Vaccini, muore Camilla, la Sicilia sospende Astrazeneca - QdS

Vaccini, muore Camilla, la Sicilia sospende Astrazeneca

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Vaccini, muore Camilla, la Sicilia sospende Astrazeneca

venerdì 11 Giugno 2021 - 07:04

Dopo la scomparsa della diciottenne ligure, la circolare della Regione: andrà solo agli over 60. Locatelli (Cts), "Oggi il parere, quadro epidemiologico mutato". Aifa, nessuna trombosi da richiamo

Alle 19.18 le agenzie di stampa hanno battuto la notizia della morte di Camilla Canepa, la diciottenne di Sestri Levante (Genova) operata per la rimozione del trombo formatosi dopo che era stata vaccinata il 25 maggio scorso con Astrazeneca nell’open day per gli over 18.
Alle 20.21, sempre sulle agenzie, è giunta la notizia della circolare del dirigente dell’Assessorato regionale alla Salute della Regione Siciliana con cui si disponeva l’immediata sospensione in via cautelativa del vaccino Astrazeneca per i pazienti sotto i 60 anni.

La circolare è stata firmata da Mario La Rocca del dirigente generale ad interim del dipartimento dopo che l’inchiesta della magistratura sui presunti falsi dati sul Covid ha portato alla rimozione di Letizia Di Liberti, indagata per falso.

Nel documento si fa riferimento alle dichiarazioni del coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, che, dopo aver confermato che Astrazeneca “può dare fenomeni di trombosi associati a un abbassamento delle piastrine”, aveva annunciato un parere sull’argomento dopo un confronto con l’Aifa.

“C’era già stata – aveva ricordato Locatelli – una raccomandazione per un uso preferenziale sugli over 60 anni: nessuno deve dubitare che vengano minimamente sottovalutati segnali di allerta rispetto a profili di sicurezza”.

La Rocca, dunque, “in attesa di un pronunciamento ufficiale” da parte del Comitato tecnico scientifico, ha disposto “in via cautelativa la sospensione con effetto immediato della somministrazione del vaccino Astrazeneca a tutti i cittadini di età inferiore ai 60 anni”.

“Resta ferma, tuttavia – conclude la circolare – in assenza di evidenza scientifica contraria, la possibilità di procedere con l’inoculo della seconda dose di vaccino a quanti ne abbiano diritto”.

Resta infatti aperto, tra gli studiosi, il dibattito sulla valutazione dei tempi del richiamo e sulla possibilità di somministrare un vaccino diverso (“eterologo”) agli under 60 che hanno ricevuto la prima con Astrazeneca.

Richiamo con lo stesso vaccino

“In questo momento chi ha fatto la prima dose con un vaccino è bene che faccia la seconda dose con lo stesso vaccino. Ciò perchè le prove sperimentali che hanno portato all’approvazione di questi vaccini sono state fatte sulla somministrazione di due dosi per lo stesso vaccino e hanno dimostrato adeguate condizioni di sicurezza e di protezione”, ha affermato Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute.

Sulla stessa linea il virologo Fabrizio Pregliasco e l’infettivologo Massimo Andreoni, secondo i quali gli eventi avversi rari si sono verificati essenzialmente dopo la prima dose e il rischio è bassissimo.

Una conferma arriva dal V Rapporto Aifa di Farmacovigilanza sui Vaccini Covid: i casi di trombosi venose intracraniche e in sede atipica in soggetti vaccinati con AZ sono in linea con quanto osservato a livello europeo, ovvero 1 caso ogni centomila prime dosi somministrate e prevalentemente in persone con meno di 60 anni.

Nessun caso è stato segnalato dopo la seconda dose.

Riorganizzazione della campagna vaccinale

Per oggi, dunque, è atteso il parere del Cts sull’impiego di AstraZeneca per i giovani dai 18 anni in sù considererà le indicazioni in merito già date dal ministero della Salute e dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa, ovvero che per questo immunizzante si raccomanda un uso preferenziale per i soggetti over-60.

Gli esperti stanno ora facendo una sintesi dei loro pareri che – a quanto si è appreso – andrebbe verso una riorganizzazione complessiva della campagna vaccinale, quindi anche della somministrazione delle diverse tipologie di vaccino a seconda delle età, alla luce del mutato quadro epidemiologico.

Ma le decisioni da adottare spetteranno comunque esclusivamente alla politica.

Speranza, linea chiara fin da aprile

Ad anticipare la linea è stato ieri lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza, che, rispondendo al question time al Senato, Speranza ha ricordato come oltre due mesi fa, lo scorso 7 aprile il Ministero, con una circolare, avesse “già raccomandato l’uso preferenziale del vaccino AZ agli over-60 e Aifa ha ribadito che il profilo beneficio-rischio è più favorevole all’aumento dell’età”.

Intanto le Regioni, che avevano puntato su Astrazeneca per organizzare gli open day aperti ai giovani (oltre alla Sicilia, Toscana, Lazio, Calabria e Abruzzo), sono nel caos e vanno in ordine sparso.

Il problema si lega alla questione dello smaltimento delle dosi AZ, tuttavia varie Regioni hanno deciso di attenersi all’indicazione di Aifa e ministero.

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