Utilizzo terapeutico dei farmaci cannabioidi per trattare i sintomi della Sclerosi multipla - QdS

Utilizzo terapeutico dei farmaci cannabioidi per trattare i sintomi della Sclerosi multipla

redazione

Utilizzo terapeutico dei farmaci cannabioidi per trattare i sintomi della Sclerosi multipla

mercoledì 10 Giugno 2020 - 00:00
Utilizzo terapeutico dei farmaci cannabioidi per trattare i sintomi della Sclerosi multipla

Presenti dei principi in grado di esercitare i loro effetti interagendo con i ricettori specifici presenti nelle cellule umane

in collaborazione con ITALPRESS

ROMA – Il recente periodo di lockdown ha avuto un impatto sulle persone affette da Sclerosi multipla. “Le ha costrette – ha spiegato Diego Centonze, docente di Neurologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore dell’Unità di Neurologia presso l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed – a interrompere i percorsi di fisioterapia e ne ha ridotto la mobilità, creando per loro disagi e riducendone l’autonomia funzionale. La possibilità di avere accesso a un trattamento farmacologico ha permesso ai pazienti di continuare almeno il trattamento della spasticità dovuta alla Sclerosi multipla, sopperendo almeno in parte ai loro disagi”.

Proprio nell’ambito dei trattamenti per la spasticità dovuta a Sclerosi multipla si inserisce Sativex, il primo e unico farmaco attualmente approvato e registrato a livello europeo a base di due principi della cannabis Sativa. La Giornata mondiale della Sclerosi multipla è stata l’occasione per fare il punto sul tema dell’uso terapeutico dei cannabinoidi, sul valore del farmaco e sulla differenza con le preparazioni galeniche.

“Nel panorama odierno – ha aggiunto Centonze – c’è molta confusione sui diversi usi e formulazioni della cannabis in ambito terapeutico, alimentata anche dal fatto che tuttora non si conoscono tutti i principi attivi contenuti nella pianta della Cannabis Sativa”.

Si parla infatti di Cannabis Sativa quando si fa riferimento alla pianta, mentre per cannabinoidi si intendono i principi che questa contiene. Essi sono in grado di esercitare i loro effetti interagendo con i ricettori specifici presenti sulla superficie delle cellule umane, esercitando così un’azione terapeutica su diverse sintomatologie e su cui la ricerca scientifica da anni è al lavoro per classificarne tutte le varie tipologie.

“La distinzione che normalmente viene fatta – ha sottolineato ancora il direttore dell’Unità di Neurologia presso l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed – è quella tra cannabinoidi naturali e sintetici. Tra i cannabinoidi naturalirientrano sia i fitocannabinoidi, ovvero prodotti che contengono l’intera inflorescenza (o le resine o altre parti della pianta) della cannabis con tutti i suoi principi, sia i cannabinoidi per cui non viene utilizzata tutta la pianta, ma solo alcuni principi ben noti e selezionati. I cannabinoidi sintetici sono invece molecole identiche o simili a quelle contenute nella pianta di Cannabis Sativa ma prodotte in laboratorio, non provenienti quindi dalla pianta”.

In questo panorama esiste poi una distinzione tra preparazioni galeniche (oli, resine, bustine da utilizzare in infusione, ecc…) e il farmaco. Dal 2013 in Italia è infatti disponibile Sativex, a base di due principi attivi naturali – il Thc (delta-9-tetraidrocannaidinolo) e il Cbd (cannabidiolo) – estratti da cloni di piante di cannabis Sativa appositamente selezionati, coltivati e processati. Il farmaco è disponibile sotto forma di spray. Sativex viene quindi somministrato per via oromucosale ed è attualmente indicato per il trattamento dei sintomi in pazienti affetti da Sclerosi multipla con spasticità da moderata a grave. Solo in Italia, questo farmaco è stato utilizzato da oltre 10.000 pazienti.

Il farmaco – ha evidenziato Centonze – ha un’indicazione molto specifica: è utilizzato per pazienti affetti da Sclerosi multipla con spasticità di una certa severità, che non hanno beneficiato del trattamento con altri farmaci antispastici e che a un tentativo terapeutico della durata di quattro settimane dimostrino di avere un beneficio dal farmaco. L’effetto non si esplica tanto sulla spasticità come segno clinico, cioè sull’aumento del tono muscolare misurato durante l’esame neurologico, ma è approvato per curare i sintomi della spasticità. In Italia, è prescrivibile solo con questa specifica indicazione. Ci sono studi ed evidenze in altri Paesi (come il Canada) che comprovano l’utilità di questo farmaco anche in altre indicazioni, ad esempio il dolore neuropatico nella sclerosi multipla, ma in Italia questa indicazione non è presente”.

Un valore, quello di essere registrato come farmaco, che ne garantisce sicurezza e modalità di somministrazione mirata per i pazienti, grazie alla comprovata efficacia dimostrata da numerosi studi clinici. Non ultimo la completa rimborsabilità da parte del Sistema sanitario nazionale, a differenza delle preparazioni galeniche che sono rimborsate dalle singole regioni in base a specifici requisiti. Durante il recente periodo di lockdown, a supporto dei pazienti che fanno uso di questo farmaco, Almirall ha introdotto anche il servizio “Sativex home delivery”, per avere a casa il trattamento senza recarsi in ospedali, ambulatori e farmacie. Il servizio di delivery, promosso da Almirall ed effettuato da Phse, attraverso l’adesione da parte del neurologo prescrittore e del farmacista dispensatore, è stato del tutto gratuito per i pazienti.

Sono attualmente in corso altre ricerche scientifiche sull’utilizzo del farmaco e dei suoi principi attivi anche in altre patologie con l’obiettivo di poter garantire in futuro un allargamento delle attuali indicazioni.

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