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Il gioco del sindaco

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venerdì 05 Novembre 2021 - 09:00

Scusate se lo dico ma questo è da un lato un gioco a chi la spara più grossa, dall'altro un falso problema

A Palermo è partita la lotteria per il Sindaco. È un gioco più per gli addetti ai lavori che per i cittadini.

Si riunisce il centrodestra pare lunedì per cominciare la tombola dei nomi . Il centrosinistra per ora è bloccato da Orlando che ne paralizza le sorti. È difficile parlare di corda in casa dell’impiccato.

Ma anche tra i cittadini di questa bellissima e martoriata città molti si stanno cominciando a chiedere chi possa essere il nuovo Sindaco. Alcuni sparano e sostengono nomi.

Scusate se lo dico ma questo è da un lato un gioco a chi la spara più grossa, dall’altro un falso problema.

Perché il gioco del Sindaco di fatto ci deresponsabilizza sulla consapevolezza dei compiti da affrontare.

È come a scuola, troviamo chi fa la versione per tutti e poi copiamo.

Se la versione va bene siamo contenti perché abbiamo scelto bene, se va male la colpa è sua. Noi abbiamo copiato.

Ma questo modo di guardare al bene comune ci deresponsabilizza dal fatto che i nostri figli continuino a stare sul divano o ad emigrare da una città che declina sempre di più?

Forse la domanda che ci poniamo è errata.

Se cerchiamo un deux ex machina.

Trovare un uomo che sia duale, nel suo caso anche ambiguo, come Orlando è impossibile. Orlando parlava al centro città e ammansiva le periferie, faceva il narratore e costruiva liste democristianamente spregiudicate.

Questo schema di leadership è irriproducibile e non serve alla città.

Serve uno schema collegiale che ci responsabilizzi.

Se ricordiamo il film il Gladiatore lì, il vecchio imperatore Marco Aurelio chiede a Massimo il Generale di riportare l’impero Romano alla Repubblica.

Perché l’assolutismo era corrotto ed aveva fallito.

Nella Repubblica Romana era forte il ruolo del Senato, ed oggi il consiglio comunale è debole e scarso, prima ci sedevano Sciascia, Guttuso, Mattarella.

Inoltre c’erano due Consoli proprio per diluire il potere ed impedire che uno, da solo, impazzisse.

La quinta città d’Italia dovrebbe avere un consiglio comunale con personalità di più alto profilo, perché oggi è bassissimo.

E fare un ticket per la leadership. Sindaco e Vicesindaco, entrambi di pari livello. Anzi il Vicesindaco politicamente più forte per compensare il divario di carica, e con deleghe pesanti. Possibilmente un uomo ed una donna. O, meglio, viceversa.

Ma soprattutto bisognerebbe pensare, prima di loro, ad una squadra di persone che debba portare le pesantissime croci di una città disfatta ed abbandonata per 40anni.

Lo sforzo dovrà essere necessariamente collegiale, e nessun Sindaco Mandrake sarà in grado di svolgerlo.

Per fare questo bisogna che la città si svegli, e recuperi coscienza e consapevolezza che non esistono soluzioni facili per recuperare con un nome, o uno schiocco di dita, tanto lavoro arretrato.

Bisogna crescere in maturità ed affrontare la politica della Polis come affrontiamo i tanti problemi delle nostre famiglie. Li non siamo faciloni. Non ci affidiamo all’uomo del destino.

Grazie per la pazienza se siete arrivati fino in fondo.

Giovanni Pizzo

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