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Il Governo difende la Finanziaria

redazione

Il Governo difende la Finanziaria

mercoledì 15 Gennaio 2014 - 19:30
Il Governo difende la Finanziaria

Luca Bianchi, assessore regionale all'Economia: la manovra vale complessivamente un miliardo e 500 milioni di euro, con tagli alla spesa di 320 milioni per coprire la stabilizzazione dei 20 mila precari degli Enti locali

Una giornata frenetica. Da una parte il governo Crocetta ha dovuto difendere la sua Finanziaria dai prima attacchi che giungono da sindacati e opposizione. Dall’altra non ha potuto che occupare un posto di rilievo nella discussione politica lo scandalo che sta scuotendo il Palazzo dei Normanni, quello che noi abbiamo definito “Arsgate”.
La manovra finanziaria appena approvata dall’Ars vale complessivamente un miliardo e 500 milioni di euro, con tagli alla spesa per 320 milioni di euro a copertura della stabilizzazione dei 20 mila precari degli enti locali. A fornire il dato è l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, alla presenza di altri componenti della giunta Crocetta.
“Siamo molto soddisfatti per l’approvazione della manovra, una finanziaria che è un pezzo della rivoluzione della normalità. Finalmente una manovra completa di risanamento dei conti pubblici, interventi per lo sviluppo e il sociale”. Lo ha detto in conferenza stampa l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi. “Abbiamo ritardato a presentare la manovra perché abbiamo lavorato a un documento vero che ha alimentato un dibattito di qualità rispetto agli standard del Parlamento”, ha aggiunto Bianchi secondo cui non “c’é alcun rischio sull’accantonamento di 400 milioni. La prossima settimana incontreremo il ministero dell’Economia per un accordo”.
Ma proprio su questo punto arrivano le critiche delle parti sociali. Per la Cgil “c’è poco da cantare vittoria: ci troviamo in realtà di fronte a un esercizio provvisorio mascherato, come conferma il fatto che per 400 milioni di spesa, destinata a capitoli importanti, si rinvia all’accordo con lo Stato per diminuire i versamenti che la Regione dovrebbe effettuare a luglio come conseguenza della legge Monti e dei provvedimenti successivi”. Per Michele Pagliaro, segretario generale della Confederazione generale del lavoro in Sicilia, quella approvata dall’Assemblea regionale “è una finanziaria tappabuchi che ovviamente commenteremo nel dettaglio non appena avremo il testo”.
Lapidario Nello Musumeci. “Questa legge finanziaria – ha commentato il presidente della commissione Antimafia – è lo specchio fedele di un governo che va avanti alla giornata, senza una strategia politica e programmatica. È il contenitore di mille iniziative scoordinate, incoerenti. Misure che non hanno una forza anticiclica. Non si evince su quali settori economici Crocetta intende puntare, perché è mancato il coraggio di decidere, di scegliere, di dare più vigore agli investimenti e allo sviluppo produttivo. Siamo nella perfetta continuità con il passato, altro che rivoluzione: e l’articolo 18 della finanziaria, che ha sostituito la odiosa ‘tabella H’, ne è la conferma lampante”.
A far discutere è anche il mancato inserimento della norma salva-imprese. “Avrei voluto in finanziaria anche l’approvazione del ddl pagamenti alle imprese – ha detto rammaricato l’assessore all’Ecomomia – sarebbe stata la ciliegina su una manovra di qualità: abbiamo vinto e in quel caso avremmo stravinto”. Lo dice l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, in conferenza stampa sulla manovra finanziaria approvata la scorsa notte. Per Bianchi la responsabilità della mancata approvazione della norma sui debiti della pubblica amministrazione verso le imprese per 850 milioni “è di Fi, Mpa, M5s e Ncd che sono contro le imprese siciliane”.
Anche Rosario Crocetta si scaglia contro i partiti che hanno affossato la norma per i pagamenti alle imprese. “C’è qualcuno che non vuole la norma salva-imprese, con la quale pagheremmo un miliardo di debiti che la pubblica amministrazione ha verso le imprese. Penso a una delibera di giunta, vediamo se si può fare”.

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