La politica estera sull'ortofrutta è una minaccia per l'agrumicultura - QdS

La politica estera sull’ortofrutta è una minaccia per l’agrumicultura

redazione

La politica estera sull’ortofrutta è una minaccia per l’agrumicultura

giovedì 04 Febbraio 2016 - 06:00
La politica estera sull’ortofrutta è una minaccia per l’agrumicultura

Denuncia del presidente di Confagricoltura Catania e componente del direttivo di Agrinsieme, Giovanni Selvaggi

CATANIA – “Sempre più gravi le conseguenze della politica estera sull’ortofrutta del Sud Italia, in particolare sulla produzione agrumicola catanese e siciliana”, lo afferma il presidente di Confagricoltura Catania e componente del direttivo di Agrinsieme Catania, Giovanni Selvaggi. Il rappresentante degli imprenditori agricoli denuncia la grave situazione in cui si trova il comparto che ha un’importanza decisiva per il settore primario della nostra Isola, contando che la Sicilia produce 2/3 del raccolto nazionale.
“Dall’1 gennaio il mercato russo è stato chiuso alla Turchia – secondo fornitore della Federazione russa per gli agrumi – e questo fatto rischia di compromettere la già complicata situazione del mercato ortofrutticolo italiano ed europeo”, spiegano da Confagricoltura e Agrinsieme Catania.
Il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e Copagri ricorda come – in base ai dati OEC – la Turchia, nel 2013, abbia esportato agrumi nella Federazione russa per un valore di 347 milioni di dollari (rappresentando il 24% delle importazioni russe di questo prodotto). Negli anni successivi ha incrementato sostanzialmente le esportazioni, consolidandosi ancor più su questo mercato.
“L’immissione sul mercato comunitario di agrumi turchi è solo l’ultimo, in ordine di tempo, problema che i produttori siciliani si trovano a fronteggiare – sottolinea Giovanni Selvaggi – gli agrumi siciliani, infatti, sono già fortemente penalizzati dal prodotto dei paesi dell’altra sponda del Mediterraneo che arrivano sul mercato senza i requisiti etichettatura e tracciabilità”.
“Adesso ci troviamo – continua Selvaggi – davanti ad un’enorme massa di agrumi che si sta riversando su altri mercati, ed in particolare su quelli europei (e italiani) deprimendo ancor più le nostre quotazioni che sono già in ribasso”.
Tra i problemi che allarmano i rappresentanti di Agrinsieme Catania anche quelli delle gravissime fitopatie come la “tristeza”.
“Per debellare il virus tristeza abbiamo chiesto un forte sostegno finanziario pubblico per agevolare la ristrutturazione dell’agrumicoltura siciliana. Non vorremmo ora che altre malattie delle piante di agrumi, comu Citrus black spot e Citrus greening, che si registrano in alcune realtà produttive all’estero, si diffondessero in Italia”. “Per questo motivo chiediamo che siano stabilite rigorose barriere fitosanitarie capaci di prevenire l’ingresso di nuove pericolose fitopatie”, spiegano i rappresentanti di Agrinsieme Catania.
“Inoltre è necessario sostenere con adeguate campagne promozionali il consumo di arance. La campagna dovrà promuovere sia il prodotto da tavola, sia, in particolare il prodotto da spremuta (arance di pezzatura piccola)”. Agrinsieme Catania, “sollecita con forza l’applicazione della clausola di salvaguardia per bloccare le importazioni extracomunitarie e rilanciare così la commercializzazione dei prodotti agrumicoli del nostro territorio”.
“Abbiamo chiesto un incontro urgente al Governo Regionale e al suo assessore all’Agricoltura, perché attraverso la convocazione delle parti in causa, individui tutti gli interventi possibili e necessari per dare risposte immediate alla crisi e limitare gli eccessivi costi di produzione”.

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