Tpl, in Sicilia la concorrenza è un optional - QdS

Tpl, in Sicilia la concorrenza è un optional

Michele Giuliano

Tpl, in Sicilia la concorrenza è un optional

sabato 07 Novembre 2009 - 00:00

L’emendamento della senatrice Vicari di fatto rappresenta una misura protezionistica nei confronti del trasporto isolano. L’escamotage: salve tutte le concessioni su gomma in virtù dell’art 61 della legge n 99/2009

PALERMO -Trasporto pubblico locale, un disastro in Sicilia. Se ne sono accorti persino dal governo nazionale dove si è preso atto effettivamente di una situazione ai margini che conferma ancora una volta come l’Isola sia molto indietro sotto diversi punti di vista ed anche da quello del trasporto pubblico su gomma.
Il problema è che l’attuale sistema si è talmente incancrenito che oggi venirne fuori è praticamente impossibile. Succede così che le aziende del settore siciliane vengano ancora una volta salvaguardate, nonostante un regolamento della Comunità europea (il numero 1370 del 2007) che apre chiaramente ad un mercato di libera concorrenza, attraverso un “salvagente” lanciato dal Senato.
Siccome la classe istituzionale ai vari livelli sa benissimo il grado di assoluta arretratezza e inadeguatezza del trasporto pubblico locale in Sicilia, è stato determinato di approvare un emendamento in Senato che salvaguardia in pratica i contratti in essere di trasporto pubblico locale su gomma nelle Regioni a statuto speciale. Il Senato ha infatti approvato, durante i lavori sulla conversione del decreto sugli obblighi comunitari, l’emendamento della senatrice siciliana Simona Vicari, esponente del Pdl.
Grazie a questo emendamento vengono fatte salve tutte le concessioni rinnovate in virtù di una norma, sempre voluta dalla senatrice Vicari, inserita all’articolo 61 della legge sviluppo numero 99/2009, che ha recepito il regolamento comunitario numero 1370/2007. Il regolamento europeo fissa al 2019 la data ultima per l’espletamento delle procedure di gara per affidamento delle concessioni del trasporto su gomma sia per le aziende pubbliche che private. “Si è voluta evitare una liberalizzazione selvaggia di un settore – dice la senatrice Vicari – che avrebbe messo a rischio la sopravvivenza di molte aziende del Sud Italia non pronte ad un confronto con un mercato europeo molto più forte ed attrezzato alle logiche di libera concorrenza”.
Vicari ha ringraziato “per la sensibilità mostrata” il ministro Raffaele Fitto, al quale ha personalmente esposto la vicenda “sottolineando tutti i risvolti occupazionali ed economici per le numerose imprese coinvolte”. In Sicilia le concessioni di trasporto pubblico in atto, restano valide sino al 2015, come stabilito nei contratti rinnovati lo scorso agosto, “salvaguardando circa 100 aziende del settore e 4 mila lavoratori”. “Entro quella data – ha detto la Vicari – la Regione Siciliana dovrà selezionare i concessionari e affidare il servizio con bandi ad evidenza pubblica”.
Problema che quindi sembra essere stato soltanto rimandato. Di fatto però viene dimenticato un sacrosanto diritto: quello del siciliano che paga e vuole un servizio efficiente. In questo modo si crea una situazione di monopolio che impedisce ad altre aziende in Europa, qualitativamente superiori, di effettuare un servizio probabilmente agli stessi costi e di gran lunga migliore.
“Esiste una difficoltà di interlocuzione – afferma Giosuè Malaponti, coordinatore del Comitato Pendolari Me-Ct-Sr – che spinge gli enti territoriali, come la Regione, a scegliere di privilegiare le proprie aziende locali rinunciando alle sinergie e a quell’integrazione che sarebbe la scelta più efficace per garantire una mobilità soddisfacente”.

Strano:”I nostri sforzi a sostegno dell’imprenditoria siciliana premiati”
PALERMO – “I nostri sforzi a sostegno dell’imprenditoria siciliana del trasporto pubblico sono stati premiati. Voglio ringraziare chi si è speso affinché questo provvedimento venisse approvato, in particolare i ministri Andrea Ronchi e Raffaele Fitto e la senatrice Simona Vicari”. L’ha detto l’assessore regionale ai Trasporti, Nino Strano, dopo l’approvazione in Senato della norma che proroga per cinque anni i contratti del trasporto pubblico locale su gomma nelle Regioni a statuto speciale.
“In questi giorni, insieme alle organizzazioni imprenditoriali del settore – ha aggiunto Strano – abbiamo tessuto una serie di intese a sostegno sia delle aziende che delle migliaia di addetti, e che oggi sono giunte a buon fine”. Diverso il punto di vista sulla mancata concorrenza espresso dall’Anav Sicilia, associazione delle aziende private del trasporto pubblico locale: “Le aziende siciliane – sottolinea il presidente dell’Anav, Antonio Graffagnini – non sono state messe nelle condizioni di partecipare alle gare alla pari rispetto alla concorrenza nazionale ed estera.

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