Vaccini, ecco la circolare nazionale, stop ad Astrazeneca - QdS

Vaccini, ecco la circolare nazionale, stop ad Astrazeneca

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Vaccini, ecco la circolare nazionale, stop ad Astrazeneca

sabato 12 Giugno 2021 - 10:16

Anche per la seconda dose per chi ha meno di 60 anni. Anche il nodo J&J nell' "aggiornamento" del Ministero. L'impatto sulla campagna vaccinale. In Sicilia da domani richiami con Pfizer e Moderna



Ieri avevamo dato notizia della sospensione in Sicilia da parte dell’Assessorato regionale alla Salute, delle somministrazioni del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca anche in seconda dose per tutti i soggetti al di sotto dei 60 anni, “in aderenza alle indicazioni arrivate dal Comitato tecnico scientifico e in attesa dell’apposita circolare ministeriale”.
E la circolare di “aggiornamento” del parere del Cts sui vaccini è stata emanata intorno alle dieci del mattino dal ministero della Salute.
Firmata dal direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza, indica che il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca “viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo)”.
Per persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, si legge, “il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare a una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose”.

Le Regioni rispettino indicazioni d’età

Il Comitato tecnico scientifico “raccomanda che le Regioni ogniqualvolta promuovano eventi Open Day che sensibilizzano alla vaccinazione rispettino le indicazioni per fasce d’età, rendendo quanto più possibile l’approccio alla vaccinazione omogeneo sul territorio nazionale”.

Sicilia, a under 60, seconde dosi con Pfizer o Moderna


Alla luce della circolare ministeriale trasmessa alle Regioni, in Sicilia l’iniziativa “Open Day”, che si aggiunge alla normale programmazione vaccinale, è riservata alla popolazione di età pari o superiore a 60 anni.
Lo ha reso noto l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, precisando che, a coloro che hanno un’età inferiore ai 60 anni e hanno già ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca, secondo le disposizioni nazionali, saranno garantite le seconde dosi con sieri Pfizer o Moderna, a partire da domani, domenica 13 giugno.

J&J a over60, parere comitato etico


Per quanto riguarda poi il vaccino Janssen (Johnson & Johnson) monodose, nel verbale del Comitato tecnico scientifico dell’11 giugno, allegato alla circolare del ministero della Salute di Aggiornamento del parere CTS sui vaccini, “viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito dalla Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni”.
“Qualora si determinino – continua il documento – specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente”.

J&J impossibili valutazioni benefici-rischi

Pur tenendo conto delle analogie esistenti tra il vaccino di AstraZeneca e il vaccino Janssen (J&J), sia per le piattaforme utilizzate che la tipologia di eventi tromboembolici riportati, “lo stato attuale delle conoscenze (che fanno propendere per un rischio associato all’adenovirus), il numero di poco superiore al milione di dosi somministrate nel Paese e la rarità delle segnalazioni di eventi trombotici rari a oggi disponibili, non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen”.

Lo si legge nel verbale del Cts, allegato alla circolare.

Il vaccino J&J, rileva il Cts, è connotato “dal vantaggio della singola somministrazione, peculiarità che può risultare di particolare beneficio in determinate categorie di popolazione”.

Quanto agli eventi di trombosi rare, i dati disponibili presso i Centri per il controllo delle malattie CDC statunitensi al momento della ripresa della campagna negli Usa riportavano 7 eventi per milione nelle donne di età compresa tra 18 e 49 anni e un tasso di 0,9 per milione di vaccinazioni tra le donne di età pari o superiore a 50 anni.

Per le donne dai 50 anni in su e per gli uomini di tutte le età, l’evento avverso, afferma il Cts, “è ancora più raro”.

Il Cts rileva inoltre che “l’eventuale evidenza, nel contesto nazionale e internazionale, di fenomeni tromboembolici dopo il vaccino Janssen dovrà essere oggetto di attento e costante monitoraggio attraverso le procedure di farmacosorveglianza e vaccino-vigilanza, in maniera tale da offrire, nel breve futuro, la possibilità di formulare più compiuto parere su questo vaccino all’acquisirsi di ulteriori evidenze rispetto all’eventuale incidenza di fenomeni VITT e all’evolversi della situazione epidemiologica”.

La psicosi Astrazeneca

Dopo il caso della diciottenne morta a Genova e i dubbi sollevati da diversi scienziati, il ministero della Salute ha dunque aggiorna le raccomandazioni relative all’utilizzo del farmaco dell’azienda anglo-svedese, già modificate tre volte dall’inizio dell’anno.
La scelta avrà inevitabilmente ripercussioni sulla campagna vaccinale, che ha superato i 40 milioni di somministrazioni e raggiunto, con una dose, il 49% degli italiani vaccinabili: “è chiaro – ha confermato ieri il Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo – che ci sarà un impatto, ma sono convinto che tra luglio e agosto riusciremo a mitigarlo”.
LA DISCUSSIONE
Il parere del Cts è arrivato dopo una lunga discussione tra gli esperti e dopo la richiesta di decisioni “chiare, inequivocabili e tempestive” da parte delle Regioni, che nel frattempo stanno sospendendo tutte le prenotazioni per gli under 60 con Astrazeneca e gli open day, autorizzati a maggio dallo stesso Comitato. Nel verbale del 12, infatti, i tecnici del governo avevano dato il via libera ai ‘vaccination day’ per tutti i cittadini sopra i 18 anni, non rilevando “motivi ostativi”.

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