Caritas e commercialisti, una mano a chi è indebitato - QdS

Caritas e commercialisti, una mano a chi è indebitato

Vito Manca

Caritas e commercialisti, una mano a chi è indebitato

martedì 21 Luglio 2020 - 00:00
Caritas e commercialisti, una mano a chi è indebitato

Sugameli, presidente dell’Ordine professionale trapanese: “Poco noti i benefici della legge n. 3/2012”. Prosegue l’impegno, iniziato nel 2016: ente terzo raccoglie segnalazioni di chi non ce la fa più

TRAPANI – I termini tecnici sono ostici. Sovraindebitamento, organismo di composizione, esdebitazione.

In concreto si tratta della vita di tanta gente. Di persone, imprese e professionisti in difficoltà che non riescono più a pagare i loro debiti. I tanti che fino a poco tempo fa rischiavano di essere dichiarati falliti. “Finalmente – sottolinea il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della provincia di Trapani Mario Sugameliè stata eliminata la parola fallito dal nostro codice civile”.

La forma spesso è anche sostanza. Ma in questo caso ci vuole altro. E l’altro c’è. Una legge, indicata come la 3 del 2012.

Un’iniziativa come quella dell’Ordine di Sugameli che, nel 2016, tra i primi in Italia, ha istituito l’organismo di composizioni della crisi da sovraindebitamento, affidandolo al commercialista Pietro Bruno. Ci sono le convenzioni con i Comuni: Alcamo, Calatafimi-Segesta, Castellammare del Golfo, Erice e Paceco.

C’è ora un’intesa con la Caritas. Il presidente la presenta così: “Abbiamo proposto al nostro Vescovo, Sua Eccellenza Pietro Maria Fragnelli, di stipulare una convenzione con la Caritas, coniugando la competenza con la solidarietà e lavorando assieme a chi si occupa di volontariato. è lì che c’è il contatto con chi non ce la fa e lì che si ascolta chi è in difficoltà. Ed è sempre lì che si possono acquisire le segnalazioni per l’organismo di composizione per avviare le procedure previste dalla legge”.

Ci sono i numeri a lanciare l’allarme rosso. “Nel nostro Paese – aggiunge Sugameli – l’8 per cento della popolazione è in povertà assoluta, si tratta di 4 milioni e mezzo di cittadini, che salgono a quasi 9 milioni, pari al 14,7 per cento della popolazione, quando si parla di povertà relativa”. Numeri pesanti. Di contro, la legge 3 è poco conosciuta. “C’è poca informazione”, rimarca il presidente che mette in campo i numeri del territorio trapanese: “Le procedure attivate sono in crescita. Nel 2016 sono state 2. Nel 2017, 24. L’anno successivo, 34. Nel 2019, 24”.

Ma l’emergenza virus e la crisi strutturale dell’economia rischiano di aggravare una condizione già impegnativa: “Nei prossimi mesi, a causa del Covid 19, la situazione finanziaria di tante famiglie potrebbe essere critica. C’è chi sta per perdere il lavoro, ci sono i precari, i lavoratori a chiamata nel settore turistico e ricettivo ed anche gli operatori del mondo dello spettacolo e della cultura, tutti in prima linea”.

L’organismo di compensazione della crisi è un ente terzo ed imparziale. Può seguire tre percorsi. Il primo riguarda solo le imprese ed i professionisti. Ai creditori viene proposto un progetto con importi e tempi definiti per saldare in tutto od in parte i debiti. L’accordo è raggiunto se sono favorevoli i creditori che rappresentano almeno il 60% del debito.

C’è poi il piano del consumatore. Ha la stessa procedura dell’accordo per imprese e professionisti ma non richiede il parere favorevole dei creditori ed è riservato esclusivamente a debiti che non riguardano un’attività professionale. Infine, la proceduta della liquidazione del patrimonio del debitore. S’individuano i beni da vendere ed il ricavato viene destinato al pagamento in tutto o in parte del debito.

“All’esito della procedura di gestione della crisi – argomenta Sugameli – il debitore che abbia operato con impegno e correttezza potrà beneficiare, previa verifica delle condizioni, dell’esdebitazione, che comporta la possibilità di lasciarsi alle spalle i vecchi debiti, anche se attraverso la gestione della crisi sono stati pagati solo in parte”.

I piani di recupero del debito, definiti dall’organismo di compensazione, passano al vaglio di un giudice prima di essere operativi. La legge fa l’identikit di chi può seguire la procedura: consumatori, imprenditori agricoli, start up innovative ed imprese ed imprenditori che rientrano in alcuni parametri contabili e tecnici. “Questa legge – conclude il presidente Sugameli – e quella sulla riforma della crisi d’impresa, emanata nel 2019, rendono più civili e moderne le norme dell’esdebitazione”.

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