Cinema: tanti colpi di scena nell'ultimo Spider-Man - QdS

Cinema: tanti colpi di scena nell’ultimo Spider-Man

Francesco Torre

Cinema: tanti colpi di scena nell’ultimo Spider-Man

giovedì 18 Luglio 2019 - 00:00
Cinema: tanti colpi di scena nell’ultimo Spider-Man

Quando storie di singoli supereroi si intrecciano con quelle collettive, come per gli Avengers, non è facile per gli sceneggiatori aggiornare il profilo di personaggi transgenerazionali che mutano con modalità sempre più sorprendenti

SPIDER-MAN: FAR FROM HOME
Regia di Jon Watts. Con Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man), Zendaya (MJ), Jake Gyllenhaal (Quentin Beck/Mysterio)
Usa 2019, 135’.
Distribuzione: Warner Bros Italia

Quando storie di singoli supereroi si intrecciano con quelle collettive, come succede con gli Avengers e con i film dei vari personaggi coinvolti, non è facile per gli sceneggiatori aggiornare il profilo personale di eroi amati in modo transgenerazionale con setting di volta in volta mutati in maniere sempre più sorprendenti. È il caso di questo “Spider-Man”, in cui ogni colpo di scena degli ultimi due film degli Avengers è presente, ma in cui si prova a far convivere questa dimensione con quella classica dell’adolescente Peter Parker del Queens. Narrativamente, la sfida tutto sommato sembra riuscita.

Dopo i tragici eventi che hanno dimezzato la popolazione mondiale e il ritorno, cinque anni dopo, degli scomparsi, nuovi pericoli sorgono all’orizzonte, e il giovane Parker viene convocato per dare una mano. Il ragazzo, però, stavolta passa la mano, preferendo partire in gita per l’Europa con la propria classe, meditando di trasformare l’amicizia con MJ in qualcosa di diverso. Se Maometto non va alla montagna… Giusto a Venezia, infatti, Peter assiste a una nuova apparizione mostruosa, e decide di sacrificare il viaggio per salvare il mondo. Precisamente, andando a Praga, dove è prevista una nuova apparizione. Ma qui saranno sorpresi da un nuovo supercattivo.

Proprio il profilo del villain di turno consente una riflessione metacinematografica sul potere delle immagini e sul rapporto tra vero e falso. Un tema che sarebbe stato caro a Orson Welles, per citare un solo nome, ma che nelle mani di Jon Watts è un semplice pretesto per generare processi autocelebrativi dell’Universo Marvel.

Anche tono e dinamiche delle scene d’azione sono condotti in modo convenzionale, senza sorprese né il coraggio di mostrare la devastazione su grande scala che viene evocata con immagini giustamente cruenti, in modo da ricreare fino in fondo un rapporto con la realtà. Evidentemente, non era tra gli obiettivi degli autori.

Voto: ☺☺☻☻☻

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