Riqualificare le periferie, la sfida “Cappuccinelli” - QdS

Riqualificare le periferie, la sfida “Cappuccinelli”

Vito Manca

Riqualificare le periferie, la sfida “Cappuccinelli”

mercoledì 17 Febbraio 2021 - 00:00

Il Comune di Trapani punta sul quartiere per giocarsi una nuova chance di sviluppo e ha le idee chiare: edilizia sociale, economia e sicurezza in prima linea. In gioco ci sono 853 milioni di euro

Una corsa contro il tempo da condividere con il terzo settore e l’imprenditoria privata. L’amministrazione comunale di Trapani sfida se stessa ed il suo territorio. In gioco ci sono 853 milioni di euro. Sono a disposizione delle Regioni e dei Comuni che sanno programmare e soprattutto progettare. Cosa? Un futuro per le loro periferie. Si tratta del “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare”. Ma per ottenere una quota parte delle risorse a disposizione bisogna fare presto ed avere le idee chiare.

La proposta va presentata entro il 16 marzo. Ed il Comune le idee ce l’ha chiare. Punta sul quartiere di Cappuccinelli. E punta a convincere ben tre Ministeri (Infrastrutture, Economia e Beni Culturali) che Trapani è pronta a giocarsi una nuova chance di sviluppo, dopo la candidatura a Capitale Italiana della Cultura. Un’altra proposta unitaria che invita il territorio ad uscire allo scoperto. Cappuccinelli è periferia, soprattutto per le sue condizioni di precarietà e spesso di degrado. Perché a differenza di altre periferie è vicina al centro della città, al polmone vitale del capoluogo, al suo salotto buono. Ma finisce tuttavia per essere una città nella città e non per le dimensione ma per la sua condizione sociale.

Il Programma nazionale indirizza verso l’edilizia sociale, verso il recupero del tessuto socio-economico, verso la sicurezza dei luoghi e l’utilizzo degli spazi e degli immobili pubblici. Ed è quel che serve a Cappuccinelli. Il sindaco Giacomo Tranchida traccia il percorso da seguire: “Intervenire nella riqualificazione degli spazi urbani vuol dire innescare processi virtuosi che sono in grado di cambiare il modo di vivere la città, di relazionarsi fra le persone e questo può realizzarsi solo quando vi è una grande lungimiranza da parte degli operatori del terzo settore e degli imprenditori locali che sanno guardare avanti e quando si permette all’urbanistica di cambiare il modo di vivere la città”.

Il primo cittadino chiama in causa anche l’Istituto Autonomo Case Popolari: “Da alcune settimane, avvalendoci dell’esperto Gianni Mauro e degli assessori Peppe Pellegrino e Dario Safina, stiamo lavorando insieme con lo Iacp per mettere su una proposta progettuale”. Mauro è assessore e vicesindaco nel confinante Comune di Erice. Sta dando una mano – in forma gratuita -, perché il modello operativo che Tranchida intende mettere in campo è lo stesso che ha adottato quando ha amministrato Erice affidandosi al Contratto di Quartiere nell’area di San Giuliano, anche in quel caso, periferia in affanno. Al suo fianco c’era Mauro che ora può essere utile per il suo bagaglio d’esperienza. Il patto che Tranchida intende “firmare” con il territorio passa da due avvisi pubblici. Ed è con le regole messe in campo dall’amministrazione che dovranno cimentarsi imprenditori e rappresentanti del terzo settore.

La soluzione operativa sarà quella del partenariato. Il sindaco è fiducioso: “Grazie alla collaborazione già sviluppata in questi anni con le parti sociali riteniamo che vi siano le condizioni per presentare un progetto importante, che si pone una serie di obiettivi condivisi per il miglioramento della qualità dell’abitare dei nostri territori”.

Cappuccinelli è davvero una nuova scommessa per l’amministrazione Tranchida. Non infatti soltanto a poca distanza dalla città che conta, quella vecchia, a tradizione culturale. E’ anche un quartiere confine che apre le sue porte sulle prospettive di sviluppo turistico della città. Perché è ad un passo da un pezzo importante di spiaggia, perché ha di fronte a sé la Tonnara Tipa che dovrà essere recuperata, perché “vede” il mare e la vicina spiaggia ericina. Ora però per il quartiere è arrivato il momento di guardarsi allo specchio e di scrivere la parola futuro sulla sua agenda.

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