Il degrado nel cuore del centro storico di Porto Emedocle dove tutto è lasciato al proprio destino - QdS

Il degrado nel cuore del centro storico di Porto Emedocle dove tutto è lasciato al proprio destino

Calogero Conigliaro

Il degrado nel cuore del centro storico di Porto Emedocle dove tutto è lasciato al proprio destino

giovedì 26 Settembre 2013 - 05:00
Il degrado nel cuore del centro storico di Porto Emedocle dove tutto è lasciato al proprio destino

A Porto Empedocle, alle spalle della centralissima via Roma, un’intera zona dimenticata da decenni

PORTO EMPEDOCLE (AG) – La città empedoclina ha sempre aspirato a divenire la location cinematografica dei film ambientati nell’universo narrativo del Commissario Montalbano, creato dal suo cittadino più conosciuto, Andrea Camilleri. Purtroppo per la provincia agrigentina, registi e direttori di fotografia hanno sempre scartato tale ipotesi, privilegiando – forse a ragione visti i risultati ottenuti – i luoghi della Sicilia orientale e in particolare la zona iblea.
Eppure a Porto Empedocle, appena dietro la via Roma – per la quale è stato progettato il rifacimento in toto con una nuova superficie in basolato lavico – c’è quasi un intero isolato bloccato al tempo della seconda Guerra mondiale. Una zona abbandonata da decenni ma che, se adeguatamente restaurata, potrebbe portare al territorio vantaggi urbanistici non indifferenti. Un po’ come avvenuto per la vicina Favara, che ha trasformato parte del suo centro storico pericolante in luogo di ritrovo culturale per i giovani.
Per il momento questo progetto di riqualificazione resta soltanto una vaga idea, ma lo spettacolo offerto da questo importante spazio al centro dell’abitato empedoclino parla di un degrado assoluto, fatto di case abbandonate, viuzze piene di erbacce e perdite d’acqua, odori nauseanti, crolli di pezzi di falesie che costeggiano la zona e una scalinata ridotta ai minimi termini.
L’amministrazione comunale presieduta dal deputato regionale Calogero Firetto, se da un lato non ha presentato finora alcun progetto complessivo di recupero, ha però già preso alcuni provvedimenti. “Per quanto riguarda questa zona – ha spiegato il sindaco – si lascia che gli interventi vengano svolti dai privati, a esclusione di un progetto presentato dal Comune alla Regione per quanto riguarda l’edilizia a canone sostenibile. In particolare sarà rivitalizzata una parte dell’area in oggetto, con alloggi realizzati da un privato il quale affitterà queste abitazioni a canoni predeterminati dalla Regione. Una sorta di Piano casa che favorirà la possibilità di ottenere affitti a condizioni migliori di quelle del normale mercato”.
“Un altro intervento pubblico – ha aggiunto – riguarderà invece il ripristino e la messa in sicurezza della vecchia scalinata, che funge storicamente da cerniera tra la città vecchia, ubicata nei pressi del porto, e quella nuova, che è sorta sopra l’Altipiano Lanterna”.
Il finanziamento per la scalinata si aggira intorno ai 14 mila euro e i lavori dovrebbero iniziare a ottobre. Per quanto riguarda invece il progetto di edilizia a canone sostenibile, la somma necessaria per realizzare le due palazzine e gli spazi adiacenti di urbanizzazione è di 5 milioni di euro, che saranno sborsati in parte dalla Regione, in parte dal Comune, e in parte dall’imprenditore privato già vincitore del bando pubblicato. Dopo vent’anni di affitto a canone sostenibile, l’imprenditore rientrerà nella piena proprietà delle allocazioni e potrà venderle.
“Attualmente – ha spiegato Sebino Dispensa, architetto dell’Ufficio tecnico comunale – siamo nella fase di stipulare il protocollo d’intesa con la Regione siciliana. Il Comune effettuerà interventi di urbanizzazione e di arredo urbano, ma il resto toccherà al privato che realizzerà le palazzine. Non sappiamo, a oggi, come funzionerà la scelta degli affittuari, se ci sarà una graduatoria oppure se saranno scelti direttamente dal costruttore degli immobili”.
Se dunque una parte della zona degradata intravede una certa prospettiva di miglioramento, il resto dell’antico isolato resta in balia di privati disinteressati al recupero di immobili, alcuni dei quali rimasti nelle stesse condizioni del bombardamento a opera degli americani datato 5 aprile 1943. Grave, in tal senso, anche la situazione igenico-sanitaria, che sembra appartenere a un contesto assolutamente alieno a quello della vicina via Roma, dove recentemente sono state allocate persino strisce verdi che indicano il percorso consigliato per coloro che vogliono esplorare la città. Il tutto, mentre i residenti della zona chiedono interventi all’amministrazione comunale. Tra i vari problemi evidenziati l’illuminazione pubblica carente, senza dimenticare quegli spazi in cui sono sorte delle vere e proprie discariche abusive.
La speranza è quella che il cuore della città empedoclina, a pochi passi dal Municipio e dalla Chiesa madre, possa beneficiare al più presto un Piano di recupero che, rispettando la storicità del luogo, possa godere di spazi per l’intrattenimento culturale e turistico, come già avvenuto per altre cittadine e come si sta tentando di fare nella vicina Agrigento con la valorizzazione del quartiere storico di Vallicaldi.

Quel parcheggio inutilizzato cicatrice in mezzo alla città

PORTO EMPEDOCLE (AG) – Nel cuore del centro storico c’è un vero mostro in cemento armato, monumento alla cattiva politica degli anni Ottanta e Novanta del secolo appena trascorso, che porta il nome di Parcheggio multipiano di via Garibaldi.
Un’opera dal costo di decine di miliardi di vecchie lire che è riuscita a sventrare una parte di territorio per poi essere utilizzato solo parzialmente. Sì, perché dopo la sua costruzione in molti capirono la triste realtà, ossia che quell’opera non sarebbe stata utilizzata dai cittadini, se non in minima parte.
Così adesso si sta provando a darlo in gestione a un privato per creare un impianto di pannelli fotovoltaici sul tetto e far sostare le auto. Così, oltre alle case che cadono a pezzi, oltre a scalinate insicure, oltre a sporcizia e sterpaglie diffuse, il centro storico a ridosso dell’Altopiano Lanterna ha anche il suo mostro edilizio”.
Per realizzarlo fu distrutta l’allora nuovissima scalinata di via Garibaldi e la stessa strada fu ridimensionata divenendo a senso unico. Un provvedimento che ancora oggi si ripercuote sulla viabilità tra la zona alta e quella bassa di Porto Empedocle.
Intanto il parcheggio resta lì, forse a monito per le nuove generazioni di cosa sia significata la cattiva politica, con la speranza che il futuro sia migliore e l’augurio che i privati che dovrebbero prendere in carica la struttura possano fare il miracolo di produrre una gestione utile alla società ed economicamente sostenibile.

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