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Scuola, si riparte in presenza, anche in Sicilia

redazione web

Scuola, si riparte in presenza, anche in Sicilia

lunedì 13 Settembre 2021 - 08:18

Nonostante ufficialmente la data sia quella del 16, avvii scaglionati a partire da oggi nell'Isola. E in tutt'Italia suona la campanella per quattro milioni di studenti. Tutte le regole da osservare

“Siamo tornati in classe, è una gioia vedere le classi piene di ragazzi. Riparte una scuola che deve non solo riaprire – in molte regioni è stata aperta lo scorso anno – ma anche ripensarsi, deve tornare a essere il centro della nostra comunità ed essere conscia di se stessa. Il compito della scuola quest’anno è farci sentire Paese”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Rientrano a scuola stamane 3.865.365 alunni delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, oltre a quelli della Valle d’Aosta e della Provincia di Trento.

Le lezioni sono già riprese il 6 settembre per gli studenti della Provincia di Bolzano, mentre inizieranno domani, 14 settembre, per 192.252 alunni della Sardegna, il 15 settembre per 1.706.814 bambini e ragazzi delle Regioni Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana, il 16 settembre per 829.028 studenti del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia.

In realtà, però, nella nostra isola le lezioni, visto che l’avvio scaglionato è consentito ai singoli istituti, partono già oggi.

Gli ultimi a ritornare in classe saranno gli 813.853 alunni delle Regioni Calabria e Puglia, il 20 settembre.

Il Governo, niente Dad

Il Governo è deciso a evitare la didattica a distanza (ci andranno solo temporaneamente le classi con positivi accertati), mentre alcuni temono che i controlli dei Green pass creino file. Tra le misure anti Covid, oltre ai Green pass per i non studenti, tamponi a campione, orari scaglionati, più bus e metro, distanziamento e mascherine.

Subito proteste

Restano ancora da sciogliere i nodi delle classi troppo numerose e i mali annosi della scuola. Già nella notte l’Unione degli studenti ha inscenato una protesta davanti al Ministero.

Questa mattina si mobilita la Rete degli studenti e l’Anief sarà in sciopero.

Assunti docenti a tempo indeterminato

Per far fronte alla didattica in presenza, sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato 59.425 docenti (di cui 12.840 incarichi conferiti in base alle procedure del decreto sostegni bis) mentre da nominare ci saranno solo le supplenze brevi che vengono decise dai dirigenti scolastici.
Risultano assunti anche 10.729 lavoratori Ata.

Sono infine 87.209 i posti aggiuntivi in deroga già assegnati sul sostegno.

Debutta il Green pass

Debutta inoltre stamane il Green pass che andrà controllato non solo al personale scolastico – i controlli sono avvenuti con una app già dai giorni scorsi, oggi entra in funzione una apposita piattaforma – ma anche ai genitori degli alunni che entrano in istituto e chiunque abbia accesso agli atenei.

Dad accantonata, tutti in aula con nuove regole: la mascherina è sempre d’obbligo dai sei anni in su, ma la protezione non è richiesta se in classe tutti gli alunni sono vaccinati.

Vediamo comunque l’elenco delle regole in vigore da oggi.

GREEN PASS

L’obbligo di green pass a scuola non riguarda solo insegnanti e personale. L’obbligo riguarda anche i genitori degli studenti secondo il decreto appena varato dal governo. Il certificato verde deve essere esibito dai genitori che entrano nella scuola frequentata come alunni dai figli. Deve avere il green pass chi accompagna o va a prendere lo studente all’interno dell’istituto, ad esempio.

“Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative (…) deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19”, prevede il decreto. “La disposizione di cui al primo periodo non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori”, prosegue il testo, che definisce i soggetti esentati dall’obbligo.

Il timore è che, soprattutto nelle scuole dell’infanzia, si creino ‘ingorghi’ e lunghe attese. Nella scuola frequentata dai bambini di età tra i 3 e i 5 anni, la presenza dei genitori è la norma soprattutto nelle giornate dell’inserimento.

GREEN PASS E SEMAFORO A SCUOLA

Per controllare i green pass di docenti e personale nelle scuole, i presidi avranno a disposizione un ‘semaforo’ sui propri computer. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha illustrato in tv il sistema che verrà utilizzato. La piattaforma del ministero dell’Istruzione, chiamata Sidi, ha l’elenco di tutti i docenti di tutte le scuole d’Italia. “Ci sono i dati del ministero della Salute sulle vaccinazioni. Prima che arrivino gli studenti, il preside potrà vedere sulla piattaforma che abbiamo creato e che stiamo collaudando, la lista dei presenti e una luce verde e rossa che segnalerà se il docente o un dipendente abbia o meno il green pass: una sorta di semaforo a disposizione di tutte le scuole d’Italia”, ha spiegato Bianchi.

Qual è la procedura? “Il preside o un suo delegato accende il pc, inserisce il codice identificativo della scuola, il suo e saprà in questo modo il personale quel giorno. La luce verde o rossa si accende a seconda che docenti e dipendenti scolastici siano o meno in possesso del green pass: un sistema riservato che non accumula i dati, così come concordato con il garante della privacy. Utilizziamo dati già in nostro possesso e li incrociamo nel rispetto della privacy e per la tutela dei ragazzi”.

GREEN PASS E MULTE

Senza il green pass a scuola, si rischia una multa fino a 1.000 euro. “I dirigenti scolastici e i responsabili di tutte le istituzioni scolastiche, educative sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni” sul Green pass nelle scuole. “Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni (…) deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro. Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10. Con circolare del Ministro dell’istruzione possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica”, prevede l’ultimo decreto appena varato.

Per il personale, anche esterno, che viene trovato sprovvisto di Certificazione verde sono previste multe da 400 a mille 1.000 euro. La sanzione sarà applicata anche ai dirigenti e ai datori di lavoro chiamati a vigilare attuando i controlli.

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