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La Sicilia sforna Agenzie per il lavoro ma l’occupazione resta stagnante

Michele Giuliano

La Sicilia sforna Agenzie per il lavoro ma l’occupazione resta stagnante

mercoledì 14 Settembre 2022 - 06:15

Quelle accreditate adesso sono 245 ma permane lo scollamento tra domanda e offerta. La strana “curva”: il numero aumenta ma il mercato del lavoro resta “atrofizzato”

PALERMO – Come ogni anno, in questo periodo, è stato aggiornato l’elenco delle Agenzie per il lavoro accreditate presso il Dipartimento regionale del Lavoro, dell’Impiego, dell’Orientamento, dei Servizi e delle Attività Formative.
E anche quest’anno, si registra uno strano andamento: mentre le Agenzie per il lavoro continuano ad aumentare, il mercato del lavoro rimane stagnante.

Rispetto allo scorso anno, gli enti accreditati sono cresciuti di altre 4 unità, passando da 241 a 245, tra centri per l’impiego e privati, che si dispiegano su 326 sedi, distribuite su tutto il territorio regionale.
Un numero importante, che però non sembra trovare il proprio spazio e utilità nel mondo del lavoro reale, tanto che, come si legge nell’ultimo bollettino, quello di settembre, del sistema Excelsior di Unioncamere e Anpal, che individua i nuovi ingressi nel sistema lavorativo, in oltre 40 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati.

Una contraddizione, in una regione in cui la disoccupazione cavalca ed è una piaga sociale cronica riconosciuta. Eppure, ormai da anni l’elenco unico vede aumentare i propri numeri: nella prima versione ci si fermava a 188 sportelli in tutto, gestiti da 150 enti, che hanno potuto accedere all’elenco dopo la riforma dei termini e delle modalità per l’accreditamento presso la Regione Siciliana; il numero è poi salito a 213, quindi a 219 e lo scorso anno, con una netta accelerata, è salito ulteriormente a 241. A partire dalla pubblicazione dell’elenco sulla pagina internet istituzionale del dipartimento regionale al Lavoro, i soggetti pubblici e privati sono autorizzati ad erogare i servizi per il lavoro per i quali hanno chiesto l’accreditamento, nelle sedi dichiarate.

Dal punto di vista operativo, la rete di Agenzie per il lavoro dovrebbe quindi essere parte attiva nella realizzazione e nel rafforzamento dei servizi per l’impiego a favore di chiunque stia cercando lavoro, in particolar modo delle fasce particolarmente svantaggiate come migranti, vittime di tratta e sfruttamento lavorativo, persone svantaggiate e beneficiari del reddito di inclusione, e nella ricollocazione dei disoccupati.

Le Agenzie private accreditate nascono proprio con l’idea di allargare la rete delle istituzioni che si occupano di ricerca del lavoro, muovendosi in direzioni diverse per una organizzazione che permetta di raggiungere l’obiettivo in maniera mirata ed efficace: orientamento specialistico, accompagnamento al lavoro, avviamento alla formazione necessaria per aggiornare la propria posizione nel mondo del lavoro, promozione di tirocini extracurriculari, informazione su incentivi all’occupazione che possano essere utilizzati per avviare una nuova attività, promozione di prestazioni socialmente utili, supporto all’autoimpiego e attività di incontro domanda/offerta di lavoro.

Tutto questo però rimane solo sulla carta se si guarda alla realtà siciliana dove l’incontro tra domanda e offerta di lavoro resta latitante. Per essere accreditati, gli enti prendono l’impegno di utilizzare dove possibile i lavoratori “ex-sportellisti”, che svolgevano nel proprio ente la stessa tipologia di attività lavorativa, e di dotarsi, più in generale, di figure professionali con almeno 5 anni di comprovata esperienza in materia di politiche attive o, in alternativa, si deve possedere un’esperienza nei servizi per il lavoro di almeno due anni.

Ancora, almeno un operatore deve essere dipendente con contratto di lavoro subordinato nel rispetto della contrattazione collettiva nazionale e non può essere impegnato in più di due sedi, in modo da dare continuità all’attività lavorativa e alla gestione delle pratiche dei singoli utenti.

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