Turismo costiero per il rilancio dell’Isola - QdS

Turismo costiero per il rilancio dell’Isola

Luigi Ansaloni

Turismo costiero per il rilancio dell’Isola

venerdì 06 Novembre 2009 - 00:00

L’assessore Nino Strano ha firmato i decreti riguardanti le direttive per la definizione dei bandi del Por 2007-13 per il settore. Sono 42 i porti individuati in tutta la Sicilia per un investimento complessivo da 125 milioni

PALERMO – Un investimento da 125 milioni di euro per risollevare le sorti di medie e piccole imprese che sorgono nell’area di 42 porti costieri siciliani. Sovvenzioni fino a otto milioni di euro per singola iniziativa, con lo scopo di aiutare l’economia di quelle aree che vivono un momento di adombramento dal punto di vista turistico e, dunque, lavorativo.
Con questo intento l’assessore regionale al Turismo e Trasporti, Nino Strano, ha firmato i decreti riguardanti le “Direttive per la definizione dei bandi per l’attuazione della linea d’intervento offerta turistico-alberghiera e della portualità turistica del Piano Operativo Fondo Europeo Sviluppo Regionale 2007-2013”. I decreti, concordati con il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, saranno inviati alla IV Commissione legislativa dell’Ars per il parere di competenza e potrebbero rappresentare una vera e propria svolta per molte aree che vivono dei momenti di difficoltà a livello turistico, con ovvie e negative ripercussioni dal punto di vista lavorativo e occupazionale.
“Ci auguriamo – ha detto il presidente Lombardo – che vengano esitati al più presto, in maniera da potere offrire alle imprese siciliane uno strumento a sostegno dello sviluppo in settori strategici dell’economia turistica, come la ricettività alberghiera e la portualità”.
Si tratta di investimenti per 125 milioni di euro di risorse comunitarie per le imprese turistico alberghiere già esistenti, fino a un importo massimo per singola iniziativa di otto milioni di euro, relativo al 50 per cento delle spese ammissibili. La direttiva sulla nautica da diporto individua, inoltre, i siti che oggi presentano le potenzialità per divenire infrastrutture armonizzate nel “sistema” di portualità turistica: 42 sono complessivamente i porti individuati, per una copertura geografica di tutte le coste siciliane, e i porti “hub”, quali quelli di Marsala, Sant’Agata di Militello e Marina di Ragusa. I soggetti che possono richiedere e beneficiare delle agevolazioni sono le piccole e medie imprese, così come definite dal Regolamento CE n° 800 del 6 agosto 2008, concessionarie delle aree demaniali marittime con riferimento al progetto da realizzare o piccole e medie imprese richiedenti concessione demaniale sulla base di un progetto approvato dalla conferenza di servizi, di cui all’art.6 del D.P.R. n° 509 del 2 dicembre 1997, coordinato con le norme recate dall’art.75 della L.R. 16 aprile 2003 n° 4, che realizzano gli investimenti in Sicilia nelle aree di copertura geografica indicate.
“Queste direttive – ha spiegato Strano – contengono già tutte le specifiche che dovranno contenere i bandi, e quindi appena si completerà l’iter in commissione, questi saranno subito pubblicati. Le imprese alberghiere potranno migliorare i loro standard qualitativi e la nautica di diporto avrà le risorse per il completamento e la realizzazione di infrastrutture portuali. Le scelte relative agli investimenti da realizzare – ha continuato – dovranno considerare il porto turistico non come un semplice punto di arrivo del diportista nautico, bensì come una delle porte di accesso all’intero sistema turistico siciliano, punto di partenza di possibili itinerari per la fruizione e integrazione con gli altri segmenti dell’offerta turistica anche retrostante la costa”.
Tutte le attività ammissibili dovranno, però, essere realizzate esclusivamente attraverso interventi di riconversione e riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare già esistente.


Un piano strategico per lo sviluppo della nautica di diporto
Negli interventi previsti nei decreti sono compresi anche le isole e arcipelaghi di Sicilia. Per realizzare questo sono stati previsti oltre 58 milioni di euro di fondi comunitari. “Nella necessità di ottimizzare e limitare al massimo il sacrificio ambientale necessario e connesso alla realizzazione di un porto turistico nelle isole minori – si legge nel programma – occorre realizzare una tipologia di struttura ricettiva che aderisca alle flessioni della domanda coniugando esigenze di sviluppo economico e sociale con il sacrificio ambientale necessario per l’infrastrutturazione. L’approdo deve essere a ricettività “elastica” ovvero con la possibilità di adeguare la sua capacità in funzione della variazione stagionale della domanda”. Il censimento delle infrastrutture ha rilevato che i seguenti porti risultano dotati o di strutture adeguate o di piani regolatori: Lipari – Pignataro, Salina – Malfa, Salina – Santa Marina, Favignana, Pantelleria, Lampedusa. Il pregresso elenco di siti è da considerarsi in maniera dinamica e potrà essere ulteriormente integrato a seguito di modifiche o aggiornamenti del “Piano strategico per lo sviluppo della nautica da diporto in Sicilia”.

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