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Un’installazione diffusa in omaggio a Santa Rosalia

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Un’installazione diffusa in omaggio a Santa Rosalia

giovedì 05 Settembre 2019 - 00:00
Un’installazione diffusa in omaggio a Santa Rosalia

A Palermo, con il supporto di Fondazione Sicilia, il progetto “‘U Sciancateddu”, un ingresso diretto nella sacralità cittadina curato da Stefania Morici e composto da undici installazioni di Patrizio Travagli in undici aree diverse

PALERMO – Sul sagrato della Cattedrale, è stata inaugurata “La Campana di Santa Rosalia” (“‘U Sciancateddu”), progetto curato da Stefania Morici e composto da undici installazioni di Patrizio Travagli. All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco Leoluca Orlando, l’assessore alle Culture Adham Darawsha, il direttore dei Beni culturali dell’Arcidiocesi, padre Giuseppe Bucaro, il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore, Patrizio Travagli e la project manager Stefania Morici, oltre ad altri artisti palermitani coinvolti nel progetto.

Santa Rosalia è Palermo – ha detto il sindaco Orlando – e Palermo è Santa Rosalia. Il rapporto stretto che lega tutti noi alla patrona attraversa i secoli e unisce tutta la città e tutti i palermitani. Richiamare questo rapporto anche con degli eventi che uniscono arte e cultura ad un gioco popolare ce la rende ancora più vicina e amica”.

Il progetto ha il supporto di Fondazione Sicilia, da sempre attenta al confronto tra gli artisti contemporanei e collezioni o tradizioni del passato. “Con questa iniziativa – ha affermato il presidente Raffaele Bonsignore – il tema della religiosità popolare è strettamente legato a quello della condivisione. Con questa mostra diffusa, gli artisti offrono alla città la propria ‘visione’ di Santa Rosalia, con una rete di connessioni tra i luoghi più suggestivi di Palermo, tra cui Palazzo Branciforte”.

Ed eccoci alle installazioni: “‘U Sciancateddu” di Santa Rosalia prevede il riempimento delle caselle con parole e attributi riferiti alla Santa, per cui giocare sarà come ripercorrere e partecipare metaforicamente alla vita di Rosalia, all’interno di un circuito aureo.

Il progetto nasce dall’esigenza di mettere in relazione le persone (non solo quelle che sceglieranno di visitare l’intervento site specific) attraverso il gioco. L’invito è chiaro: il percorso ha delle regole che si condividono anche con persone sconosciute provenienti dai quattro angoli del globo. E in questi giorni Palermo è ancora pienissima di turisti e visitatori. Agli schemi del gioco, provenienti da disegni da tutto il mondo (ripresi dal testo di riferimento sul gioco della Campana di Gianfranco Staccioli), vengono applicate delle variazioni: la linea che circonda lo schema di gioco non è prodotta con un gesso o altro materiale povero bensì in foglia d’oro, per esprimere ed esaltare il rapporto tra gioco e sacro. In ogni casella l’attributo riferito a Rosalia è dato direttamente dai palermitani ai quali è stato chiesto di definire la Santuzza attraverso pensieri, ricordi, frasi. Il gioco è quindi un ingresso diretto nella sacralità di Palermo attraverso la parola, tradotta in lingue diverse in modo da renderla un grande centro aggregatore di culture. E, nello stesso tempo, capace di valorizzare gli angoli meno conosciuti della città, lontana da Musei e collezioni.

“Non arte da Museo, quindi – ha spiegato Stefania Morici – ma arte votata alla nascita di nuove relazioni umane e alla diffusione di nuove e differenti idee e di una nuova consapevolezza del vivere la realtà e gli spazi quotidiani”.

Gli schemi di gioco saranno collocati fino al 27 ottobre in undici diverse piazze e luoghi, dal sagrato della Cattedrale a piazza Bologni, piazza Pretoria, piazza Bellini, piazza sant’Anna, piazza san Francesco, piazza San Domenico, Palazzo Branciforte, piazza Verdi, via Principe di Belmonte, piazza Politeama, in modo da creare un percorso e unire virtualmente tutta la città.

All’interno delle singole opere site specific di Patrizio Travagli, sono inoltre ospitate le immagini di Santa Rosalia realizzate da artisti siciliani – Desideria Burgio, Sergio Caminita, Anna Cottone, Laboratorio Saccardi, Igor Scalisi Palminteri, Domenico Pellegrino, Stefania Pia. Ognuno ha seguito la propria vena artistica, ironica, narrativa, documentaria, grafica, per rendere omaggio alla Santuzza. A queste opere si aggiungono anche riproduzioni di tele e tavole di artisti del passato, del pittore romano Cedri (sua un’Incoronazione di santa Rosalia all’oratorio del Santissimo Salvatore), del manierista termitano Vincenzo La Barbera e del fiammingo Antoon Van Dyck, ospitate in chiese, oratori e musei della città.

Il progetto è patrocinato e supportato dalla Curia, dal Comune di Palermo e dalla Fondazione Sicilia, dalla Settimana delle Culture; nasce con la collaborazione di Fdr Architetti e Cialoma Eventi. Del team di lavoro – con Patrizio Travagli e Stefania Morici – fanno parte anche l’architetto Danilo Reale e Sergio Abbate.

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