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Catania – Nodo Bicocca e sviluppo turistico due grandi macigni sull’aeroporto

Melania Tanteri

Catania – Nodo Bicocca e sviluppo turistico due grandi macigni sull’aeroporto

martedì 01 Aprile 2014 - 05:00
Catania – Nodo Bicocca e sviluppo turistico due grandi macigni sull’aeroporto

Mancini (Sac): “L’infrastruttura da sola non serve a niente se poi il territorio non è attrattivo”. Una pista più grande, connessione con porto e ferrovie: i problemi mai risolti

CATANIA – Catania e Comiso le porte della Sicilia. Così Gaetano Mancini, amministratore delegato della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Fontanarossa, ha esordito nel corso del convegno sullo sviluppo de sistema aeroportuale della Sicilia orientale “L’isola che decolla”. “La mia è sua visione – ha affermato Mancini – incentrata sul desiderio che l’aeroporto stabilisca delle relazioni con il territorio e le sue varie realtà, l’aeroporto di Catania che è la porta naturale per la Sicilia Orientale, anzi gli scali di Catania e Comiso sono le uniche porte della Sicilia, soprattutto in considerazione delle pessime condizioni della viabilità”.
Creare le infrastrutture, innanzitutto, ma anche puntare ad una diversificazione dell’offerta, attualmente caratterizzata da un traffico domestico, prevalentemente.
“Avere la Turkish Airlines a Catania significa avere in potenza tutte le destinazioni asiatiche, essendo lo scalo di Istanbul un hub fondamentale per inoltrarsi nel continente – ha proseguito l’ad Sac – ma attenzione: l’aeroporto è una infrastruttura importantissima, ma da sola non serve a niente. Se il territorio non è attrattivo, tutto è inutile”.
Per ottenere i risultati sperati servono quindi scelte precise: risolvere il nodo di Bicocca, effettuare l’allungamento della pista, anzi il raddoppio della pista attuale, realizzare l’interconnessione con il porto e la ferrovia.
“Abbiamo bisogno di una serie di scelte importanti – ha proseguito Mancini – sia nel campo delle infrastrutture che nelle politiche turistiche. Ma la vera rivoluzione per la Sicilia deve essere culturale”. Mancini punta a interrompere il sistema pseudo clientelare con il quale sono stati gestite alcune società: “Basta con gli “stipendifici” – ha evidenziato – nella logica del consenso elettorale. Solo così, risolvendo tale enorme problema che, ripeto, è culturale, l’Isola potrà uscire dalle “secche” in cui storicamente si trova. Abbiamo bisogno di fare crescere nel nostro territorio – ha concluso – una coscienza generale che ci proietti in una dimensione europea oggi purtroppo ancora lontana, superando le divisioni”.
Per Enzo Taverniti, amministratore delegato di Soaco e nel contempo presidente della Sac, “già tempo fa le due società di gestione hanno discusso di istituire un vero e proprio sistema integrato Catania-Comiso, che servirebbe a specializzare i due aeroporti: prevalenza di voli commerciali a Catania, prevalenza di voli turistici a Comiso.
“Stiamo scommettendo per l’intermodalità dei due aeroporti – ha detto – che prevede da un lato il collegamento dell’aeroporto di Catania con la ferrovia, che un giorno anche a queste latitudini dovrebbe essere ad alta velocità, dall’altro il collegamento dell’aeroporto di Comiso con la linea ferrata che al momento collega le province di Agrigento e Caltanissetta con il Ragusano e Catania”.
In questa ottica, fondamentale sarà il concretizzarsi del progetto di area vasta, presentato a Catania dal sindaco Enzo Bianco, uno degli ideatori, che ha trovato concreta attuazione nel Distretto del Sud Est, in accordo con i sindaci delle province di Siracusa e Ragusa. Una macro area, accomunata da alcuni aspetti come quelli storici e culturali, che faccia sistema per intercettare investimenti e flussi di capitale, anche umano, rappresentato proprio dai turisti che il sistema integrato Catania-Comiso potrebbe soddisfare in pieno.

Melania Tanteri

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