Fusione Alitalia-Wind Jet, la vicenda è quasi al capolinea - QdS

Fusione Alitalia-Wind Jet, la vicenda è quasi al capolinea

Giuliana Gambuzza

Fusione Alitalia-Wind Jet, la vicenda è quasi al capolinea

sabato 14 Luglio 2012 - 03:00
Fusione Alitalia-Wind Jet, la vicenda è quasi al capolinea

L’Antitrust dovrebbe aver chiuso ieri l’istruttoria, ma il responso non verrà reso noto prima di lunedì. In Sicilia non cala l’allarme per costi e numero di collegamenti con la terraferma

PALERMO – Bisognerà trattenere il fiato almeno fino a lunedì per conoscere l’esito dell’istruttoria avviata dall’Antitrust sull’acquisizione di Wind Jet da parte di Alitalia. In caso di via libera, sui consumatori potrebbe abbattersi un aumento del prezzo dei biglietti, per effetto della sparizione di un’importante concorrente come Wind Jet.
"Alitalia diventerebbe indubbiamente leader su alcune rotte tra Nord e Sud, con Catania che è uno scalo con traffico di gran lunga maggiore di Palermo", ha da poco spiegato Oliviero Baccelli, vice direttore del Certet-Bocconi, ai microfoni di Repubblica. Anzi, secondo l’esperto, la tratta Roma-Catania sarebbe candidata al ruolo di Roma-Milano del Mezzogiorno. Con tutti gli euro che ne conseguono. E se spostarsi dovesse farsi sempre più caro e i collegamenti dovessero diminuire, il numero di coloro che potrebbero permetterselo diminuirebbe vertiginosamente.
Purtroppo, non si viaggia solo per puro piacere – sacrosanto pure quello – ma anche per raggiungere familiari che si sono trasferiti altrove, magari per trovare quell’occupazione che da noi scarseggia, strangolata da bassa produttività e meccanismi clientelari di accesso al mercato del lavoro. Non va poi trascurato il peso del turismo sanitario o di quello d’affari: quanti imprenditori, pur interessati a fare rete con i colleghi fuori dall’isola, sarebbero disposti a destinare più risorse alle trasferte?
Poco male, se non fosse che prendere l’aereo rimane spesso la soluzione più economica e pratica per chi parte dalla Sicilia. Non considerate il risparmio di tempo senza paragoni che il mezzo a due ali consente: i rincari di benzina e traghetti nonché strade in condizioni disastrose rendono gli spostamenti in auto comunque proibitivi.
Quanto al treno, l’unica corsa a lunga percorrenza attualmente effettuata da Trenitalia è quella verso Milano: per destinazioni diverse, bisognerà scendere a Roma e proseguire il viaggio su un convoglio ad alta velocità, sborsando cifre da capogiro e correndo il pericolo di passare l’intera notte nella stazione della capitale, in attesa della cosiddetta coincidenza.
In pratica, la situazione di isolamento della Sicilia potrebbe aggravarsi, gettando nello sconforto soprattutto gli abitanti delle isole minori, per le quali sono a rischio (dichiarazioni Enac alla mano) le stesse tratte sociali da e verso la terraferma per la stagione invernale.
E mentre l’azienda catanese, che ha i conti in rosso da almeno tre anni, continua a offrire diversivi low cost ai suoi clienti – molti di loro nei giorni scorsi avranno ricevuto via e-mail l’offerta di 24 lezioni gratuite di dialetto siciliano (!) – si moltiplicano i disagi in tutta Italia, con voli in ritardo o addirittura cancellati.
Né stupirebbe che l’incertezza legata alla possibile fusione delle due compagnie scoraggiasse l’acquisto di biglietti per i prossimi mesi. Una perdita economica per la società e per gli stessi passeggeri, visto che i voli più a buon prezzo, stando a una recente inchiesta di Altroconsumo, si acquistano proprio dalle otto alle dodici settimane prima del decollo.

Giuliana Gambuzza
Twitter: @GiulyGambuzza

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