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Messina – I revisori bocciano il Consuntivo. No di Renzi a proroga Riequilibrio

Francesco Torre

Messina – I revisori bocciano il Consuntivo. No di Renzi a proroga Riequilibrio

sabato 30 Agosto 2014 - 13:30
Messina – I revisori bocciano il Consuntivo. No di Renzi a proroga Riequilibrio

Il sottosegretario Delrio però garantisce che ci sarà una “procedura di sollecito” e non il dissesto subito. Sono ben 13 le criticità riscontrate. Signorino assicura: il bilancio sarà allineato

Messina – “Proficuo” è stato definito dal sindaco Accorinti l’incontro con il premier Renzi di qualche giorno fa a Roma. In realtà, però, a parte alcune promesse (per esempio in relazione alla concessione di un’area militare per il secondo palazzo di giustizia) risultati concreti il sindaco scalzo non è riuscito a portarne a casa nessuno, nemmeno un rinvio sulla data di approvazione al Piano di riequilibrio decennale. Rimane, dunque, come termine ultimo per questo fondamentale appuntamento il 3 settembre, ma qualora non si riuscisse a fare in tempo – ha almeno rassicurato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – non scatterebbe immediatamente il dissesto bensì una procedura di sollecito.
L’approvazione del Piano e dunque l’adesione al fondo di rotazione governativo, però, ormai non sono messe a rischio unicamente dalle scadenze ravvicinate. In settimana, infatti, come un fulmine a ciel sereno è arrivata dal Collegio dei revisori dei conti una sonora bocciatura del bilancio consuntivo 2013, che di fatto ha spostato tutti gli equilibri interni al Consiglio comunale.
Sono 13 le criticità riscontrate dal presidente Dario Zaccone e dai revisori Zingales e Basile. Tra queste, di particolare rilievo il continuo ricorso all’anticipazione di tesoreria, il mancato rispetto della percentuale prevista dalla legge per la copertura dei servizi a domanda individuale, fitti attivi sovrastimati e soprattutto il mancato rispetto di almeno la metà dei parametri di deficitarietà strutturale.
Impietosa l’analisi dei revisori, soprattutto in relazione al fatto che molti dei rilievi erano stati già mossi negli anni precedenti, allorquando però non era mai stata negata l’approvazione dei documenti contabili. Sembra evidente, dunque, quanto nel giudizio del Collegio abbia finito per pesare l’inchiesta della Procura di Messina sul buco di Palazzo Zanca, inchiesta che sicuramente terrà anche tutto il Consiglio comunale con il freno a mano tirato.
Convocato in aula, il principale responsabile dell’elaborazione del consuntivo, il vice sindaco Guido Signorino, ha già dato ampie rassicurazioni in merito all’eventualità di produrre emendamenti in linea con quanto rilevato dai revisori, pur senza rinunciare a difendere alcune soluzioni adottate e contestare le relative osservazioni. In realtà, però, il punto è un altro: che correlazione c’è tra il bilancio consuntivo 2013 e il Piano di riequilibrio decennale? Secondo Signorino nessuno, e difatti il Piano dovrebbe essere approvato con priorità per poi aprire la discussione ordinaria sui rilievi dei Revisori e le correzioni al rendiconto. Per il presidente Zaccone, però, la tempistica è chiara e non interpretabile: il consuntivo andava approvato entro il 30 giugno e dunque ha priorità su tutto, come d’altra parte suggerito anche dagli stessi solleciti della Corte dei Conti. In questo contesto, sarà dirimente la posizione del Consiglio comunale. Ed è chiaro che in questi giorni e nelle prossime settimane si giocherà il futuro di Palazzo Zanca.

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