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Messina – Per l’ex Ospedale Margherita l’ennesima promessa infranta

Francesco Torre

Messina – Per l’ex Ospedale Margherita l’ennesima promessa infranta

giovedì 10 Luglio 2014 - 12:10
Messina – Per l’ex Ospedale Margherita l’ennesima promessa infranta

Una parte della struttura sembrerebbe destinata a diventare un poliambulatorio di Emergency. Comodato d’uso perpetuo al Comune? Dopo un anno, Accorinti attende Palermo

Messina – Quella riguardante l’ex Ospedale Margherita fu una delle prime gatte da pelare per la Giunta Accorinti. Quando il commissario Magistri dell’Asp decise per il trasferimento del polo radiologico dalla sede di Viale della Libertà a Barcellona Pozzo di Gotto, infatti, l’assessore ai Servizi sociali Mantineo e il sindaco scalzo ne chiesero le dimissioni e minacciarono ricorso al Tar. “Il diritto alla vita non è barattabile”, disse con la consueta retorica Accorinti. Poi, però, si scoprì che il baratto in fondo poteva essere fatto, e così finì a tarallucci e vino: il polo radiologico andò a Barcellona e il Comune ottenne dalla Regione la promessa del comodato d’uso perpetuo (non la cessione!) del bene.
A quasi un anno da quella vicenda, però, Palazzo Zanca aspetta ancora da Palermo il mantenimento di quella promessa. E la sensazione è che potrà attendere ancora a lungo. Nonostante ciò, la Giunta continua a rilanciare l’idea della riqualificazione dell’area. Dopo essere stato inserito per mesi nella bagarre riguardante il secondo Palagiustizia (anche nell’ipotesi di diventare una casa dello studente), l’ex ospedale, o almeno una parte di esso, adesso sembrerebbe destinato – secondo quanto affermato dallo stesso sindaco – a diventare un poliambulatorio di Emergency. “Indipendentemente dal futuro dell’intero edificio – ha dichiarato Accorinti – otterremo la parte necessaria per questo progetto”.
La notizia è stata data durante una conferenza stampa organizzata proprio da un responsabile dell’Ong fondata da Gino Strada, Michele Iacovello, per illustrare gli esiti di un progetto durato otto mesi per migliorare l’accesso ai servizi sanitari in primo luogo dei migranti. Messina, Catania e Ragusa i tre punti attivati in Sicilia. 3496 gli accessi. 550 i migranti destinatari di un corso di formazione gratuito. 10.000 le brochure informative distribuite. E assistenza offerta anche a pazienti italiani. Ora, però, la prospettiva sembra essere quella di rimanere in riva allo Stretto, magari per realizzare il secondo poliambulatorio siciliano (il primo, attivo già da diversi anni, è a Palermo).
Per questo obiettivo, a settembre Messina ospiterà Gino Strada. E, al di là della propaganda e del malcelato quanto imperituro desiderio di popolarità e di visibilità mediatica di Accorinti, se tale progetto – ancora ampiamente sulla carta, se non forse solo nella mente del sindaco – si dovesse realizzare, per la città sarebbe un grande passo in avanti. Prima di allora, però, sarebbe opportuno che la Giunta rialzasse i toni nei confronti dell’assessorato regionale alla Sanità, in maniera tale da ottenere l’uso dell’edificio, così come promesso alla fine dell’anno scorso. Senza quel passaggio, infatti, ogni ipotesi di riqualificazione è destinata a rimanere tale.

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