Windjet, la Procura di Catania indaga sulla vecchia gestione - QdS

Windjet, la Procura di Catania indaga sulla vecchia gestione

Giuliana Gambuzza

Windjet, la Procura di Catania indaga sulla vecchia gestione

martedì 13 Novembre 2012 - 08:00
Windjet, la Procura di Catania indaga sulla vecchia gestione

Promesso il rilancio, ma partono le indagini su contabilità e fallimento della trattativa con Alitalia. A settembre la domanda di concordato preventivo, intanto la licenza rimane sospesa

CATANIA – Windjet promette di tornare a decollare da Fontanarossa il 5 dicembre. Giusto in tempo per festeggiare la riapertura dell’aeroporto dopo un mese di lavori di manutenzione. Mentre la low cost catanese pensa a un secondo inizio, però, la Procura di Catania continua gli accertamenti sulla vecchia gestione.
“Le perquisizioni negli uffici di Alitalia e Windjet (effettuate il 7 novembre, ndr) chiudono la prima fase delle indagini preliminari avviate sin da questa estate e attinenti da un lato alla verifica della sussistenza di reati nella gestione di Windjet e in particolare nella redazione contrabile”. Così il Procuratore Distrettuale della Repubblica Giovanni Salvi.
Dall’altro lato, “in via autonoma ma collegata”, le indagini riguardano “la denuncia sporta dai legali responsabili di Windjet nei confronti di Alitalia circa la gestione delle trattative per l’acquisto di Windjet o di suoi assetti patrimoniali”.
Nessuna iscrizione, al momento, nei confronti di noti “per i fatti denunciati in danno di Windjet”. Ma i riscontri restano finalizzati all’“individuazione di responsabilità personali”. A ridosso di Ferragosto, quando a sorpresa era saltato il negoziato con Alitalia, le due società si erano incolpate a vicenda del suo fallimento. Windjet aveva lamentato l’improvviso cambiamento di programma dell’ex compagnia di bandiera. Un cambiamento che Alitalia aveva spiegato accusando la collega di non aver presentato tutta la documentazione necessaria a concludere l’accordo.
E veniamo al secondo filone dell’inchiesta della Procura di Catania, la gestione di Windjet. Già il 29 agosto la Guardia di Finanza aveva sequestrato alcuni documenti nei suoi uffici. Dal bilancio 2010, analizzato in un’inchiesta dal QdS, emerge che, al 31.12.2010, le perdite d’esercizio ammontavano a quasi 6 milioni di euro e non erano state versate né le imposte né le trattenute fiscali e contributive applicate agli stipendi dei dipendenti.
Alla fine del 2011, la società aveva esaurito il capitale sociale. Ai 6 milioni di perdite del 2010, infatti, l’anno dopo si erano sommati altri 14 milioni di euro, per un totale di circa 20 milioni di euro. La stessa cifra di cui l’azienda disponeva sotto forma di capitale sociale.
Così, l’11 settembre, Windjet ha presentato al Tribunale Civile di Catania, Sezione Fallimentare, la domanda di concordato preventivo (art.161 L. Fall., come modificato dal “decreto sviluppo”). In pratica, trovandosi “in stato di crisi”, ha proposto ai creditori una ristrutturazione dei debiti. Non ha potuto scegliere, invece, la soluzione di concordato “con continuità aziendale”, avendo già rinunciato alla licenza di volo il 13 agosto. E infatti, sul sito web dell’Enac, alla voce “Windjet” compare ancora la scritta “licenza sospesa dal 16 agosto 2012”.
A chiedere un concordato preventivo con continuità aziendale è stata, a fine ottobre, Blue Panorama. Sfruttando l’introduzione della sua disciplina nel “decreto sviluppo”, la compagnia continua a volare grazie a una licenza provvisoria dell’Enac. I debiti? Congelati in attesa di un rifinanziamento da parte delle banche.

Bocche cucite di Inps e Agenzia delle Entrate sui crediti WindJet
La vicenda di Windjet continua a pesare sulle tasche dei siciliani, tra rimborsi che si fanno attendere e rincari dei servizi offerti dalle compagnie superstiti. È la tratta Catania-Roma a risentire di più della diminuzione della concorrenza dopo lo stop di Windjet. E sulla situazione finanziaria del vettore diverse istituzioni rimangono con le bocche cucite. Qualche esempio? Abbiamo chiesto a Inps e Agenzia delle Entrate di Catania se avessero già avviato il recupero dei crediti vantati nei confronti di Windjet. Nonostante i bilanci 2010 e 2011 (da cui risultano le cifre a sei zeri che la low cost deve a entrambi gli istituti) siano pubblici, il no comment è stato deciso. A tutela della privacy dell’impresa, così ci hanno spiegato. Interpellate in proposito, le sezioni regionali di Inps e Agenzia delle Entrate hanno mantenuto il silenzio delle colleghe catanesi. La sentenza del Tribunale Fallimentare di Catania sulla richiesta di concordato preventivo, avanzata a settembre da Windjet, non è ancora arrivata. La situazione, per il momento, resta in sospeso.

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