Sicilia "pecora nera" per la raccolta differenziata - QdS

Sicilia “pecora nera” per la raccolta differenziata

Liliana Rosano

Sicilia “pecora nera” per la raccolta differenziata

mercoledì 26 Ottobre 2016 - 06:00
Sicilia “pecora nera” per la raccolta differenziata

Comieco: Sicilia “pecora nera” all’interno di un generale miglioramento tra le regioni meridionali. Il ministro Galletti: “Serve un Paese che ragioni con la stessa visione”

CATANIA - La Sicilia nel 2014 ha riciclato appena l’8% dei rifiuti prodotti. Resta ancora critico il dato siciliano sulla raccolta differenziata e sul riciclo. Lo rivela l’ultimo studio curato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile presentato nei giorni scorsi a Napoli dal Comieco, il consorzio per il recupero degli imballaggi di carta. Ma il Sud, caso a parte per la Sicilia, non va male. A sorpresa, Sardegna, Campania e Abruzzo battono Toscana, Liguria e Valle d’Aosta sulla raccolta differenziata. Sono infatti undici le province meridionali che hanno oltre passato la soglia del 50% sul riciclo dei rifiuti mentre ancora cinque regioni (Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) confermano lo stereotipo del Sud che si stacca dalle percentuali del Nord. Con questi numeri, come sarà possibile raggiungere entro il 2025 l’obiettivo indicato dall’Europa: il 60% di riciclo degli scarti urbani?
Se tre regioni del Sud, stanno andando in una nuova direzione, il panorama generale resta sempre critico. Tra il 2005 e il 2014 la raccolta differenziata ha fatto un salto su scala nazionale passando dal 24% al 45% dei rifiuti urbani raccolti (221 chili pro capite), ma con le varie differenziazoni geografiche: mentre il Nord è arrivato al 57% e il Centro al 41%, il Sud è rimasto fermo al 31%. Rimane il fatto che ventidue province meridionali registrano un dato sotto il 35% di raccolta differenziata. Come dicevamo prima la Sicilia nel 2014 ha riciclato appena l’8% dei rifiuti prodotti, seguita dalla Calabria (14%,) e il Molise con il 17%.
Altro problema riguarda i costi. Delle otto regioni che superano il 50% di raccolta differenziata, ben 7 hanno un costo medio della gestione dei rifiuti urbani più basso della media nazionale. Mentre delle cinque regioni in ritardo nella raccolta differenziata, le tre più grandi (Sicilia, Puglia e Calabria) hanno costi medi di gestione dei rifiuti urbani più alti della media nazionale. “Al Sud – ha scritto Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare – si gioca la sfida più complessa nell’ambito della trasformazione del nostro modello economico da lineare a circolare. Conosciamo i ritardi e le strutturali difficoltà: ma i dati del Piano per il Sud di Comieco – osserva Galletti – ci dicono anche che il Mezzogiorno ha grandi potenzialità di crescita, se sarà in grado di programmare e insieme trasmettere cultura ambientale. La Strategia Industria 4.0, con le sue fortissime agevolazioni per chi sa innovare nella sostenibilità, sosterrà anche gli investimenti strategici in tecnologia per la tutela ambientale, in impianti di raccolta, separazione e smaltimento, nell’ecodesign, nell’ottimizzazione del riciclo dei prodotti. Per essere capofila della svolta europea dell’economia circolare – ha concluso Galletti – abbiamo bisogno di un Paese che ragioni con la stessa visione, da nord a sud”.
Ma dalla Sicilia arriva anche un caso virtuoso. Quello di Patrizio Cinque, sindaco di Bagheria che con il contributo del Comieco ha tolto dalle stra dei cassonetti della raccolta indifferenziata. Nato nel 2007 su iniziativa di Comieco, il Club dei Comuni Eco Campioni è attualmente attivo in Campania, Puglia e Sardegna e raggruppa realtà che si distinguono per gli ottimi risultati di raccolta differenziata di carta e cartone: parliamo oggi di circa 80 comuni ma questo numero è destinato a salire presto a 130 in base alle ultime rilevazioni sui dati di raccolta disponibili. A questo nucleo “storico” si aggiungeranno a breve analoghi Club in Abruzzo, Calabria e Sicilia.
“Il Sud sta cambiando marcia nella raccolta di carta e cartone, registrando un aumento del 10% rispetto al 2015, anche se la strada per raggiungere dei livelli accettabili è ancora lunga. – afferma Piero Attoma, Presidente di Comieco .

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