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Caltanissetta – Muos, notte di scontri a Niscemi

redazione

Caltanissetta – Muos, notte di scontri a Niscemi

sabato 12 Gennaio 2013 - 07:00
Caltanissetta – Muos, notte di scontri a Niscemi

Si è alzata la tensione intorno alla base dove dovrebbero sorgere le antenne. Il convoglio con la gru, super-scortato, supera i manifestanti

NISCEMI (CL) – Scontri tra manifestanti del movimento No Muos e forze dell’ordine sono avvenuti nella notte tra giovedi e venerdi in contrada Gallo e Vituso, in occasione dell’arrivo di un convoglio, diretto in contrada Ulmo con i mezzi per il montaggio delle antenne del Muos, il sistema di comunicazione satellitare delle Forze armate statunitensi.
Lo ha reso noto il comitato No Muos, denunciando “il grave fatto accaduto” e che “un’invasione armata da parte dello Stato ha di fatto impedito l’esprimersi del territorio”. Le forze dell’ordine hanno presidiato Niscemi con numerosi posti di blocco. I tafferugli sono avvenuti durante due blocchi organizzati a qualche ora di distanza l’uno dall’altro per impedire il passaggio dei mezzi, quattro camion e due gru, partito da Belpasso (Catania) giovedi sera intorno alle 22.40 scortato da Polizia e Carabinieri lungo la Ss Catania-Gela. Intorno alle 4.30 di venerdi il convoglio, scortato da centinaia di agenti di polizia e carabinieri è arrivato nella base militare.
“Con la forza – afferma una nota – lo Stato ha voluto impedire che la popolazione che ospiterà questa installazione decida se accettare o meno il prezzo da pagare in termini di salute, pace e inquinamento. È – dicono gli attivisti del presidio – un atto di prepotenza inaudita, che tuttavia non ci indebolisce. Il passaggio di questo convoglio non è una sconfitta ma l’inizio di una nuova fase della resistenza all’installazione del Muos. Verrà probabilmente indetta a breve una grande mobilitazione per portare la questione alla ribalta nazionale”.
Tra i dimostranti ci sarebbero numerosi contusi ma nessuno finora avrebbe fatto ricorso alle cure dei medici. Un controllo degli agenti ai pronto soccorso degli ospedali della zona avrebbe dato esito negativo. La tensione fra gli attivisti “No Muos"” che da giorni presidiavano le vie di accesso alla base statunitense, è salita proprio nel momento in cui alcuni dimostranti hanno tentato di sbarrare la strada ai mezzi in contrada Terrana, a Sud della base militare, mentre si sono mobilitati altri attivisti, che però non hanno potuto raggiungere la zona a causa dei numerosi posti di blocco. Alle 1.30 i No Muos giunti dai centri vicini hanno bloccato la strada tra Borgo S. Pietro e Caltagirone, mentre si sono formati altri presidi.
I dimostranti hanno riferito anche di alcune cariche della Polizia. Intorno alle 5.30 i No Muos sono tornati a presidiare i cancelli della base Usa, mentre una delegazione ha informato dell’accaduti i contadini che si recavano nelle campagne durante un comizio in Largo Spasimo.

Muos, Crocetta: "Sospensione dei lavori”

PALERMO – “La Regione siciliana ha avviato la procedura di sospensione delle autorizzazioni e nelle more sospende immediatamente i lavori di realizzazione del Muos”: lo ha annunciato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che ha aggiunto: “I siciliani sappiano che il Governo regionale non farà alcuno sconto sulla salute dei cittadini e, nel giro di qualche giorno il provvedimento di sospensione dei lavori e della messa in mora dell’esercizio dell’impianto Muos sarà emanato, per cui a nulla servono forzature di stampo autoritario per imporre alla Sicilia strumenti che potrebbero essere collocati in aree più idonee”.
Il governatore, insieme all’assessore al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, ha espresso “rammarico rispetto agli incidenti avvenuti, causati dall’azione di accelerazione di trasporto all’interno dell’area militare”.
“Il governo regionale – si legge in una nota – trova veramente singolare che si sia accelerata improvvisamente la procedura per il completamento del Muos, in una fase in cui sta acquisendo la documentazione necessaria alla sospensione dei lavori, in conformità alla mozione votata dall’Ars e alla necessità di introdurre nel territorio una strumentazione adeguata al controllo delle emissioni per proteggere la popolazione”.

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