Spese, possedere un’auto è sempre più costoso - QdS

Spese, possedere un’auto è sempre più costoso

Michele Giuliano

Spese, possedere un’auto è sempre più costoso

mercoledì 06 Ottobre 2021 - 01:20

Aumentano prezzi dei carburanti e costi di manutenzione, piccoli risparmi solo sull’Rc. La denuncia dell’Unione nazionale consumatori: “Rincari del 22% per la revisione dei veicoli”

PALERMO – Possedere un’auto diventa sempre più costoso. Aumentano i costi del carburante, aumentano i costi della manutenzione. Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione ecologica, prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,676 euro al litro per la benzina e a 1,523 euro per il gasolio.

“Non si arresta l’impennata dei prezzi dei carburanti – denuncia l’Unc, l’unione nazionale consumatori – dopo che settimana scorsa la benzina aveva raggiunto il record degli ultimi sette anni”. E purtroppo, le cattive notizie per gli automobilisti non finiscono qui.

“Nel silenzio generale è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del ministero delle Infrastrutture che fa decollare la tariffa di revisione dei veicoli a motore da 45 a 54,95 euro, quasi 10 euro in più, con un rincaro di oltre il 22%” ha denunciato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 11 euro e 74 centesimi per la benzina e di 10 euro e 22 centesimi per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 16,3% e del 15,5%. Su base annua è pari ad un aumento ad autovettura pari a 282 euro all’anno per la benzina e 245 euro per il gasolio.

In un anno, dalla rilevazione del 28 settembre 2020, quando la benzina era pari a 1,390 euro al litro e il gasolio a 1,265 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 14 euro e 34 centesimi in più per la benzina e 12 euro e 93 centesimi in più per il gasolio, con un incremento, rispettivamente, del 20,6 e del 20,4%. Un rialzo che equivale, su base annua, a una stangata pari a 344 euro all’anno per la benzina e a 310 euro per il gasolio.

E purtroppo l’aumento del carburante non inciderà sulle famiglie solo in termini di aumento della spesa personale, ma anche attraverso gli aumenti su cibo e bollette che questi costi comporteranno, a causa del trasporto su ruote, ancora preponderante in Italia, della grande maggioranza dei prodotti, per non parlare dell’aumento del commercio on line e delle conseguenti spedizioni e consegne a domicilio, che incidono ormai sempre di più sull’economia generale. Notizie positive solo dal fronte Rc auto.

Secondo il bollettino Ivass, nel secondo trimestre di quest’anno il prezzo medio effettivo è diminuito del 5,9% (23 euro) rispetto allo stesso periodo del 2020, quando si attestava su un valore medio di 360 euro. Il 50% degli assicurati paga meno di 324 euro; solo il 10% paga meno di 193 euro. Il calo del prezzo medio è in linea con la flessione rilevata nel secondo trimestre del 2020 (-5,4%) e in forte accelerazione rispetto allo stesso trimestre del 2019 (-1,5%). Continuano a ridursi anche le differenze territoriali: il differenziale di premio tra Napoli e Aosta scende del 2,6% su base annua a 211 euro. Sempre a livello territoriale, prosegue il trend decrescente del premio che in alcune province del Centro-Sud è particolarmente significativo: Crotone (-9,3%), Roma (-8,4%), Palermo (-8,3%), Vibo Valentia (-8,2%), Catania e Prato (-8,1%).

Il 20,8% delle polizze stipulate nel secondo trimestre 2021, sottolinea l’Ivass, prevede una riduzione del premio legata alla scatola. Il tasso di penetrazione della black box si è comunque ridotto dell’1,2% su base annua. La maggiore diffusione della scatola nera si ha nelle province con prezzi Rc auto superiori rispetto alla media di mercato.

Il premio è inoltre fortemente influenzato dal numero di sinistri avvenuti negli anni precedenti: gli assicurati con due o più sinistri con colpa negli ultimi cinque anni pagano un prezzo per la garanzia Rc auto quasi doppio (675 euro) rispetto agli assicurati senza alcun sinistro (346 euro). Gli assicurati privi di sinistri hanno invece beneficiato in misura superiore della riduzione generalizzata dei premi, avviata nel 2014 (-26,7% contro il -9,9% degli assicurati più sinistrosi).

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