Partinico, Palazzo Ram, 5 milioni di euro sprecati - QdS

Partinico, Palazzo Ram, 5 milioni di euro sprecati

Vincenza Grimaudo

Partinico, Palazzo Ram, 5 milioni di euro sprecati

sabato 13 Settembre 2014 - 04:00
Partinico, Palazzo Ram, 5 milioni di euro sprecati

I recenti interventi di ristrutturazione non sono bastati per riaprire la storica masseria partinicese, ora è un parco divertimenti per i vandali

PARTINICO (PA) – Passano gli anni e uno dei beni architettonici più importanti della città (e della Sicilia) resta intrappolato nel degrado e nell’incuria. Stiamo parlando di Palazzo Ram, la più antica masseria di Partinico (la cui costruzione è storicamente collocata tra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600), uno straordinario esempio di architettura storica ancora chiuso al pubblico nonostante le promesse e le tantissime denunce. E quando in casi come questi passa inesorabile il tempo, ecco stagliarsi un pericolosissimo effetto boomerang fatto di degrado e vandalismo.
Il pian terreno di Palazzo Ram era stato completata qualche anno fa con alcuni interventi strutturali, ma quell’area in seguito non è mai stata aperta al pubblico perché mancavano gli ultimi accorgimenti, come la realizzazione di una piccola strada di collegamento con il centro urbano.
Quello appena citato, però, è stato soltanto l’ultimo di uno dei tanti interventi che negli anni si sono susseguiti sulla struttura (in tutto parliamo di circa 5,5 milioni di euro) ma le porte di Palazzo Ram sono rimaste (e sono tuttora) sbarrate a turisti e cittadini. All’interno dell’edificio doveva addirittura essere attivato un info point per turisti, insieme a un archivio storico di enorme rilevanza che sarebbe stato donato dallo studioso Giuseppe Casarrubea. Tutti progetti caduti nel dimenticatoio.
Anche per questo, qualche tempo fa, il gruppo consiliare “Cambiamo Partinico” ha chiesto risposte all’amministrazione comunale retta dal sindaco Salvatore Lo Biundo, in particolare sul perché si continuino a prevedere nuovi stralci progettuali di lavori. “Perché – hanno chiesto i consiglieri – dato che ogni progetto prevede che i lavori siano completati e rendano funzionali i locali interessati, la struttura è rimasta chiusa?”.
Per rendersi meglio conto della situazione i rappresentanti di “Cambiamo Partinico” hanno effettuato un sopralluogo a Palazzo Ram e il responso è stato tutt’altro che tenero: erbacce ovunque che impediscono l’accesso, pericolosi tombini divelti, impianti elettrici vandalizzati e fili scoperti ovunque, infissi oramai deteriorati. “Si è ancora in cerca di nuovi finanziamenti – hanno scritto i consiglieri – che riguarderebbero tuttavia la ristrutturazione della cappella e il completamento del primo piano” opere che secondo i rappresentanti della lista civica non garantirebbero una prossima apertura dell’edificio.
Dal canto suo, Giunta municipale e il sindaco Salvo Lo Biundo hanno presentato istanza alla Regione per chiedere che la città venga riconosciuta a “valenza turistica” e, sembra quasi un colmo Palazzo Ram è stato inserito, quale bene di rilevanza storica, nel vademecum inviato al Governo Crocetta. Peccato che i turisti, qualora riuscissero ad accedere all’edificio, vedrebbero palesarsi davanti ai propri occhi uno spettacolo a dir poco desolante.
Lo stesso con cui ogni giorno devono fare i conti i residenti della zona, i quali da tempo denunciano un degrado totale che si riflette sulla vita di tutti i giorni. Le erbacce portano insetti di ogni tipo e c’è una certa preoccupazione anche perché spesso ci sono vandali e sbandati che frequentano l’area, in quanto sanno che i controlli sono a dir poco sporadici.
Lo storico Casarrubea, come già accennato, nel corso degli anni ha provato a dare un contributo per il recupero di Palazzo Ram, ma finora le iniziative proposte non hanno trovato sbocchi positivi. “Anni addietro – ha spiegato – ho dato la disponibilità per donare la mia biblioteca di documenti storici alla città. Mi era stato assicurato che nell’arco di breve tempo tutto sarebbe stato collocato tutto in una stanza all’interno del Palazzo Ram, ma sono passati anni e gli annunci si sono rivelati soltanto promesse”.
“Sto seriamente prendendo in considerazione – ha concluso – la possibilità di donare la documentazione a qualche altro Comune del comprensorio”.
Anche perché i tempi per il recupero della struttura, almeno allo stato attuale, sembrano tutt’altro che brevi. Al di là dei costi ancora da sostenere per l’immobile, infatti, ce ne saranno tanti altri per ripristinare ciò che era stato acquistato e vandalizzato. A cominciare dall’impianto elettrico in parte distrutto e con interi pezzi asportati; per non parlare dei bagni, con quasi tutti i pezzi sanitari ridotti in mille pezzi e la rubinetteria portata via; senza dimenticare porte e finestre, anche in questo caso danneggiate.
Migliaia e migliaia di euro che dovranno essere nuovamente spese se si vorrà restituire questo prezioso bene alla collettività partinicese e alla Sicilia tutta.


L’amministrazione valuta una riapertura parziale
PARTINICO (PA) – Il Comune si è messo al lavoro quanto meno per garantire la manutenzione ordinaria di Palazzo Ram. “Abbiamo avviato – ha sottolineato l’assessore al Verde pubblico e alle Manutenzioni, Diego Campione – i lavori per eliminare le erbacce. Abbiamo effettuato una pulizia completa di tutta l’area in modo da renderla fruibile. Si fa quel che si può dovendo però lottare con le ristrettezze economiche di un bilancio asfittico. Inoltre, i problemi si intersecano e non sono la burocrazia o l’incompetenza l’unico male”.
Il riferimento di Campione è ai tanti raid vandalici e ai furti verificatisi nell’edificio: “Siamo in presenza – ha sottolineato – di gente che non ha il senso del bene pubblico. Io mi chiedo: cosa può fare un’amministrazione di fronte a tanto scempio? Si deve partire dalla base e cioè dalla sensibilizzazione delle nuove generazioni. Si deve partire dal rispetto delle cose pubbliche per potere pensare a una società migliore”.
Nel frattempo si pensa a un sistema di videosorveglianza per scoraggiare in futuro i malintenzionati: “Ci stiamo attrezzando in tal senso” ha confermato l’assessore.
Da considerare, inoltre che oltre al danno di un bene mai aperto si può aggiungere la beffa di perdere un archivio storico di grande importanza, come quello di Casarrubea. Da questo punto di vista, però, l’assessore Campione non si è dato per vinto e anzi ha aperto uno spiraglio per il futuro a breve termine. “Credo – ha spiegato – che si possa percorrere la strada dell’apertura parziale del bene. Lavorerò in questo senso, anche per riprendere la discussione con Casarrubea per il suo archivio storico”.

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