Un nuovo software controllerà i risparmi - QdS

Un nuovo software controllerà i risparmi

Marco Carlino

Un nuovo software controllerà i risparmi

mercoledì 22 Maggio 2019 - 00:00
Un nuovo software controllerà i risparmi

Arriva il Risparmiometro, lo strumento dell’Agenzia delle entrate per monitorare i conti. Una banca dati che verificherà il divario fra quanto si è dichiarato e quanto si è risparmiato

ROMA – Arrivano tempi duri per chi fa del “nero”. Con il Risparmiometro (o Super Anagrafe tributaria) l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza potranno avere accesso a tutte le informazioni riguardanti i risparmi degli italiani e, incrociandole, tentare di cogliere in fallo chi vuole fare il “furbo”, dichiarando in modo impreciso o nascondendo volutamente la propria ricchezza.

Il Risparmiometro consiste in una sorta di enorme banca dati dei conti correnti voluta nel 2012 dal governo Monti e inserita nel decreto Salva-Italia. Dopo un periodo di prova che aveva riguardato il periodo d’imposta 2013-2014 e anni di scarso utilizzo, per questo strumento, grazie all’ok di Garante della Privacy e delle banche scatta il semaforo verde.

Ma come funziona e a chi si applica il Risparmiometro? È importante rimembrare innanzitutto che questo strumento non funziona come i più celebri redditometro, riccometro o spesometro, infatti, a differenza di questi, esso non verifica quanta ricchezza si possiede o il divario tra Iva dichiarata e Iva liquidata ma verifica quanto si è dichiarato e quanto si è risparmiato.

L’Agenzia delle Entrate ha creato, per questo, un nuovo software che si avvarrà di un algoritmo che ha il compito di appurare se il contribuente ha speso più di quanto ha incassato, controllandone il conto corrente. Se quasi tutto quello che è stato incassato finisce sul conto e si appura una incongruenza con uno scostamento del 20%, scattano i controlli e l’eventuale applicazione della cd. tassa sui risparmi, non su tutta la somma depositata ma solo su quella ritenuta eccessiva rispetto ai redditi dichiarati dal contribuente. In poche parole il patrimonio di cui si è in possesso deve coincidere con le entrate e con le uscite.

Il garante della privacy ha posto dei paletti molto rigidi che gli ispettori dovranno rispettare, soprattutto per quanto riguarda i dati sensibili. Verrà effettuata una prima e ampia cernita e verranno prese precauzioni per fare in modo che il personale estraneo all’ accertamento possa vedere e entrare in possesso dei dati.

Ovviamente i casi dove c’è il rischio di equivocare potrebbero essere molti ed in alcune circostanze, come ad esempio i genitori che aiutano i figli, potrebbero sorgere dei problemi. Bisogna quindi prestare particolare attenzione a possibili anomalie che potrebbero venire a crearsi.

Il primo test, che coinvolgerà i privati, prenderà in esame il patrimonio degli anni 2014 e 2015 di una precisa lista di persone fisiche ad alto potenziale di rischio e già sotto osservazione dell’Agenzia delle Entrate.

Il Risparmiometro si applica a diversi strumenti finanziari come i conti correnti, quelli di deposito, le carte di credito, i prodotti finanziari, obbligazioni, buoni fruttiferi, prodotti finanziari emessi da assicurazioni e prodotti finanziari emessi da società che si occupano di compravendita di metalli preziosi. La valutazione, inoltre, non sarà circoscritta solo ai singoli contribuenti, ma anche alle società.

Se il contribuente vorrà difendersi ed esporre le proprie ragioni nelle sedi opportune, esso dovrà presentare tutte le prove e documenti attestanti la legittimità dei suoi averi e nel caso in cui le prove portate non siano sufficientemente esaurienti, l’Agenzia delle Entrate, potrebbe, come detto, decidere di applicare la cosiddetta tassa sui risparmi.

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