Prestiti in banca più facili per gli uomini - QdS

Prestiti in banca più facili per gli uomini

Bruno Grande

Prestiti in banca più facili per gli uomini

martedì 03 Giugno 2014 - 00:00

Le pari opportunità non esistono ancora nei prestiti in banca: gli uomini ancora avvantaggiati perché guadagnano di più delle donne

Chiedere prestiti in banca è più facile per gli uomini piuttosto che per le donne. A dirlo è l’ultimo studio dell’Osservatorio SuperMoney, il portale che consente di confrontare i prestiti Inpdap con gli altri tipi di finanziamento. Dall’analisi di richieste di prestito prevenute al sito da gennaio 2014 a oggi è infatti emerso che ben il 68% degli utenti è uomo, mentre le donne rappresentano solo il 32%. La differenza di genere però non si esprime solo nel numero di richieste, ma anche negli importi: ecco tutti i dettagli.
Secondo la ricerca effettuata da Red Sintesi per La Repubblica, le donne italiane guadagnano molto meno rispetto agli uomini e detengono anche un patrimonio di beni minore. Forse è questo prevalentemente a fare la differenza anche per quanto riguarda la richiesta di prestiti in banca che, ovviamente, è più agevole per chi ha più disponibilità economiche. Il vantaggio degli uomini è evidente e ciò si riflette anche sull’importo erogato dalle finanziarie.
In particolare, se gli uomini si permettono di chiedere alla banca in media un prestito di 17.178 euro, secondo quanto calcolato dall’Osservatorio SuperMoney, le donne si accontentano (o si devono accontentare) di soli 15.270 euro. Circa 2 mila euro in meno (l’11% per essere più precisi) che fa differenza per chi ha bisogno di liquidità e magari non riesce a pagare le spese della casa o semplicemente vorrebbe fare un acquisto di un bene.
Di questo passo, insomma, non si fanno ripartire i consumi e sicuramente non si contribuisce a sviluppare le pari opportunità fra uomini e donne. La colpa? È soprattutto da imputare agli stipendi più bassi per le “quote rosa” che guadagnano soltanto 1.400 euro in media a confronto dei 1.800 euro medi dei colleghi uomini con pari qualifica. Uno spread ampio e difficilmente colmabile, ma sui prestiti in banca non bisognerebbe fare discriminazione di genere.
Le differenze fra uomini e donne agli occhi delle banche sta infatti prevalentemente nei redditi perché poi non ci sono altri forti elementi di diversità. L’età media per la richiesta di un prestito, ad esempio, è di 50 anni per entrambe le categorie e non incide nemmeno la provenienza geografica: tra Nord, Sud e Centro Italia, infatti, i dati non mostrano variazioni significative. Da segnalare soltanto la Basilicata dove gli uomini chiedono gli importi più alti (27.268 euro) e la Valle d’Aosta dove le donne si accontentano di quelli più bassi (8.800 euro).
Uomini e donne, poi, chiedono prestiti in banca per le stesse finalità come l’ottenimento di maggiore liquidità oppure i soldi per ristrutturare casa (magari anche grazie agli ecobonus) e un aiuto per comprare l’auto nuova. Insomma, a penalizzare le donne rispetto agli uomini sono “solo” quei 400 euro in meno in busta paga e il fatto di possedere pochi beni durevoli.
“La nostra indagine dimostra che c’è ancora molto da fare nel nostro Paese per raggiungere la piena parità fra uomini e donne – commenta Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney – Tuttavia, la maggiore difficoltà nell’accesso al credito non è un peccato originale del sistema bancario, semmai la spiacevole conseguenza del diverso regime di retribuzione dei lavoratori e delle lavoratrici”.
“È importante, comunque, che gli istituti di credito svolgano il loro ruolo nell’accompagnare le donne nel loro sviluppo professionale. Penso non solo al credito al consumo, ma a tutti i finanziamenti dedicati all’apertura di un’azienda e alle iniziative per il microcredito – conclude Manfredi – Anche da queste passerà necessariamente il rilancio della nostra economia”.

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