Un test da seicento passi in sei minuti per individuare i soggetti a rischio Bpco - QdS

Un test da seicento passi in sei minuti per individuare i soggetti a rischio Bpco

redazione

Un test da seicento passi in sei minuti per individuare i soggetti a rischio Bpco

mercoledì 15 Marzo 2017 - 05:20
Un test da seicento passi in sei minuti per individuare i soggetti a rischio Bpco

I rischi della Broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattia che impone limiti evidenti ai pazienti e a chi li assiste

in collaborazione con ITALPRESS
ROMA – Se a tre italiani su quattro è capitato almeno una volta nella vita di sentirsi a corto d’aria, per chi soffre di Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) restare senza fiato è la normalità con cui fare i conti 24 ore su 24. Bastano 600 passi al giorno, pari ai circa due-trecento metri che si devono percorrere in 6 minuti per superare il test della funzione respiratoria usato per individuare i pazienti più a rischio, per cominciare a vedere piccoli miglioramenti e soprattutto per ridurre del 30% la probabilità di ricoveri e fino al 40% la mortalità, spezzando la spirale negativa in cui cade la maggioranza dei pazienti.
“Un circolo vizioso – ha spiegato Francesco Blasi, presidente della Società italiana di pneumologia (Sip) – che la campagna di educazione e sensibilizzazione Get moving Bpco ‘Più passi più respiro’, promossa dalla Sip in collaborazione con l’Associazione italiana pneumologi ospedalieri e il sostegno di Astrazeneca, vuole spezzare dando ai pazienti le indicazioni per le attività giuste da svolgere e gli strumenti per monitorare i risultati. Il progetto sarà attivo da aprile a dicembre e prevede la distribuzione in 132 centri di pneumologia, sparsi su tutto il territorio nazionale di 4.000 braccialetti contapassi e un’app con cui i pazienti e i centri coinvolti potranno verificare il grado di attività e i progressi, condividendo i dati anche con gli altri pazienti, avere consigli di stile di vita personalizzati e gestire al meglio la terapia, ricevendo notifiche per non dimenticare di assumere i farmaci, essenziali per ridurre la dispnea e facilitare l’attività fisica”.
“Si tratta – ha aggiunto Blasi – di una strategia molto efficace, come conferma anche uno studio appena pubblicato sulla rivista Thorax, secondo cui dopo 12 settimane di utilizzo di un contapassi e un’app che funzioni come un coach dedicato, i pazienti aumentano il livello di attività fisica, muovendosi in media per dieci minuti in più ogni giorno e percorrendo oltre 1.400 passi in più. Il medico, attraverso l’app, potrà infatti stimolare i pazienti a implementare la propria attività fisica quotidiana, monitorata attraverso il rilievo immediato del contapassi e le visite di controllo saranno occasione per il paziente e il medico per valutare il miglioramento di qualità di vita e la gestione della patologia”.
“La Bpco – ha evidenziato Giorgio Walter Canonica, professore di Pneumologia dell’Humanitas University di Milano – compromette moltissimo la vita dei pazienti al mattino presto, durante il giorno e anche la notte: il 57% dei malati ha sintomi respiratori in ogni momento della giornata, il 90% li prova almeno in alcune situazioni. Al mattino è difficile farsi la doccia e asciugarsi, vestirsi, infilare calze e scarpe, rifare il letto o salire e scendere le scale. Gesti quotidiani che diventano difficili spianando la strada alla più totale sedentarietà, che spaventa anche chi si prende cura del paziente: un’indagine condotta da GfK Eurisko sui caregiver di pazienti con Bpco mostra che l’85% di loro è consapevole di come l’assenza di attività fisica sia un problema e il 46% sa che può ripercuotersi in un peggioramento delle condizioni del malato”.
“I limiti imposti dalla malattia – ha concluso Canonica – sono molto evidenti per chi convive con i pazienti, che si accorge per esempio di come molti siano costretti a fermarsi per riprendere fiato dopo aver camminato per un po’ a un’andatura normale o abbiano il fiato corto se devono allungare il passo o fare una piccola salita”.

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