Valorizzare i borghi siciliani con la fiscalità di vantaggio - QdS

Valorizzare i borghi siciliani con la fiscalità di vantaggio

Adriano Agatino Zuccaro

Valorizzare i borghi siciliani con la fiscalità di vantaggio

giovedì 23 Luglio 2020 - 00:00
Valorizzare i borghi siciliani con la fiscalità di vantaggio

Tiziana Drago, Leoluca Orlando e Salvatore Bartolotta si schierano a favore di questa misura per la ripartenza dei centri. Oggi un’attività imprenditoriale in un comune montano è soggetto alle stesse tasse e imposte di quelle che operano nel centro di una grande città

PALERMO – “La legge voto sull’istituzione delle zone franche montane in Sicilia è stata incardinata in Commissione Finanze e Tesoro al Senato, il senatore Emiliano Fenu, capogruppo M5S in commissione, è stato indicato come relatore del provvedimento. Adesso il testo potrà proseguire il suo iter dopo il rallentamento imposto dall’emergenza sanitaria”, ne dà notizia la senatrice del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago.

Nel diritto tributario, la fiscalità di vantaggio viene definita come “l’insieme delle disposizioni tributarie studiate per fornire incentivi a particolari aree geografiche di uno Stato, o a settori sociali e imprenditoriali, per favorirne lo sviluppo”. Oggi, un’attività imprenditoriale in un Comune montano è soggetto alle stesse tasse e imposte di un’attività nel centro di una grande città. Le “Zone a fiscalità di vantaggio” permetterebbero di recuperare un deficit competitivo di cui soffrono storicamente le imprese collocate nel territorio montano. “La legge voto, varata nel dicembre scorso e sottoscritta trasversalmente da vari deputati siciliani, prevede, tra l’altro, sgravi fiscali per coloro che investono nelle aree montane, spopolatesi via via negli ultimi decenni. Si tratta di una misura che se approvata genererebbe un forte impatto sull’economia di queste zone” afferma Drago.

“Introdurre forme di fiscalità di vantaggio – ha aggiunto il presidente dell’Associazione dei Comuni siciliani, Leoluca Orlando – è indispensabile per permettere la ripartenza economica di centri in grandissima difficoltà economica, anche a causa delle peculiarità dei propri territori”. “Ci auguriamo – ha concluso Orlando – che il Parlamento nazionale s’impegni a garantire un’occasione di rinascita e rivitalizzazione a molti di questi comuni che purtroppo rischiano la desertificazione”.

Desertificazione non appare affatto come un termine esagerato, alcuni mesi fa Gaetano Armao aveva parlato di “strage generazionale”. L’assessore siciliano all’Economia, aveva commentato così delle proiezioni che porterebbero l’Isola nel 2030 a perdere quasi 200 mila abitanti nell’arco di dieci anni. A fronte di un lento spopolamento complessivo dell’Isola che inizia a manifestarsi con costanza dal 2014 (5.092.080 gli abitanti) e prosegue ad inizio 2019 (con 4.999.891 abitanti), i borghi siciliani in poco meno di 70 anni (dal 1951 al 2019) hanno perso fino al 96% della popolazione originariamente residente nei centri storici.

Salvatore Bartolotta, coordinatore regionale del club “I borghi più belli d’Italia”, si batte da anni per la fiscalità di vantaggio, che insieme al famoso bonus del 110% per le ristrutturazioni, può essere un’arma decisiva per la rinascita dei piccoli tesori isolani. “Bisogna semplificare le procedure – commenta – affinché si possano iniziare i lavori. Il sisma bonus e l’ecobonus con la convenzione che abbiamo firmato con Enel X consente ai cittadini di non anticipare somme di denaro. Il problema è che molte delle case nei borghi che andrebbero ristrutturate sono delle seconde case, che attualmente sono escluse dai provvedimenti nazionali. Inoltre, un piccolo palazzetto su tre livelli, abitazione diffusa nei nostri borghi, necessita di essere scisso per ottenere agevolazioni sulla prima casa. In altri casi bisognerebbe istituire un condominio con i vicini. Insomma, le procedure a volte si allungano troppo e ci sono dei paradossi. Ci vogliono controlli sul territorio e personale dedicato che possa seguire il cittadino nelle procedure, è questo ciò che ci viene richiesto”.

Sul fronte dei prestiti ai giovani che vogliono fare impresa nei borghi, Bartolotta dichiara: “Abbiamo un incontro programmato con l’Ente nazionale per il microcredito. Andremo a sottoscrivere un protocollo d’intesa per consentire ai giovani di adibire vecchie case (magari la casa della nonna) all’interno dei nostri borghi a strutture ricettive. Un microcredito fino a 40 mila euro coi Comuni che faranno da garanti. Chiederemo a Roma di convertire il reddito di cittadinanza in reddito di ‘contadinanza’. Promuovere l’attività degli agricoltori fornendo a chi vuole avvicinarsi a tale professione un reddito di base, come si fa in Svizzera, il cittadino manterrà così i terreni ‘puliti’ e a frutto prevenendo incendi”.

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