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Vendita della Tecnis: si spera nella svolta per anello ferroviario e collettore fognario

Gaspare Ingargiola

Vendita della Tecnis: si spera nella svolta per anello ferroviario e collettore fognario

venerdì 05 Luglio 2019 - 00:10
Vendita della Tecnis: si spera nella svolta per anello ferroviario e collettore fognario

Nel capoluogo siciliano sono stati numerosi i problemi legati ai cantieri delle due opere pubbliche. Ancora nulla di ufficiale, ma il passaggio alla D’Agostino Costruzioni sembra imminente

PALERMO – Il ministero dello Sviluppo economico avrebbe dato il suo benestare alla vendita della Tecnis alla D’Agostino Costruzioni. Anche se non c’è ancora niente di scritto, una conferma ufficiale è attesa nei prossimi giorni.

Ad anticiparlo sono stati i sindacati, da mesi in attesa di un esito positivo della procedura di vendita. Il condizionale, però, è d’obbligo, sia perché alcuni mesi fa era già fallita una prima trattativa con il gruppo Pessina, quando sembrava ormai cosa fatta, sia perché bisogna capire le modalità della cessione e in particolare se il colosso etneo è stato ceduto in toto o in parte e se tra i rami d’azienda passati di proprietà sono incluse anche le due opere palermitane firmate Tecnis: il collettore fognario e soprattutto l’anello ferroviario.

Un’infrastruttura, quest’ultima, che ne ha viste di cotte e di crude e che per anni ha messo in ginocchio commercianti e residenti nelle aree dei cantieri senza che si sia assistito a un progresso significativo dei lavori. Senza dimenticare che anche per gli operai si è trattato di un incarico tribolato con continui “stop and go” dei cantieri e ritardi negli stipendi.

Per questo nelle scorse settimane il sindaco Leoluca Orlando, stanco di fare da parafulmine alle legittime proteste dei palermitani per tutti i problemi di un’opera di cui il Comune è solo beneficiario, aveva chiesto la rescissione del contratto e di essere nominato commissario straordinario.

Adesso, con la vendita che sembra dietro l’angolo, la situazione potrebbe finalmente sbloccarsi ma occorre aspettare gli atti formali e il nuovo cronoprogramma dei lavori. “Il ministero dello Sviluppo economico – ha annunciato il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – ha comunicato al commissario Saverio Ruperto che è stato dato il via libera alla definizione della vendita di Tecnis alla D’Agostino Costruzioni di Montefalcione (Avellino). Era una notizia che attendevamo da tempo. Le molte criticità determinate nel frattempo nei cantieri, soprattutto all’anello ferroviario, nelle settimane scorse avevano messo in fibrillazione la stazione appaltante. Il Comune aveva già chiesto a Rfi di avviare le procedure di rescissione del contratto. A questo punto la decisione presa dal ministero dovrebbe rasserenare gli animi e tranquillizzare tutti i soggetti coinvolti”.

“Ora – ha aggiunto Ceraulo – bisogna definire nel più breve tempo possibile l’iter della vendita, che vedrà il subentro di D’Agostino e il riavvio a pieno regime di tutti i cantieri ex Tecnis in corso a Palermo. Noi auspichiamo che già da luglio possa esserci la piena ripresa delle lavorazioni. La Fillea ribadisce la necessità di concordare con la stazione appaltante e con l’azienda D’Agostino la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali di tutti i lavoratori precedentemente impegnati con la Tecnis”.

“I lavoratori – ha concluso il segretario – hanno già pagato un prezzo altissimo tra cassa integrazione straordinaria, stipendi arretrati e conseguente rallentamento delle fasi del cantiere. Evidentemente, le verifiche in merito alla procedura di vendita, che in un primo tempo, dopo il ritiro di Pessina, avevano stoppato l’aggiudicazione provvisoria al gruppo D’Agostino, seconda azienda in gara, sono state tutte quante definite. E l’operazione è andata a buon termine”.

L’altra opera che più di una volta è rimasta impantanata nei guai della Tecnis è il collettore fognario, ossia il potenziamento del sistema fognario alla Cala. L’opera, dal costo complessivo di 16 milioni di euro, finanziata dal Comune di Palermo nelle vesti di stazione appaltante, è partita a gennaio 2015. Dopo il commissariamento della Tecnis i lavori sono andati comunque avanti grazie a una società consortile, la Cala Scarl, formata dall’azienda commissariata, che detiene l’86% delle quote, e la Sikelia, altro gruppo catanese, con il restante 14%. Attualmente il collettore è completo per circa il 75% e nei giorni scorsi è stato inaugurato un nuovo cantiere in via Roma con la chiusura (per almeno nove mesi) del tratto compreso tra le vie Ammiraglio Gravina ed Emerico Amari e la conseguente rivoluzione della viabilità della zona.

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