casa seguendo diversi percorsi: homeschooling, scuola parentale condivisa, deschooling.

Nel primo caso, la famiglia decide di intraprendere un percorso autonomamente dagli altri e lo persegue in maniera esclusivamente autonoma cercando luoghi ed attività dove poter fare aggregare i propri figli con altri homeschoolers.

La scuola parentale condivisa è il percorso intrapreso da parte di famiglie homeschoolers che decidono di istruire insieme i propri figli, mentre per deschooling si intende le famiglie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’educazione parentale. Chi sceglie questo percorso personalizzato, rispetto ai programmi ministeriali, deve sostenere a fine anno un esame di idoneità propedeutico al passaggio agli anni successivi.

Percorsi Facilitati, Cittadinanza digitale, Classe capovolta, Laboratori esperenziali, in outdoor e indoor, da anni sono prassi attive nel percorso di Home Schooling condivisa.

A Catania, come già da tempo in Sicilia, si sta cercando di consolidare una rete che sta diventando una vera e propria Community Homeschooling, strutturata dal basso verso l’alto, costituendo e rafforzando questi “poli” provinciali.

Agata Pappalardo e Sabrina Gulli, la prima referente della Community Homeschooling per la provincia di Catania, la seconda per la Sicilia, ci parlano del perché gli homeschoolers sono sempre più in aumento e quali sono le caratteristiche di questo modello educativo.

Chi si avvicina a tale percorso lo fa per svariate ragioni, ma con un unico intento: garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione dei propri figli, avvalendosi per legge dei diritti sanciti dalla costituzione italiana – affermano. Probabilmente in questo momento, l’aumento da parte di famiglie che intraprendono tale percorso dipende dall’incertezza della continuità e qualità dell’istruzione scolastica legata al tempo del COVID”.

Ma quali sono i punti di forza dell’homeschooling e le differenze principali rispetto ad un percorso scolastico accademico?
“Per molti, il beneficio più profondo è quello di rivendicare la propria famiglia. Le famiglie che scelgono di seguire questo cammino passano molto tempo insieme: giocando, imparando, semplicemente vivendo.

Inoltre, molti genitori amano la flessibilità che l’educazione parentale offre: i bambini possono seguire i propri interessi ed imparare nel rispetto dei propri ritmi. Nessun programma standardizzato etichetta il loro apprendimento come “troppo lento” o “troppo veloce” rispetto al gruppo. I bambini che crescono in questo contesto imparano cos’è il mondo reale diventando parte integrante di esso, ricevono un’istruzione che si basa sulle loro necessità personali, sui loro metodi di apprendimento, sulle loro personalità ed i loro interessi”.

Negli Stati Uniti, dove l’homeschooling diventa realtà sin dagli anni Settanta, soprattutto nelle zone rurali, oggi costituisce la formazione di circa 2 milioni di studenti, il 3,4%.

La Corte Suprema americana ha stabilito che i genitori hanno un diritto fondamentale per occuparsi dell’educazione dei loro figli. Il diritto di homeschool non è spesso messo in discussione in tribunale, ma la quantità di regolamentazione statale e l’aiuto che può o dovrebbe essere previsto continua ad essere oggetto di dibattito giuridico.

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