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Al via la stagione dei funghi, come riconoscerli e raccoglierli

Margherita Montalto

Al via la stagione dei funghi, come riconoscerli e raccoglierli

martedì 07 Ottobre 2014 - 12:00
Al via la stagione dei funghi, come riconoscerli e raccoglierli

È bene affidarsi al controllo degli Ispettorati micologici al fine di prevenire avvelenamenti. Asp Catania e 58 Comuni garantiscono attività di vigilanza anche nei ristoranti

CATANIA – La stagione dei funghi è iniziata e i boschi, come le spiagge durante l’estate, vengono frequentati dagli appassionati. I funghi crescono in genere sotto gli alberi e nel terreno, per cui occorre fare attenzione a non calpestarli e nel raccoglierli. Essendo nascosti da foglie e terra, è necessario, consigliano gli esperti, di munirsi di un buon bastone di legno in modo da aiutarsi a spostare le foglie e il terriccio ed evitare così il contatto con eventuali serpenti, o animali che vivono nel sottobosco.
Un altro attrezzo a portata di mano è il coltello per tagliarli e non strapparli. La varietà di funghi è vasta, molti funghi velenosi assomigliano a quelli commestibili e se non si è esperti conoscitori è sempre bene non toccare con le mani il fungo quando si raccoglie. In ogni caso i funghi vanno raccolti interi e non ammuffiti o fradici e vanno trasportati preferibilmente in ceste di vimini in modo da non comprimere ed evitare la fermentazione.
La presenza di funghi in aree poco salubri non è consigliabile. Per la loro caratteristica, proprio perché fra le specie esistono funghi velenosi è meglio non improntarsi esperti. In ogni caso è sempre bene fare controllare i funghi al fine di prevenire gli avvelenamenti. I raccoglitori possono recarsi presso gli Ispettorati micologici delle aziende Asl per far esaminare tutti i funghi raccolti. A partire dal 1 ottobre, sono riaperti gli sportelli micologici dell’Ispettorato micologico delle Asp.
A Catania nelle sedi dell’Asp- Catania, Gravina di Catania, Linguaglossa e Caltagirone- gli utenti potranno rivolgersi ai micologi dell’Asp. Come negli scorsi anni, sono previste anche delle aperture straordinarie nei fine settimana del periodo di maggiore produzione spontanea nei Comuni di Pedara, Ragalna e Zafferana. “I micologi aziendali – spiega Francesco Luca, direttore sanitario dell’Asp Catania -, garantiranno, in collaborazione con i 58 Comuni della Provincia, il regolare espletamento delle attività di vigilanza, sia sulle vendita di funghi (in occasione di sagre e similari), sia presso i ristoranti”.
L’Ispettorato assicura, presso i singoli sportelli micologici, i servizi di: esame di commestibilità dei funghi freschi spontanei raccolti da privati ad uso proprio (a titolo gratuito), rilascio certificazione commestibilità dei funghi freschi spontanei destinati alla vendita al dettaglio, ivi compresi quelli destinati alla ristorazione pubblica (previo pagamento di 1,00 euro per chilogrammo. Contestualmente è stata già riattivata la reperibilità presso i Pronto soccorso per gli eventuali casi di intossicazione da funghi spontanei.
Rivenditori e ristoratori devono osservare regole ben precise a tutela della salute del consumatore. Al fine di favorire il rilascio di certificazione per i funghi destinati alla vendita e ai ristoranti, si ricorda che i venditori devono essere in possesso di certificato di abilitazione alla vendita. Ai sensi della vigente normativa nazionale (L. 352/93 e Dpr 376/95) e della Legge regionale n. 3 del 1° febbraio 2006, possono vendere funghi spontanei esclusivamente i commercianti in possesso di certificato di idoneità alla vendita per le singole specie di funghi, riportate sul certificato (che il commerciante è tenuto ad esibire su richiesta dell’acquirente), e tutti i funghi in vendita devono essere preventivamente certificati dai micologi aziendali.

Assicurarsi che sia riportata l’etichetta dell’avvenuto controllo
Al consumatore va suggerito un accorgimento onde evitare avvelenamenti da funghi. Se si acquistano funghi freschi spontanei negli esercizi di vendita, occorre verificare che la cassetta o l’involucro contenente i funghi siano muniti di un’etichetta attestante l’avvenuto controllo micologico da parte degli Ispettorati micologici delle Asl deputati per legge al controllo. Qualora il cartellino non fosse in vista deve essere segnalato agli organi preposti al controllo degli alimenti-Nas, Asl, etc-le anomalie. Tutti i funghi vanno mangiati ben cotti, non devono essere somministrati ai bambini, a donne in stato di gravidanza o persone che presentano intolleranze, disturbi allo stomaco, al fegato ed al pancreas. In caso di intossicazione recarsi al più vicino Pronto soccorso dove è stata riattivata la reperibilità per gli eventuali casi di intossicazione da funghi spontanei. Portare in questi casi i residui di funghi ingeriti per facilitare il riconoscimento dei funghi responsabili dello stato tossico. Importante ricordare che lo stato di malessere non deve essere trattato con terapie “fai da te”.

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