Affitti in nero e sommerso, Castellammare del Golfo corre ai ripari - QdS

Affitti in nero e sommerso, Castellammare del Golfo corre ai ripari

Vincenza Grimaudo

Affitti in nero e sommerso, Castellammare del Golfo corre ai ripari

giovedì 23 Giugno 2022 - 08:29

Affidata ad una società esterna la riscossione coattiva e gli accertamenti. Saranno incrociate banche dati per verificare le strutture mai censite che però affittano nei vari portali

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP) – Approvato il nuovo regolamento sull’imposta di soggiorno a Castellammare del Golfo che è a carico di chi alloggia nelle strutture cittadine. Il consiglio comunale ha deciso di mantenere all’interno di questo nuovo testo la precedente struttura del tavolo tecnico sul turismo, al quale adesso potrà partecipare anche l’assessore al Bilancio.

Si punta forte sul contrasto agli affitti in nero

Si punta forte però sul contrasto agli affitti in nero, fenomeno che è particolarmente sentito in una città come Castellammare dove c’è stato un boom di strutture ricettive negli ultimi anni: “L’emersione del sommerso, – affermano il sindaco Nicola Rizzo e degli assessori al Bilancio e Turismo, Giovanni Portuesi e Maria Tesè – già affrontata da questa amministrazione attraverso un primo censimento delle strutture esistenti sul territorio, sarà ulteriormente portata avanti dalla società di riscossione cui è stato affidato, nel 2021, il servizio di accertamento e riscossione coattiva anche dell’imposta di soggiorno”.

Saranno incrociate banche dati

Saranno dunque incrociate banche dati per verificare le strutture mai censite che però affittano nei vari portali e nel contempo si lavorerà molto al recupero di chi già esiste in banca dati e non ha versato quanto dovuto. È stato oltretutto deciso in questi giorni un incremento di 50 centesimi di euro della tassa di soggiorno per ogni pernottamento (sino ai 6 giorni, ndr) per assicurare sempre più nuovi servizi turistici e culturali ma anche di decoro urbano, di comunicazione e promozione del territorio come il distretto Turistico. “Con l’emendamento approvato dal consiglio comunale – aggiungono Rizzo, Tesè e Portuesi – è stata evitata la retroattività della tassa al primo gennaio 2020 che invece decorrerà dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione del nuovo regolamento sul sito del ministero dell’Economia e Finanze. In sostanza bisogna attendere la pubblicazione ministeriale. Il regolamento si è reso necessario per rendere operativo il portale turistico al quale dovranno iscriversi le attività ricettive sia per utilizzarlo come strumento di promozione ma per provvedere agli adempimenti legati all’imposta”.

L’imposta di soggiorno va da un minimo di 1 euro per strutture ricettive all’aria aperta come campeggi, passando per 1,50 euro per case vacanza e bed and breakfast, ed arrivando ad un massimo di 3 euro per alberghi e residence turistici a 5 stelle (2 euro per le attività ricettive a 3 e 4 stelle).

Oltretutto il Comune spera di poter risollevare le sorti dell’incasso dopo quello dello scorso anno che ha avuto forti contraccolpi a causa del covid. Il primo immediato ed evidente impatto è stato quello sulla tassa di soggiorno, con un minor introito nel 2020 (ultimo anno certificato attraverso il rendiconto approvato dal Comune) di circa il 30 per cento. Il Comune ha avuto modo di incassare 142.977 euro, stiamo parlano di quasi 80 mila euro in meno rispetto al 2019 (anno pre-covid) quando invece l’incasso fu di ben 220 mila euro. Dunque per la prima volta da quando è stato istituita questa tassa a Castellammare del Golfo si registra una battuta di arresto con una diminuzione di introiti. E non poteva essere altrimenti dal momento che nel 2020 furono ben tre i mesi di totale lockdown in primavera, seguiti poi da una serie di restrizioni e paure fisiologiche che hanno spinto i turisti a spostarsi molto meno rispetto agli anni passati. Il trend degli incassi, come detto, era sempre salito.

Nel 2017, primo anno di istituzione della tariffazione, erano stati incassati 182 mila euro e nel 2018 si era arrivati a 3 mila euro in più, quindi nel 2019 il boom con 220 mila euro. Cifre comunque non da capogiro se si considera che parliamo di una città che ha subito un vero e proprio boom di arrivi e presenze negli ultimi anni, segno evidente che esiste anche un’importante ricettività. L’impressione comunque è che, al di là delle oscillazioni di presenze e arrivi, nella cittadina marinara questi introiti restano comunque troppo bassi in relazione all’enorme offerta ricettiva che può essere reperita on line. I dubbi che ancora una volta vi sia in questo ambito un eccessivo sommerso restano più che giustificati.

Un centinaio le strutture ricettive che pagano la tassa di soggiorno

Sono appena un centinaio le strutture ricettive censite che pagano regolarmente la tassa di soggiorno, un numero in tutta evidenza troppo basso per una città che ha sfondato oramai da tempo il muro delle 150 mila presenze. è stata anche prevista l’istituzione di questo tavolo tecnico permanente denominato ‘Osservatorio sul turismo locale’ che ha varie funzioni tra le quali la predisposizione di un piano annuale sull’utilizzo del 50% della tassa ed il monitoraggio delle evoluzioni e delle tendenze del mercato per la definizione di strategie di promozione del territorio e qualificazione dei servizi. L’idea è anche quella di far pervenire e raccogliere le istanze del settore turistico e che si occuperà anche della destinazione dei fondi recuperati dalla tassa di soggiorno.

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