Era il più bel polmone verde di Modica: non resta che un triste e lontano ricordo - QdS

Era il più bel polmone verde di Modica: non resta che un triste e lontano ricordo

Stefania Zaccaria

Era il più bel polmone verde di Modica: non resta che un triste e lontano ricordo

giovedì 18 Aprile 2013 - 04:00
Era il più bel polmone verde di Modica: non resta che un triste e lontano ricordo

San Giuseppe ‘U Timpuni: il parco inaugurato da pochi anni è già distrutto, sporco e inutilizzabile

MODICA – Dovrebbe essere il più bel polmone verde di Modica, incastonato tra il barocco e la natura, invece è solo l’ennesimo progetto realizzato e poi abbandonato all’incuria. Sigarette, rifiuti, bottiglie di vetro e addirittura un malconcio materasso utilizzato per fugaci rapporti sessuali, considerati gli innumerevoli preservativi lasciati in bella mostra sul pavimento. Tutto ciò si trovaa San Giuseppe U’ Timpuni, il parco inaugurato qualche anno fa e il biglietto di visita della città di Modica visto che si trova proprio nei pressi del terminal degli autobus.
Lo scenario che si presenta agli occhi degli incauti visitatori è a dir poco agghiacciante e ancor più grave è pensare che questi luoghi sono spesso frequentati da bambini e famiglie. Nonostante i buoni propositi dell’Amministrazione Buscema, il parco di San Giuseppe U’ Timpuni non ha mai brillato in termini di manutenzione visto che non è mai stato affidato a nessun ente o associazione in grado di preservarlo da incuria e da vandali.
Solo nell’ottobre dello scorso anno, il Comune ha siglato una convenzione con l’Azienda forestale per la gestione e la manutenzione di quest’area – tale luogo è affidato alla stessa per ben vent’anni – ma, come appare chiaramente dalle fotografie che pubblichiamo, è visibile che il protocollo è finora rimasto completamente non attuato.
Le sterpaglie hanno ormai invaso quasi tutti i giochi destinati ai bambini e molti di questi sono diventati quindi praticamente inutilizzabili. Alcuni alberi sono stati sradicati dalle intemperie così come alcuni muretti che fungono da recinzione. Ci sono poi i pali della luce installati per tutto il percorso di cui ormai sopravvivono solo alcuni resti: i vandali hanno praticamente divelto tutte le lampadine, rompendo addirittura i vetri e rendendo quindi inadoperabile l’illuminazione pubblica.
Oltre alle erbacce che invadono tutta l’area, alla completa non curanza dell’intero percorso pedonale e alla mancanza di custodi e sicurezza, sono i locali che dovrebbero essere usati come servizi igienici a destare particolare scalpore.
La struttura, che così come tutto il parco è stata realizzata in cofinanziamento dall’Unione europea, è stata resa praticamente fuori uso dai vandali: i vetri delle finestre sono stati frantumati, i sanitari sono stati riempiti di rifiuti e bottiglie di vetro, le porte dei servizi sono bloccate addirittura da un vecchio materasso che sprovvedute coppiette utilizzeranno per appartarsi, visti i numerosi condom, con gli annessi involucri, abbandonati nella struttura stessa. Il rivestimento in pietra dei locali e le porte d’accesso, fra l’altro lasciate completamente aperte, sono state inoltre imbrattate da scritte e disegni così come la targhetta che ricorda il finanziamento del Por Sicilia 2000-2006.
“Non è possibile vedere un posto del genere, destinato specialmente ai bambini, abbandonato a se stesso e senza alcuna cura – hanno detto alcuni ragazzi che hanno segnalato lo stato dell’area – L’opera è ammirevole: è stata realizzata come gli spazi verdi che si trovano nel Nord del Paese, con strutture per giocare e fare allenamenti ma è completamente lasciata all’incuria e al degrado. È ancora più grave poi vedere che l’Amministrazione comunale non ha messo in atto alcuna misura preventiva per salvaguardare l’edificio e il parco, al fine di tutelare l’incolumità delle famiglie che potrebbero andarvi.
Occorrerebbe però incentivare maggiormente l’uso al parco – hanno continuato ancora – magari avvicinando i giovani alla gestione di tale struttura, organizzando manifestazioni per famiglie, per bambini, ma anche per i turisti e per le scuole che potrebbero tranquillamente pensare di pranzare in questo fantastico posto. Prima di poter fare questo, però, è necessario che l’Amministrazione dedichi un minimo di attenzione all’infrastruttura al fine di garantire delle valide misure di sicurezza”.
L’area di San Giuseppe U’ Timpuni ha chiaramente bisogno di un’immediata manutenzione per preservare i pochi elementi rimasti funzionanti: se il protocollo d’intesa con l’Azienda forestale non deve essere registrato come l’ennesimo flop pensato per l’area, è opportuno pianificare celermente azioni atte a risollevare le sorti di questo polmone verde, il cui futuro altrimenti è tristemente già segnato.

L’assessore Spadaro rassicurato dall’Azienda delle Foreste

MODICA – “Si pensava che dopo l’affido dello scorso ottobre all’Azienda regionale del Demanio forestale del parco denominato ‘S. Giuseppe u Timpuni’, la città avesse ritrovato il suo ‘polmone’ verde aperto alla fruizione di visitatori e residenti. Grazie a delle segnalazioni abbiamo appurato che il parco è abbandonato totalmente e che, quindi, servono urgenti interventi di ripristino, attivando nel contempo concrete azioni di gestione”. L’ennesimo allarme viene dal gruppo Cittadini liberi di Modica che, più volte, hanno denunciato lo stato dell’area, costata alla Regione siciliana ben 630 mila euro. “Si evince chiaramente che nel parco non è stata effettuata alcuna azione di scerbatura – ha aggiunto il responsabile del comitato, Giorgio Iabichella – che i locali non hanno avuto un’adeguata manutenzione, che i luoghi sono diventati ricettacolo di immondizie varie e anche le attrezzature di supporto sono andate letteralmente distrutte dai vandali. Nulla è cambiato anche dopo l’affido alla Forestale”. Naturalmente abbiamo interpellato l’assessore comunale al Verde pubblico e ai Servizi ambientali, Giovanni Spadaro, che, però, in modo piuttosto sintetico ed evasivo, non ha dato nessun chiarimento a riguardo. “Del problema Parco – ha detto Spadaro al nostro giornale – ne ho parlato con il responsabile della Forestale il quale mi ha assicurato che i lavori saranno fatti quanto prima e che non ci sono problematiche diverse da espletare”. Ai cittadini non rimane, quindi, che aspettare repentini interventi da parte delle autorità competenti in grado di ripensare la fruizione del parco, la sicurezza e la sua conservazione.

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