Il mondo politico scopre ora il disastro riscossioni in Sicilia - QdS

Il mondo politico scopre ora il disastro riscossioni in Sicilia

Raffaella Pessina

Il mondo politico scopre ora il disastro riscossioni in Sicilia

venerdì 17 Febbraio 2017 - 09:00
Il mondo politico scopre ora il disastro riscossioni in Sicilia

Gianfranco Miccichè: “Fi chiede il trasferimento a una struttura di pronto intervento dello Stato”. Alessandro Pagano (Lega Nord): “Quanto denunciato è di una gravità inaudita”

PALERMO – Le dichiarazioni rese nei giorni scorsi a seguito dell’audizione in commissione parlamentare Antimafia da Antonio Fiumefreddo, presidente di Riscossione Sicilia, società partecipata della Regione hanno suscitato prevedibili reazioni da parte del mondo politico.
Duro il commento di Alessandro Pagano, deputato della Lega-Noi con Salvini e vicepresidente della commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria della Camera.
“Quanto denunciato dall’amministratore unico di Riscossione Sicilia è di una gravità inaudita. Sarà convocato presto in commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria per comprendere come risolvere questo enorme problema. Oltre 50 miliardi di euro non riscossi è una cifra che getta un’ombra pesante su tutta la Regione. Ha fatto bene l’onorevole Attaguile a facilitare la convocazione di Fiumefreddo in commissione Antimafia. Ora bisogna dare subito una risposta per riuscire a salvare il salvabile, certo che ciascuna autorità per la parte di propria competenza farà il proprio dovere”.
Sulla vicenda è anche intervenuto il senatore Antonio D’Alì, vice presidente del gruppo di Forza Italia: “Ho chiesto al presidente della commissione Finanze del Senato di audire con immediatezza l’assessore alle Finanze del governo regionale siciliano, il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate in Sicilia, il comandante regionale della Guardia di Finanza, il presidente della Corte dei Conti Sicilia e lo stesso avvocato Fiumefreddo”. “Se corrisponde al vero – ha aggiunto – che esistono in Sicilia 30 miliardi di imposte non riscosse e già prescritte, e 22 miliardi a rischio di prescrizione, occorre che si accertino le responsabilità e si prendano i dovuti provvedimenti”.
Scende in campo anche Gianfranco Miccichè: “Forza Italia chiede l’immediato trasferimento della riscossione in Sicilia ad una struttura di pronto intervento dello Stato anche attraverso l’utilizzo di forze di polizia”. “Le dichiarazioni rese dall’avvocato Fiumefreddo – ha proseguito Miccichè – sono di una gravità tale da richiedere misure straordinarie a salvaguardia dei 22 miliardi di euro a rischio di prescrizione e per accertare le responsabilità dei 30 già prescritti”.
Contento dell’iniziativa di Fiumefreddo il presidente Crocetta: “L’evasione fiscale riguarda in gran parte i ceti privilegiati della società che si appropriano di risorse che dovrebbero essere destinate allo sviluppo e alle politiche di solidarietà nei confronti dei più deboli. Bravo Antonio”.

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