Garante sul rispetto della privacy degli utenti dell’app “WhatsApp” - QdS

Garante sul rispetto della privacy degli utenti dell’app “WhatsApp”

redazione

Garante sul rispetto della privacy degli utenti dell’app “WhatsApp”

venerdì 01 Marzo 2013 - 13:00
Garante sul rispetto della privacy degli utenti dell’app “WhatsApp”

L’autorità chiede come vengono utilizzati i dati condivisi dagli utilizzatori

CATANIA – Il Garante per la privacy si scaglia contro WhatsApp.
L’autorità ha chiesto alla società californiana di comunicare ogni informazione utile per valutare il rispetto della privacy degli utenti italiani.
L’intervento trae origine dagli esiti di un recente rapporto dei Garanti per la privacy canadesi e olandesi dal quale sono emerse alcune caratteristiche nel funzionamento dell’applicazione sviluppata dalla società che potrebbero comportare implicazioni e rischi specifici per la protezione dei dati personali degli utenti.
Questi ultimi, infatti, per poter usufruire del servizio di messaggistica, devono consentire che l’applicazione acceda alla rubrica dei contatti presente sul proprio smartphone o sul proprio tablet e cioè a dati personali di soggetti terzi, anche però di coloro che non hanno scaricato l’applicazione e non utilizzano quindi il servizio. Nel rapporto sono state inoltre ipotizzate possibili criticità nelle misure di sicurezza adottate, in particolare riguardo alla conservazione dei dati trattati e al loro accesso da parte di terzi non autorizzati.
Il Garante ha dunque scritto a WhatsApp Inc. chiedendo di chiarire una serie di aspetti: quali tipi di dati personali degli utenti vengono raccolti e usati al momento dell’iscrizione e nel corso dell’erogazione dei servizi di messaggistica e condivisione file; come vengono conservati e protetti questi dati; le misure adottate (es. cifratura, generazione di credenziali etc.) per limitare il rischio di accesso da parte di soggetti diversi dagli interessati e, in particolare, se siano stati previsti sistemi contro gli attacchi tipo “man in the middle”, volti ad acquisire illecitamente il contenuto dei messaggi scambiati mediante l’applicazione.

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