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Agrigento – Scontro Comune-Soprintendenza sul destino delle Porte della città

Rita Spagnuolo

Agrigento – Scontro Comune-Soprintendenza sul destino delle Porte della città

giovedì 15 Ottobre 2009 - 00:00

Alle accuse ha replicato la soprintendente Costantino: “Non spetta a noi garantirne la conservazione”. L’assessore Biondi: “Non possiamo assistere inerti alla loro scomparsa”

AGRIGENTO – Rischiano di crollare le mura medievali della città dei Templi. Una stagione invernale piovosa potrebbe essere decisiva per il definitivo degrado delle porte di S. Lucia e di Mare.
A denunciarlo è l’assessore comunale per i Beni e le Attività culturali, Settimio Biondi, che chiede alla Soprintendenza di intervenire con estrema urgenza.
“Non possiamo – afferma Biondi – assistere inerti alla scomparsa di tali importanti testimonianze aventi peraltro valore artistico oltre che storico e documentario. Agrigento non può essere riconfermata città espiatoria né città di estenuanti lentezze. È quindi necessario agire prima che le Porte medievali diventino ‘memoria’ e documentazione fotografica di opere scomparse”.
Purtroppo è sotto gli occhi di tutti il degrado di questi preziosi monumenti: il muro meridionale del bastione di porta di Mare e dell’attigua porta dei Bagni sta crollando pezzo a pezzo sul piano della strada ferrata.
“A tal proposito – precisa Biondi – nel 1991 si prevedevano lavori urgenti di restauro, solo che all’atto del raddoppio di via Empedocle la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali bloccò i lavori, ritenendo che la loro esecuzione avrebbe disturbato le opere di restauro che si accingeva a compiere”.
Immediata la replica della Soprintendenza presieduta da Gabriella Costantino: “Per queste categorie di beni, ai sensi dell’articolo 30 del codice sui beni culturali e ambientali vigente, il Comune ha non solo l’obbligo di garantirne la sicurezza e la conservazione, ma anche di favorirne la pubblica fruizione e la valorizzazione secondo quanto prevede l’art.1 comma 3 e l’art. 112 del medesimo codice. La Soprintendenza esercita le potestà di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di perdurante inerzia o inadempienza da parte dei legittimi detentori del bene culturale”.
“Pur tuttavia – aggiunge la Costantino – questa Soprintendenza ha nei decenni scorsi messo in atto un’attività di cooperazione con l’amministrazione comunale provvedendo direttamente alla redazione di un progetto di intervento sui tratti superstiti delle mura e delle sue porte e richiedendone nel dicembre del 1991 il finanziamento all’assessorato regionale per i Beni culturali”.
Nonostante i soldi non siano mai arrivati, la “Soprintendenza – precisano i vertici – ha eseguito successivamente un intervento d’urgenza per assicurare la salvaguardia della porta di S. Lucia. Più tardi, con esplicita richiesta formulata dal Comune è stato concordato con la Soprintendenza l’effettuazione di un intervento di messa in sicurezza del bastione di porta di Mare e dell’attigua porta dei Bagni da parte del Comune di Agrigento.
Alla redazione del progetto e alla conseguente esecuzione non risulta essere mai stato dato seguito da parte del Comune”.


Zambuto-Unesco. Una lettera firmata dal primo cittadino
AGRIGENTO – A proposito di valorizzazione di beni culturali, il sindaco Zambuto ha scritto al direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova. “Nel cuore – scrive il primo cittadino – di una rilevante area del nostro territorio, che fa parte del patrimonio dell’umanità, si trova il maestoso Tempio della Concordia, da sempre simbolo di pace e di unità tra i popoli. Pertanto, vogliamo mettere tale monumento a disposizione di quelle iniziative che rientrano tra i campi di attività dell’Organizzazione da Lei diretta e che riconosciamo fondamentale per garantire i diritti delle Nazioni”.
“Nell’augurarle buon lavoro – conclude la nota del sindaco – sappia di potere contare sulla nostra collaborazione all’interno del tradizionale e generoso supporto che l’Italia ha sempre offerto ai programmi dell’Unesco”.

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