Si spengono le luci sul G20, da Catania “Rilanciata ambizione Italia” - QdS

Si spengono le luci sul G20, da Catania “Rilanciata ambizione Italia”

redazione

Si spengono le luci sul G20, da Catania “Rilanciata ambizione Italia”

mercoledì 23 Giugno 2021 - 18:30

CATANIA (ITALPRESS) – Con la Dichiarazione finale dei Ministri del Lavoro del G20 e la conferenza stampa conclusiva del ministro del Lavoro Andrea Orlando si spengono le luci sulla due giorni di lavori del del forum internazionale che riunisce le principali economie del mondo. Ieri e oggi, infatti, al Monastero dei Benedettini, una delle sedi dell’Università di Catania le delegazioni e i ministri dei Paesi membri (Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea, a cui si aggiunge la Spagna, invitato permanente del G20) hanno partecipato alle riunioni ministeriali su istruzione e lavoro e tenito diversi incontri bilaterali. Il documento finale contiene i tre temi che la Presidenza Italiana ha voluto mettere al centro della riflessione e del dibattito: l’occupazione femminile e le disparità di genere nel mercato del lavoro, l’adattamento dei sistemi di protezione sociale ai mutamenti in atto, la regolamentazione di forme di lavoro sempre più diffuse come quello da remoto e quello tramite piattaforme digitali. “Si è convenuto di rilanciare – ha detto il ministro del Lavoro ai giornalisti – il livello di ambizione per i temi che l’Italia si è apprestata ad affrontare che sono stati condivisi dagli altri Paesi. Io sono particolarmente soddisfatto del G20 perchè tra quello che l’Italia ha fatto in tema di lavoro e quello di cui è si discusso c’è coerenza. C’è, ad esempio, una coerenza tra il tema delle piattaforme e del loro impatto sul lavoro e l’azione che stiamo portando avanti per tutele e diritti. La vie solitarie e nazionalistiche – ha continuato il ministro – non rispondono alle grandi sfide globali. La pandemia ha ferito gravemente il mercato di lavoro, ha fatto emergere i limiti del welfare e di protezione. Abbiamo rilanciato su questi problemi e non era facile”.
(ITALPRESS).

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