Mezzogiorno, Svimez “Italia in recessione ma il Nord ripartirà prima” - QdS

Mezzogiorno, Svimez “Italia in recessione ma il Nord ripartirà prima”

redazione

Mezzogiorno, Svimez “Italia in recessione ma il Nord ripartirà prima”

giovedì 03 Settembre 2020 - 00:00
Mezzogiorno, Svimez “Italia in recessione ma il Nord ripartirà prima”

Secondo le stime una parte del Sud non aggancerà la ripresa post-covid. La ripartenza sarà dimezzata nel Mezzogiorno, dove ci si ferma al +2,3% contro il +5,4 del Centro-Nord. E la Sicilia è addirittura a +1,3

ROMA – Recessione senza precedenti in tutte le regioni d’Italia per effetto delle ripercussioni della pandemia da Covid-19. Le previsioni regionali Svimez per il 2020 fotografano un Paese “unito” da un crollo dell’economia dalla portata eccezionale. La ripartenza attesa per il 2021, però, interesserà in primis le regioni del Nord. Una parte del Sud, poi, non aggancerà la ripresa.

Il primato negativo del crollo del Pil nell’anno del Covid-19 spetta ad una regione del Mezzogiorno e ad una del Nord: la Basilicata (-12,6%), solo marginalmente interessata dalla pandemia, e il Veneto (-12,2%), una delle regioni maggiormente colpita dal virus.

La Lombardia, epicentro della crisi sanitaria, perde 9,9 punti di Pil nel 2020. Perdite superiori al 10% si registrano nel 2020 al Nord: Emilia Romagna (-11,2%), Piemonte (-11%) e Friuli V.G. (-10,1); al Centro: Umbria (-11,1%) e Marche (-10,6%); e nel Mezzogiorno: Molise (-10,9%).

La Campania e la Puglia, che insieme concentrano circa il 47% del Pil del Mezzogiorno, perdono rispettivamente l’8 e il 9%. Più contenute le perdite in Calabria (-6,4%), Sardegna (-5,7%) e Sicilia (-5,1%), economie regionali meno coinvolte negli interscambi commerciali interni ed esteri e perciò più al riparo dalle ricadute economiche della pandemia.

La ripartenza del 2021 è più differenziata su base regionale rispetto all’impatto del Covid-19 nel 2020. La SVIMEZ ha già posto l’attenzione sulle ricadute sociali connesse alla ripartenza “dimezzata” del Mezzogiorno (+2,3%) rispetto al Centro-Nord (+5,4%). Le previsioni regionali aprono la “scatola nera” del differenziale di crescita tra Mezzogiorno e Centro-Nord nel 2021 svelando una significativa diversificazione interna alle due macro-aree nella transizione al postCovid.

Tra le regioni meridionali, le più reattive nel 2021 sono, nell’ordine, Basilicata (+4,5%), Abruzzo (+3,5%), Campania (+2,5%) e Puglia (+2,4%), confermando la presenza di un sistema produttivo più strutturato e integrato con i mercati esterni. A fronte del Sud che riparte, sia pure con una velocità che compensa solo in parte le perdite del 2020, nel 2021 ci sarà anche un Sud dalla ripartenza frenata: Calabria (+1,5%), Sicilia (+1,3%), Sardegna (+1%), Molise (+0,9%). Si tratta di segnali preoccupanti di isolamento dalle dinamiche di ripresa esterne ai contesti locali, conseguenza della prevalente dipendenza dalla domanda interna e dai flussi di spesa pubblica.

L’impatto sui redditi delle famiglie nel 2020 è in media meno intenso nel Mezzogiorno (- 3,2% contro il -4,4% del Centro-Nord) anche per effetto degli ingenti trasferimenti previsti dalle misure di sostegno al reddito previsti dal Governo. Il calo riguarda in particolare l’Emilia Romagna (-6,3%), Marche (-5,7%), Umbria (-5,2%) e Piemonte (-5,2%). Per il 2021 è atteso un recupero in tutte le regioni del Centro e del Nord, soprattutto nel “triangolo della pandemia”.

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