Siracusa, critiche al Comune su Pums e piste ciclabili - QdS

Siracusa, critiche al Comune su Pums e piste ciclabili

Luigi Solarino

Siracusa, critiche al Comune su Pums e piste ciclabili

martedì 06 Ottobre 2020 - 00:00
Siracusa, critiche al Comune  su Pums e piste ciclabili

Ignorata la legge n. 221 del 28/12/2015 che vuole promuovere misure di green-economy

Il Comitato “Scuole Sicure” di Siracusa muove delle critiche all’Amministrazione comunale, per “Aver redatto il Pums (Piano Urbano della mobilità sostenibile) senza tenere conto di alcuni aspetti salienti tra cui l’istituzione della figura del Mobility Manager scolastico”.

“Senza elencare le innumerevoli lacune ed incongruenze, – si legge nella nota del Comitato – il Pums avrebbe dovuto tenere in conto che in Italia le politiche di Mobility Management sono disciplinate dal Decreto Ronchi e dai successivi Decreti attuativi. Infatti, le norme in vigore prevedono che gli Enti, i Comuni, le Imprese (e nel nostro caso anche gli Istituti Scolastici) con più di 300 addetti in una sede locale, debbano conformarsi alla normativa introducendo la figura del “Mobility Manager d’Area” e, per le Scuole, la figura del “Mobility Manager scolastico”. Tutto ciò non è stato neanche tenuto in conto neanche lontanamente dal Pums, nonostante i nostri richiami anche a mezzo stampa!”.

Le attività e le azioni del Mobility Manager scolastico – prosegue il Comitato – sono misure che non richiedono interventi infrastrutturali o risorse finanziarie, ma promuovono azioni e comportamenti virtuosi in materia di mobilità sostenibile. Nonostante ciò nessun invito partecipativo arrivò alla Scuola. Peraltro, la legge n.221 del 28/12/2015, avente per oggetto “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green-economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, entrata in vigore il 02/02/2016, con la quale sono state previste una serie di disposizioni che riguardano il settore scolastico, è stata totalmente ignorata”.

Il Comitato critica l’Amministrazione comunale anche per quanto riguarda le corsie ciclabili che si stanno realizzando o che già sono state realizzate. “Non è più possibile pianificare la città del futuro a mezzo di stralci – afferma il Comitato – piani urbanistici precari, progetti che non tengono conto delle situazioni urbanistiche anche a contorno. Servono idee valutate nel loro insieme tenendo conto dell’attuale assetto urbano e di tutte le problematiche create nei decenni da una pessima gestione del territorio.

La pianificazione della mobilità urbana è un’attività complessa ed articolata. Il pianificatore deve farsi carico di istanze, spesso confliggenti, che riguardano la sfera locale, ma che toccano anche tasti significativi delle politiche comunitarie, come i cambiamenti climatici ed il risparmio energetico”.

“Se l’Amministrazione vuole necessariamente tracciare linee gialle “dove capita”, – conclude il Comitato – perlomeno si attrezzi con progetti esecutivi in modo tale da fare correre meno rischi possibili ai Cittadini che utilizzano la viabilità e quelle strisce gialle.

Abbiamo negli occhi gli zig-zag che in alcuni tratti le “presunte ciclabili” devono fare per mantenere i “dehors” autorizzati, disseminati qua e là senza, secondo noi, un’assennata pianificazione commerciale.

Sarebbe bello sapere che fine abbia fatto il progetto pilota, legato al Piano Strategico di Mobilità Sostenibile, commissionato dall’amministrazione Comunale ad un’associazione temporanea di imprese per 306.000,00 euro oltre Iva (determina dirigenziale n.245 del 10/11/2009”.

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